venerdì 1 marzo 2024

IIL PATTO DELL'ABATE NERO di MARCELLO SIMONI

TITOLO: Il patto dell'Abate Nero
AUTORE: Marcello Simoni
EDITORE: Newton Compton Editori
PAGINE: 328
PREZZO: € 9,40
GENERE: letteratura italiana, thriller storico
LUOGHI VISITATI: nel corso del 1400 principalmente Firenze ed Alghero
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)



 Attenzione possibili spoiler: secondo volume di una trilogia

Il libro è il secondo volume della “Secretum Saga” (al momento composta da tre volumi) che ha come protagonista Tigrinus, un ladro gentiluomo, legato da un particolare rapporto con Cosimo de Medici e con un misterioso personaggio chiamato “Abate Nero” di cui il signore di Firenze è ossessionato.

In questo secondo capitolo le vicende e le avventure ruotano attorno ad un tesoro nascosto in Spagna sulle cui tracce si sono messi già molti uomini, tra cui il padre di Bianca, ma nessuno ha mai fatto ritorno.  Tigrinus, fingendosi un mercante fiorentino si reca ad Alghero per “acquistare” da un mercante ebreo la mappa che gli permetterà di trovare il tesoro.

La narrazione è piuttosto articolata, non mancano intrighi e complotti per mettere le mani su tesori nascosti, quello nascosto in Spagna ma anche altri, e libri di alchimia.

Trattandosi di un serie ritroviamo i personaggi principali che già avevamo conosciuto nel primo volume, a partire dal protagonista Tigrinus sempre accompagnato dal suo amico e “aiutante” Caco, ritroviamo Bianca de Brancacci e suo cugino Angelo Bruni; il capo di birri di Firenze Niccolò Vitelli con il suo inseparabile cane Malacoda; e fa la sua comparsa una nuova figura che muovendosi nell’ombra manovra molti fili della vita sociale e politica di Firenze Fenizia Donati (i Donati sono stati un’importante e influente famiglia fiorentina che si è posta in contrapposizione ai Medici, penso che Fenizia sia un personaggio di invenzione).

Come nel primo volume tra i protagonisti c’è Cosimo de Medici - il signore di Firenze ma anche grande appassionato di alchimia - legato per motivi oscuri e personali al ladruncolo Tigrinus - molti della sua cerchia si chiedono cosa spinga Cosimo a proteggere questo misero ladruncolo senza famiglia (noi lettori lo sappiamo).

C’è una fitta rete di spie al servizio di Cosimo de Medici e rimane l’interesse e l’attaccamento del signore di Firenze verso Tigrinus, che spinge le persone vicine al Signore a chiedersi quale possa essere il rapporto che li lega – chi ha letto il primo volume già lo conosce, chi legge solo questo libro lo scoprirà ugualmente al suo interno - e la sua bramosia per avere un libro “la Tavola di Smeraldo” un libro in possesso proprio del ladro. Emerge così un aspetto molto comune del Tardo Medioevo e di cui lo stesso Cosimo de Medici era molto appassionato: l’alchimia.

Un thriller storico dove la tensione non manca e tiene il lettore incolato alle pagine. L’espediente è quello di narrare le vicende dei vari personaggi alternandoli, alternando così anche i luoghi in cui si svolge la narrazione - Firenze, Alghero, la Francia i principali – interrompendo spesso la narrazione in un momento saliente per passare a riprendere le fila di un'altra parte del racconto che si era interrotto precedentemente.

Il viaggio nella storia è dato anche dall’utilizzo di espressioni e di vocaboli tipici di fine ‘400, usi, costumi e modo di pensare vengono ricostruiti alla perfezione. In questo volume particolare attenzione è riservata alla città di Alghero e al commercio di corallo, alla presenza di una importante e fiorente comunità ebraica nella città che si trova sotto il dominio aragonese; mentre a Firenze emerge la presenza e il notevole potere di congregazioni religiose capaci di influenzare la vita politica e commerciale della città. La contestualizzazione storica è perfetta, sembra di fare un viaggio nel tempo ed essere spettatori delle varie scene.

