lunedì 31 dicembre 2018

CANTO DI NATALE - CHARLES DICKENS

TITOLO: Canto di Natale
AUTORE: Charles Dickens
EDITORE: BUR - Biblieteca Universale Rizzoli - collana Deluxe
PAGINE: 158
PREZZO: 17,00 euro
GENERE: letteratura inglese - classico - libro a tema Natale
LUOGHI VISITATI: Inghilterra vittoriana
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Finalmente una lettura a tema qui sul blog (anche se un po' in ritardo.....) e non potevo iniziare meglio: un classico della letteratura e un autore ancor più classico, Dickens, i cui romanzi ambientati in epoca vittoriana sono una pietra miliare della letteratura (che finiscono dritti in wishlist).
Un super classico di Natale, visto e rivisto, proposto in tutte le salse. La mia preferita è quella Disney con Zio Paperone nei panni di Scrooge.
La storia la conoscono tutti un: vecchio uomo d'affari, Ebenezer Scrooge, tiranno e avido, che una notte di Natale riceve in visita il fantasma del suo vecchio socio, Marley.
 "....Duro e acuto come una selce dalla quale non c'è acciaio che riuscisse a far sprizzare una scintilla di generosità; chiuso, controllato e solitario come un ostrica......"
Marley lo avvisa di aver chiesto l'intercessione di tre spiriti perché lo aiutino a diventare un uomo migliore. Se non si aiuta il prossimo mentre si è in vita, una volta morti non è possibile lasciare il mondo e il proprio spirito vaga trascinando la pesante catena che si è costruita negli anni con i propri "errori"; ma la tortura peggiore è vedere persone che hanno bisogno di aiuto e non poter fare nulla per loro.  ".....la ragione della pena di tutti quei fantasmi era evidente: tentavano di intervenire a fin di bene negli affari terreni, ma i loro sforzi erano destinati a un eterno insuccesso....."
Arrivano gli spiriti: quello dei Natali passati che fa rivivere a Scrooge la propria infanzia, l'adolescenza e la prima età adulta. Poi arriva lo Spirito del Natale presente che mostra a Scrooge la magia del Natale, come lo vivono i Cratchit e Fred, rispettivamente commesso e nipote di Scrooge. E infine lo Spirito dei Natali futuri che mostra cosa accadrà o meglio cosa potrebbe accadere e non c'è nulla di buono. "....«Non sono state strappate via» esclamò, stringendo fra le braccia una delle cortine del letto. «Non sono state strappate, anelli e tutto! Sono qui. Io sono qui. Le ombre delle cose che potrebbero essere possono ancora venire disperse. E lo saranno, lo so, ne sono sicuro!»..."
Scrooge capisce, capisce l'importanza del Natale e di vivere lo spirito natalizio tutto l'anno, e cambia.
La vita di Ebenezer Scrooge non è stata facile mai e tutto ha contribuito a renderlo un burbero solitario attacato esclusivamente al denaro che però non lo rende affatto felice, ed è importante per Scrooge capire cos'è la felicità per lui, come poter essere d'aiuto agli altri, lasciare un ricordo, positivo, di sé al mondo.
Un accenno a parte merita la storia di Bob Cratchit il commesso che lavora per Scrooge, gran lavoratore, povero e sfortunato ma cionostante amante dell Natale e di quella magia che crea:
"....non vi era nulla di aristocratico in tutto questo. Essi non erano belli, non erano eleganti, le loro scarpe erano ben lungi dall'essere impermeabili all'acqua, i loro vestiti erano lisi, quelli di Peter sembravano usciti dalla bottega di un rigattiere, e probabilmente lo erano. Eppure erano felici, riconoscenti, buoni l'uno con l'altro, contenti del presente......"
"Diventò il migliore degli amici, il migliore dei padroni, il migliore degli uomini della vecchia città, di ogni altra vecchia città, paese o borgo del buon vecchio mondo. Qualcuno rise di questo mutamento, ma egli lo lasciò ridere e non ci fece caso, perché era abbastanza saggio da sapere che nulla di buono succede su questa terra, senza che qualcuno, sulle prime, si prenda il gusto di riderne."
Una favola meravigliosa. Ma dietro questa c'è molto di più: c'è la denuncia a quelle che sono le pieghe dell'epoca vittoriana come povertà e lavoro minorile, qui trattati quasi incidentalmente ma cavalli di battaglia di altri grandi romanzi come David Copperfiel e Oliver Twist.
Le descrizioni sono ben curate e il racconto suddiviso in cinque parti: la presentazione di Scrooge con l'apparzione di Marley, le visite dei tre Spiriti suddivisi in parti singole e la fine della storia. La mia edizione del romanzo è molto pregiata, edita BUR Rizzoli (classici deluxe), accompagnata da magnifiche illustrazioni di P.J. Lynch, un piccolo capolavoro.
Voi cosa avete letto di Dickens?