Anche se questo libro penso possa essere letto da solo, consiglio di recuperare l’intera saga. Si tratta di volumi coinvolgenti, dove è molto forte la parte di suspence ma è impeccabile anche la ricostruzione storica. Tigrinus vive delle avventure rocambolesche, non vedo l’ora di leggere il terzo ed ultimo volume.

Conoscete Marcello Simoni? Cosa avete letto di suo?



venerdì 23 febbraio 2024

THE OFFICE stagione 1

TITOLO: The Office 
Stagione 1
Episodi numero 6 Durata 20'
 AUTORE: ideata da Greg Daniels  
LUOGHI VISITATI: Scranton - Pennsylvania - USA




The Office – Stagione 1 Episodi 6

La classica sit-com americana divertente, piena di ironia e sarcasmo, anche un po’ politcamente scorretta con cui si indaga meglio un particolare ambito sociale: nel caso specifico un ufficio e le dinamiche che lo regolano.

La serie è ambientata nella filiale di Scranton in Pennsylvania di una grande azienda che commercia in carta, la Dunder Mifflin. L’organizzazione interna è articolata in vari settori a partire dal capo Michael Scott che è direttore regionale della filiale e protagonista indiscusso, c’è la receptionist Pam, i settori vendite, contabilità, servizio clienti, risorse umane e i ragazzi del magazzino spedizioni, e infine il superiore di Scott la signora Jan Levinson-Gould.

Il protagonista principale è il capo ufficio Michael Scott (interpretato da Steve Carell) egocentrico, spaccone, politicamente scorretto, sessista, fa il simpatico e l’amicone in ufficio - infatti il clima che si respira è estremamente rilassato. Colleziona tantissime figuracce, gaffe e battute di cattivo gusto sono all’ordine del giorno.

Il suo vice o meglio assistente è uno dei ragazzi addetti alle vendite, Dwight Schrute (interpretato da Rainn Wilson) una sorta “neonazista” che si reputa superiore agli altri (senza esserlo), è maniacale e irritante. Altro addetto alle vendite è Jim Halpert (interpretato da John Krasinski) più simpatico e intelligente ma anche un gran burlone, pare innamorato della receptionist con cui spesso passa il tempo a chiacchierare. Infine la receptionist Pam Beesly (interpretata da Jenna Fischer), piuttosto timida è fidanzata da anni con Roy - uno dei ragazzi del magazzino - sembra quasi soggiogata nel rapporto di coppia, priva di libertà.

La serie è strutturata e girata con la tecnica del “falso documentario” cioè nell’ufficio della Dunder di Scranton c’è una troupe televisiva che sta girando un documentario per cui spesso e volentieri, oltre a riprendere la normale attività lavorativa, i dipenenti/protagonisti si ritirano in un ufficio e parlano di un fatto particolare o spiegano un loro punto di vista, oppure si mettono in mostra oppure ancora e questo lo fa soprauttutto Michael, fanno battute a beneficio della telecamera. Inizialmente, la cosa mi lasciva molto perplessa e basita poi ho scoperto che stata usata questa tecnica, come al solito io inizio le cose senza saperne nulla.

La trovo una serie perfetta per staccare un attimo la spina è ideata da Greg Daniels (è uno dei sceneggiatori de I Simpson) e nasce da un remake di un omonima sitcom inglese. È una serie molto famosa negli Stati Uniti tanto da essere citata anche in altre serie tv e ha vinto svariati premi del settore come diversi premi Emmy e diverse candidature ai Golden Globe. In Italia non ha avuto molto successo almeno quanto era trasmessa da Sky tanto che è stata interrotta alla quarta stagione su nove totali, ora è disponibile sulla piattaforma Prime Video. A livello di genere mi ricorda molto altre serie tv come Friends, Due uomini e mezzo e anche Bing Bang Theory, le accomuno perché sono serie con una durata breve della puntata e centrate su un particolare “ambiente sociale” e relative dinamiche.

Per ora ho visto solo la prima stagione anche se non è scoccata la scintilla è una serie carina, divertente, ne ho sempre sentito parlare bene e penso che qualche altra stagione la guarderò.

Fatemi sapere nei commenti se la conoscete?


venerdì 16 febbraio 2024

LE STORIE D'AMORE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO - GILBERT SINOUÈ

TITOLO: Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo
AUTORE: Gilbert Sinoué traduzione di: Roberto Boi e Giuliano Corà
EDITORE: Beat
PAGINE: 432
PREZZO: € 9,90
GENERE: letteratura francese, biografia
LUOGHI VISITATI: giro del mondo e delle epoche
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)


Le storie d'amore che hanno cambiato il mondo è un libro ibrido tra un saggio e una biografia, meglio una raccolta di biografie, vengono analizzate dodici storie d’amore che hanno segnato la Storia, vuoi perché hanno davvero inciso sul corso degli eventi storici vuoi perché hanno fatto la storia nel loro genere ad esempio hanno fatto la storia nelle cronache mondane (penso soprattutto alle storie d’amore Kahlo-Rivera e Taylor-Burton).

Appena preso in mano il libro la prima impressione è stata di spavento essendo un insieme di biografie - genere che non ricerco ne frequento - mi aspettavo qualcosa di più snello (da leggersi in alternativa più sintetico oppure più storie) invece sono riuscita a portare a termine la lettura senza troppe difficoltà e con molto interesse. È un libro perfetto per essere letto poco alla volta magari inframmezzato con altro, un libro come dico io da leggere a rate.

L’ambito geografico e temporale coperto è piuttosto vasto si va dal XIV secolo fino agli anni ’60 del XX secolo, mi aveva incurisoità la particolarità che la storia più recente narrata è degli anni ’60 pensavo fosse dovuto all’epoca di pubblicazione invece no il libro è del 2016 quindi è una scelta personale dell’autore non trovare altre storie “storiche” più recenti.

Le storie vengono narrate anche attraverso le voci dei protagonisti riportando stralci di lettere e testimonianze di parenti e amici. Per alcune prevale la narrazione romanzata per altri invece quella biografica, nel complesso la lettura è scorrevole

Tra le storie d’amore che hanno cambiato il corso della Storia ci sono quella tra Edoardo VIII e Wallis Simpson, Edoardo VIII per amore abdica a favore del fratello Alberto di York che diventerà re con il nome di Giorgio VI e che era il padre della futura regina Elisabetta II. Altro amore che cambia la Storia è quello tra Lady Hamilton e Lord Nelson, grazie all’intercessione di Lady Hamilton Nelson può rifornire la propria flotta nel Regno di Napoli e muovere verso la battaglia di Abukir contro la flotta di Napoleone. Ci sono le storie che hanno fatto sognare, che hanno fatto la storia del gossip e dei rotocalchi come quella Liz Taylor e Richard Burton, quella tra Frida Kahlo e Diego Rivera e qulla tra Edith Piaf e Marcel Cerdan. E infine alcune storie che hanno per protagonisti artisti e scrittori e non possiamo escludere che proprio le vicende della vita amorosa abbiamo influenzato grandi artisti nella realizzazione delle loro opere e per il tramite di queste hanno in qualche modo influenzato il mondo.

Una menzione speciale alla storia tra Shah Jahan (imperatore indiano) e la moglie Mumtaz, una storia dal sapore motologico e fiabesco che ci ha lasciato in eredità il Taj Mahal. È la mia storia preferita.



“Il lettore potrebbe, giustamente interrogarsi sulla legittimità del titolo di quest’opera, e cercare di capire in che modo l’amore di Edit Piaf per Cerdan, o quello di Lady Hamilton per l’ammiragglio Nelson o quello di Nehru per Lady Mountbatten abbiano potuto giocare un ruolo negli avvenimenti mondiali. E tuttavia… Se Lady Mountbatten e Nehru non fossero stati così appassionatamente innamorati, è probabile che il processo che doveva portare all’indipendenza dell’India sarebbe stato molto più conflittuale di quanto sia poi avvenuto. Se Edith Piaf, tormentata dalla mancanza di Cerdan, non avesse insistito perché egli la raggiungesse al più presto – non in nave, come lui aveva previsto, ma in aereo – il pugile avrebbe affrontato Jake La Motta e magari, chissà, avrebbe riconquistato il titolo di campione del mondo. Se il folle amore di Dom Pedro per Inés de Castro non si fosse concluso con l’assassinio di quest’ultima, Alfonso IV e suo figlio non si sarebbero scontrati in una guerra che fu sul punto di devastare il Regno di Portogallo.
E come ignorare il ruolo determinante che Lady Hamilton giocò al fianco di Maria Carolina, regina del Regno di Napoli e di Sicilia? Se, per amore dell’ammiraglio Nelson, l’ambasciatrice non fosse intervenuta, la flotta inglese si sarebbe trovata in pessime acque e forse non sarebbe stata in grado di affrontare l’ammiraglio Bruyes nella baia di Abukir. Tutti i frammenti che compongono l’universo sono uniti tra loro; basta modificarne uno perché tutti quelli a esso collegati risentano di tale cambiamento. Frida Kahlo e Diego Rivera, Rodin e Claudel, la coppia Burton e Taylor, Hugo e Juliette… Ognuno di loro, ciascuno a proprio modo e con maggiore o minore intensità, ha turbato i disegni del destino.”


Di seguito l’elenco completo delle storie d’amore narrate da Sinoué:

- La regina crocifissa: Dom Pedro e Ines de Castro

- L’elefante e la colomba: Frida Kahlo e Diego Rivera

- La divina Lady: Lady Hamilton e l’ammiraglio Nelson

- La puttana reale: Edoardo VIII e Wallis Simpson

- Crois tu qu’on s’aime:  Edith Piaf e Marcel Cerdan

- I battelli ebbri: Paul Verlaine e Arthur Rimbaud

- La bisbetica domata: Richard Burton e Elizabeth Taylor

- La rosa rossa di bombay: Jawaharlal Nehru e Lady Mountbatten

- Notturni: George Sand e Fryderyk Chopin

- Victore e Juliette: Victore Hugo e Julliette Drouet

- la follia creatrice: Auguste Rodin e Camille Claudel

- per te costruirò l’eterno: Shah Jahan e Mumtaz

Gilbert Sinoué è uno scrittore, sceneggiatore e compositore francese, piuttosto poliedrico con una produzione variegata sia per ambientazione che genere, in Italia è pubblicato da Neri Pozza e spulciando il catalogo ho visto diversi titoli interessanti, molta attenzione ha dedicato al Medio Oriente soprattutto da un punto di vista storico. Sicuramente voglio recuperare altro di suo.

 

Vi aspetto nei commenti per sapere se avete letto questo libro e qual è la vostra storia d’amore preferita.


venerdì 9 febbraio 2024

IL TEMPO DELL'ATTESA - ELIZABETH JANE HOWARD

TITOLO: Il tempo dell'attesa
AUTORE: Elizabeth Jane Howard    traduzione di: Manuela Francescon
EDITORE: Fazi Editore
PAGINE: 638
PREZZO: € 17,58
GENERE: letteratura inglese, saga famigliare
LUOGHI VISITATI: Inghilterra primi anni '40 del '900
acquistabile su amazon: qui (link affiliato) 





Attenzione possibili spoiler: secondo volume di una pentalogia

 

Di nuovo assieme ai Cazalet questo secondo volume “Il tempo dell’attesa” è ambientato tra la fine del ’39 e la fine del ’41: sono i primi anni della Seconda Guerra Mondiale, avevamo salutato i Cazalet con la speranza che mai ci sarebbero state nuove guerre e invece li ritroviamo ad affrontare, ognuno a modo proprio, i primi anni della seconda guerra mondiale. Sono anni difficili, l’Inghilterra è in guerra, Londra viene bombardata, qualcuno è al fronte, iniziano a intravedersi mutazioni e cambiamenti nella società, tante le paure e le difficoltà.

Vediamo a grandi linee cosa fanno i nostri protagonisti iniziando dai fratelli Cazalet: Hugh manda avanti la ditta di famiglia di import-export di legname, mentre Edward e Rupert sono arruolati il primo nella RAF e il secondo in Marina. La famiglia si è riunita a Home Place, più sicura che Londra (che viene colpita da bombardamenti), dando ospitalità anche a Miss Millment, alla servitù e alla famiglia della sorella di Villy. Le donne di case Cazalet vivono tra la paura per la sorte dei mariti e fratelli e la voglia di aiutare, di contribuire allo sforzo bellico del paese principalmente con il volontariato (purtroppo le donne ancora possono fare poco).

In questo volume la narrazione si concentra sul punto di vista delle tre ragazze di casa Cazalet, pur non dimenticando nessuno – le tre cugine ‘grandi’: Louise, Polly e Clary. Ognuna vive diversamente questo momento così difficile.

Louise ottiene di poter studiare e verrà mandata alla scuola per signorine dove fa nuove amicizie in particolare Stella, con cui condivide la passione per la recitazione e riesce ad ottenere dai genitori di frequentare anche una scuola di recitazione, il suo sogno è fare l’attrice. La conoscenza e l’amicizia con Stella è molto importante perché consente a Louise di approcciarsi a un mondo, a una società, a una visione della vita diversa da quella di casa Cazalet (i Cazalet appartengono all’agiata ricca borghesia).

“Tutto quello che facevano i Cazalet era spostarsi, andare in ufficio e mettere al mondo figli. Non s’interessavano nemmeno lontanamente alla arti, con l’eccezione, dovette ammetterlo della musica. Ma quando era stata l’ultima volta che sua madre aveva letto un dramma di Shakespeare? O di chiunque altro? Suo padre, poi, lui non leggeva affatto. Era incredibile come riuscisse a procedere nella vita senza alcun tipo di nutrimento intellettuale. Forse stava a lei salvare Polly e Clary da quell’arido deserto borghese. L’avrebbe fatto, non appena avesse raggiunto l’età giusta. Gli altri erano troppo piccoli, oppure delle cause perse, come i suoi genitori. Con loro non si poteva avere una conversazione decente su un argomento di qualunque importanza – come lo stato dell’arte teatrale, la poesia o anche la politica -, bastava considerare quante cose sapeva Stella di cui loro non avevano idea! Era pronta a scommettere che non avevano mai riflettuto sulle classi sociali, sulla democrazia e su quello che era giusto per la gente. Ma se le cose fossero andate davvero come pensava Stella, sarebbe stato un duro colpo per loro. Niente più servitù! Come se la sarebbero cavata senza i domestici? Almeno lei sapeva cucinare, cosa che non poteva dirsi di nessuno dei suoi parenti. Se davvero ci fosse stata una rivoluzione dei ruoli sociali con ogni probabilità sarebbero morti di fame. Cominciò a provare per la sua famiglia una strana pena …” 

Clary, che sogna di fare la scrittrice, scrive lunghissime lettere per il padre Rupert, che è in servizio attivo nella Marina, dove racconta la vita ad Home Place in modo che quando tornerà leggendole sarà come aver vissuto almeno in parte quel periodo con la famiglia.

Infine Polly che vive il momento in modo molto drammatico, ha da sempre una grande paura della guerra (suo padre Hugh ha combattuto in Francia durante la Prima Guerra mondiale dove ha perso una mano) e inoltre non riesce a trovare il suo posto nel mondo, non ha le idee chiare su cosa vuole fare da grande come invece hanno Louise e Clary, si arrovella molto.

Essendo il secondo volume di una saga andiamo a conoscere meglio, ad approfondire la conoscenza, la storia e il carattere dei personaggi, ci saranno delle crescite mentre altri si manterranno fedeli a se stessi.

Lo spaccato storico narrato è molto interessante, le vicende dei Cazalet - che tra l’altro incarnano un archetipo sociale preciso e destinato a scomparire - si inseriscono nelle vicende Storiche, vediamo ad esempio cosa possono fare le donne soprattutto quelle sposate o di una certa età, come possono contribuire allo sforzo bellico? Fondamentalmente solo con il volontariato. Vediamo alcuni primi cambiamenti sociali ad esempio Louise un giorno torna a Home Place indossando un paio di pantaloni (!), vediamo com’era la vita in Inghilterra e a Londra durante la Seconda Guerra Mondiale.

Non vedo l’ora di vedere come proseguono le vicende della famiglia Cazalet, io mi sento parte integrante, una vecchia amica di famiglia che conosce tutto e tutti. Ci sono alcuni cliffhanger e alcune situazioni (piuttosto importanti) che rimangono sospese e la voglia di andare avanti è tantissima.

Fatemi sapere nei commenti se conoscete i Cazalet.


venerdì 2 febbraio 2024

PISTA NERA DI ANTONIO MANZINI

TITOLO: Pista Nera
AUTORE: Antonio Manzini
EDITORE: Sellerio
PAGINE: 278
PREZZO: € 13
GENERE: letteratura italiana, giallo, testa di serie vicequestore Rocco Schiavone
LUOGHI VISITATI: Val d'Aosta
acquistabile su amazon: qui (link affiliato) 


Prima avventura del vicequestore Rocco Schiavone. Romano doc è stato traferito ad Aosta non sappiamo perché ma è palesemente una punizione. Questo è il primo romanzo in cui compare ed è il primo romanzo che leggo ma un pochino già lo conoscevo per aver letto alcuni racconti che lo vedono protagonista nelle raccolte tematiche di gialli Sellerio e devo dire per fortuna!

Rocco Schiavone è un bravissimo polizzioto, il suo lavoro lo sa fare e molto bene ma non è ligio al dovere o meglio, il suo dovere di polizzioto di trovare il colpevole lo fa benissimo, non è ligio alle regole e alle procedure, talvolta i suoi metodi sono poco ortodossi. Inoltre è poco “pulito” per essere un polizzioto, non disdegna qualche lavoretto extra che riesce ad ottenere grazie agli amici di infanzia (che tendenzialmente hanno scelto una carriera opposta alla sua) e sfruttando la sua posizione, inoltre adora inziare la giornata con una bella canna che fuma direttamente in ufficio. Comportamenti questi non proprio consoni al suo ruolo, almeno sulla carte, ma nella pratica rendono l’uomo oltre il polizziotto, rendono il personaggio vero e credibile, non voglio dire che non ci siano polizziotti ligi e zelanti ci mancherebbe ma è molto più credibile un uomo imperfetto.

Voglio continuare la sua conoscenza. Come anticipato non è stato un incontro al buio già conoscevo per aver letto alcuni racconti sia il personaggio e le sue carateristiche sia parte della sua storia; sicuramente se si leggono tutti i romanzi e i racconti si scopre tutto sul suo passato sul perché ad esempio è stato trasferito ad Aosta a me pare che venga detto proprio in questo primo volume ma non vorrei sbagliarmi.

Ma veniamo alla trama specifica: è il primo caso di Schiavone ad Aosta sulle piste della vicina Champoluc un gatto delle nevi investe un uomo ma il guidatore giura di non aver visto nessuno sulla pista che a quell’ora della sera è chiusa; per una serie di indizi la pista dell’inidente casuale è esclusa siamo di fronte a un omicidio. La vittima è Leone Miccichè originario della lontantissima sicilia ha sposato una ragazza del luogo, Luisa Pec con cui ha messo in piedi e gestisce una sorta di albergo rifugio piuttosto lussuoso. I possibili moventi sono tanti dalla pista mafiosa a quella della gelosia (Leone ha “rubato” Luisa a un altro uomo) a quella dei debiti e delle vendette di famiglia. Accanto alla trama principale che si occupa di risolvere il giallo, vediamo anche Rocco Schiavone alle prese con una delle sue “attività extra”.

Sicuramente vedremo ancora Rocco Schiavone su questi schermi.

Fatemi sapere se lo conoscete e vi piace.


giovedì 21 dicembre 2023

L'UOMO CHE INVENTÒ IL NATALE - FILM

TITOLO: L'uomo che inventò il Natale
GENERE: commedia, biografico
AMBIENTAZIONE: Inghilterra vittoriana



Un film che racconta il dietro le quinte di uno dei romanzi più celebri di tutti i tempi che ha avuto infiniti adattamenti, è conosciuto da tutti ed ha contribuito in maniera significativa a creare in Natale come lo conosciamo oggi: Canto di Natale di Charles Dickens.

Ho letto e amato Canto di Natale che è una sorta di favola a lieto fine che spinge ad essere tutti più buoni come è proprio dello spirtio natalizio; il Natale di oggi deriva in buona parte dell’epoca vittoriana e l’opera di Dickens ha dato un contributo significativo perché come vedremo ha riscosso un grandissimo successo. È un libro che contiene alcuni dei temi più cari a Dickens, come molte delle sue opere vuole essere anche una denuncia alla società vittoriana e alle sue piaghe più evidenti come lo sfruttamento del lavoro minorile, l’analfabetismo e la povertà dilagante.

Purtroppo per il momento è l’unica opera di Dickens che abbia letto, voglio assolutamente approfondire la sua conoscenza anche perché è uno degli scrittori di epoca vittoriana più importanti e le cui opere sono giunte sino a noi come un classico da leggere, era apprezzatissimo già dai contemporanei soprattutto dalla popolazione perché utilizzava le sue opere come mezzo per combattere le ingiustizie della sua epoca. Non conosco la sua biografia così dettagliatamente da poter sapere cosa è vero e cosa è inventato, ma trovo che non sia affatto importante conoscere con precisione i confini tra ricostruzione e libertà che si è preso il regista, è una storia bella di per se.

Siamo nell’ottobre 1843 e Dickens deve scrivere qualcosa anche per ragioni economiche, ha bisogno di soldi e purtroppo le cose non gli vanno particolarmente bene. Trova l’idea per una storia natalizia (e nel film scopriamo come) però i suoi editori non sono molto convinti sia perché il romanzo a puntate che stanno pubblicando non sta dando i risultati sperati sia perché non sono convinti dell’argomento Natale. Infatti all’epoca il Natale non è come lo conosciamo oggi, i suoi editori lo vedono come una rottura di scatole, una scusa per non lavorare (!!!) e questo pensiero è condiviso da molti soprattutto dai proprietari di attività, dalla classe dirigiente. Dickens comunque non demorde e lavora febbrilmente alla sua storia, è deciso a farla uscire prima di Natale e il tempo è pochissimo. Quello che viene dato alle stampe è un piccolo gioiello con le illustrazioni dell’artista più rinomato dell’epoca (John Leech) e avrà un successo incredibile.

Seguiamo Dickens che inventa, mette su carta la storia di Scrooge un vecchio finanziere avaro che però cambierà radicalmente dopo la notte della vigilia di Natale durante la quale riceve la visita di tre spiriti che lo portano a ragionare e a cambiare. Bellissima la rappresentazione del processo creativo: la presenza di Scrooge che interagisce con Dickens (ma anche di tutti gli altri personaggi, che poi lui si ritrova a vedere anche per strada) che parlano, decidono lo sviluppo e discutono anche. È questo l’aspetto che mi è piaciuto di più.

Guardare il film mi ha messo una grandissima voglia di rileggere Canto di Natale ma anche una biografia di Dickens.

Fatemi sapere nei commenti se lo avete visto.


giovedì 14 dicembre 2023

PICCOLE DONNE di LOUISA MAY ALCOTT

TITOLO: Piccole Donne
AUTORE: Louisa May Alcott traduzione di: Fausta Cialente e illustrazioni di Eleonora Antonioni
EDITORE: Giunti
PAGINE: 416
PREZZO: € 9,90
GENERE: letteratura americana, classico, romanzo per ragazzi, romanzo di formazione
LUOGHI VISITATI: USA ai tempi della guerra di secessione
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)


Quattro ragazze, quattro sorelle molto affiatate e legate tra loro ma anche molto diverse: Mag la maggiore è bella e coscienziosa, Jo è una combina guai ed un accanita lettrice, Beth è estremamente timida e mite (tanto che non frequenta la scuola, preferisce aiutare in casa) ma adora la musica e infine la piccola Amy egocentrica e anche un pochino egoista.

La famiglia March non è povera, ma non vive nel lusso che dovrebbe confarsi alla loro estrazione sociale (il padre ha perso quasi tutto il suo patrimonio per aiutare un amico) così le sorelle maggiori Mag e Jo lavorano per aiutare la famiglia.

È un romanzo di formazione per le sorelle March ma anche (e soprattutto forse) per il lettore/lettrice è un romanzo per ragazz* e serve a impartire lezioni e insegnamenti, certamente in linea con il tempo di ambientazione e di scrittura ma comunque valevoli ancora oggi (e forse anche di più). Definirei il metodo di insegnameno dei gernitori March quasi all’avanguardia, moderno, attuale (oggi si parla tanto di disciplina dolce contrattposta ai metodi tradizionali di punizioni e paure) basato sulla responsabilizzazione anziché l’imposizione, tanta la libertà concessa alle ragazze che hanno così modo di sperimentare (esemplare le vicende del capitolo esperimenti) sulla propria pelle/su se stesse e imparare realmente perché alle conclusioni/soluzioni ci arrivano da sole e non per ordine o imposizione; pur restado fondamentale la figura materna di guida e mentore. Il modello di genitorialità, di rapporto genitori figli è piuttosto particolare soprattutto se collocato nel periodo storico di ambientazione del romanzo e di scrittura dello stesso, o almeno per me (dalla mia ignoranza) lo trovo moderno ed attuale. Non mancano gli aspetti religiosi, sia perché il padre è un pastore sia perché è ricchissimo di riferimento alla preghiera e al Cielo, aspetti secondo me in linea con i tempi in cui il romanzo è stato scritto: siamo nel 1868 e ambiaentato poco prima durante negli anni della guerra di Secessione.

La storia copre un arco temporale di un anno da Natale a Natale, durante questo tempo le ragazze pian piano crescono e imparano. C’è a mio parare tanta carne al fuoco, tanti eventi ed esperienze che fanno le ragazze ed è bello scoprirli leggendo, è tendenzialmente una narrazione per episodi. Il giorno di Natale con cui si apre il romanzo le ragazze rinunciano alla loro colazione per donarla alla famiglia Hummel, è una scena ormai iconica. I March sono persone molto devote e molto generose e attive nella comunità e nel sociale, tanto che si prendono cura delle persone più povere e meno fortunate di loro.

“Piccole donne” è un romanzo di formazione per antonomasia molto consigliato anche a livello pedagogico. È però il primo di quattro volumi, seguono: “Piccole donne crescono”, “Piccoli uomini” e “Gli uomini di Jo”. Penso che nel tempo recupererò anche gli altri romanzi per vedere come vanno avanti le vite delle sorelle March. L’ho trovata una lettura stimolante, io l’ho fatta da adulta, ma capisco bene come le persone, soprattutto le ragazze, possano immedesimarsi nelle sorelle March e lo possono fare perché sono quattro ognuna con caratterische diverse quindi tutte possiamo ritrovarci in una o più di loro. C’è un graduale passaggio all’età adulta, per le più grandi ma anche al contempo una presa di coscienza del diventare “grandi” da parte delle sorelle più piccole che vedono crescere le più grandi.

Ciò che mi ha maggiormente colpito è l’approccio educativo estremamente moderno, quasi ancora oggi questa tendenza al “lasciar fare che sbagliando si impara”/genitori guida molto affettivi e non padroni non è generalmente accettata (o non come dovrebbe), immagino quanto potesse essere innovativo nella seconda metà dell’800 quando il libro è stato pubblicato, inoltre la cosa che mi rende felice è che si tratta di un libro che ha avuto un grandissimo successo e magari ha anche contribuito a diffondere o perlomeno instillare l’idea che estite questo tipo di approccio educativo (da quando sono diventata mamma presto molta attenzione).

Ho visto spesso chiedere con quale sorella March ci si identifica, e quindi lo chiedo anche io? E se lo avete letto da ragazze, ancora oggi vi identifichereste con la stessa sorella?

Io penso con Jo, perché il mio personaggio preferito. Anche se non sono e non sono mai stata un “maschiaccio” e tanto meno sono intraprendente come lei, caratterialmente forse sono più simile a Beth oppure a Mag essendo anch’io una sorella maggiore.

Io Piccole Donne lo considero un libro natalizio, per quanto, come detto, si parli di molti temi, ma inziando a Natale (e con una scena divenuta iconica) e chiudendosi a Natale e avendo un retrogusto da fiaba non posso non considerarlo un libro natalizio.

E non vedo l’ora di leggere questo rormanzo con mia figlia.

Piccole donne è l’opera più famosa di Louise May Alcott, quella che l’ha resa celebre ma è qualcosa che non la rappressenta appieno: scrive questo romanzo su richiesta dell’editore e probabilmente lo fa solo per ragioni economiche, lo scrive in tempi record e in tempi ancor più record è sold out e diventa uno dei libri più conosciuti, letti ed apprezzati d’America; una delle scuse che accampava all’editore per non scrivere un romanzo di e per ragazze era la sua scarsa conoscenza del “settore”, così quando accetta trae spunto dalle sue esperienze personali e da quelle delle sue sorelle.

Fatemi sapere se lo avete letto, cosa ne pensate e con quale sorella March vi identificate.