mercoledì 19 dicembre 2018

LA VITA SEGRETA DELLE MUCCHE - ROSAMUND YOUNG

TITOLO: La vita segreta delle mucche
AUTORE: Rosamund Young
EDITORE: Garzanti
PAGINE: 140
PREZZO:15,00 Euro
GENERE: letteratura inglese - memoir
LUOGHI VISITATI: fattoria bio Kite's Nest nello Worcestershire in Inghilterra
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"Di mucche, come di persone, ce ne sono di tutti i tipi. Possono essere molto intelligenti, oppure un po' dure di comprendonio; amichevoli, premurose, litigiose, docili, creative, un po' tonte, orgogliose o timide. In una mandria abbastanza grande sono presenti tutte queste caratteristiche, e da molti anni siamo fermamente convinti che è giusto trattare i nostri animali come individui."

"La vita segreta delle mucche" è un libricino molto interessante, scorrevole, divertente; ma non solo.
Rosamund Young, l'autrice, è un titolare assieme, al fratello Richiard, di una fattoria la Kite's Nest in Inghilterra. Portano avanti con tantissimo amore per gli animali e la natura l'attività iniziata dai genitori, da sempre improntata al biologico, quando questa tipologia di allevamento, o forse è meglio dire stile di vita, se seguito con determinazione e convinzione, ancora non era nata.
Vorrei iniziare il mio commento al libro dalla parte di intrattenimento quella dove Rosamund Young racconta le mille peripezie che nella sua vita di allevatrice ha visto: tutte le curiosità, le vicende delle famiglie "storiche" di mucche, aneddoti relativi a particolari situazioni, parti, piccoli incidenti, amicizie, preferenze in fatto di alimentazione, i modi di comunicare degli animali. Nel libro si parla principalmente di mucche, ma c'è spazio anche per altri animali da fattoria come galline, maiali e pecore; con storie di amicizie anche tra specie diverse.
Ma nel libro c'è anche altro: c'è la denuncia agli allevamenti intensi, all'uso massicio e massivo di farmaci, soprattutto antibiotici (spesso dati in modo generalizzato a tutti gli animali a mo' di prevenzione e non di cura mirata all'occorenza), all'alimentazione "artificiale". Tutto questo crea moltissimo stress per gli animali, che vengono privati della loro esistenza, ma non solo tutto ciò si ripercuote anche sulla salute degli uomini: su ciò che mangia e sull'ambiente in cui vive.
Le due tematiche sono ben mescolate all'interno del libro, non c'è una separazione netta, anche perchè il raccontare un particolare anedotto diventa il punto di partenza per sostenere, anche con esempi concreti, la lotta agli allevamenti intensivi.
"....Eppure, nel corso del tempo, tutta questa saggezza ce la siamo dimenticata o l'abbiamo ignorata. Nutrire gli animali è, o dovrebbe essere, di una semplicità immediata: i merli hanno bisogno di vermi, i leoni di carne, le pecore e le mucche di erba. Ma ecco che una pressione intollerabile a tagliare i costi fa sì che molti allevatori setaccino i mercati internazionali alla ricerca di mangimi più a buon mercato, e spesso meno adeguati. Se facciamo il pieno alla nostra auto con il carburante indadatto, i motore funzionerà male o si fermerà. Certo: accorgersi dell'effetto che ha un'alimentazione errata sulle persone o sugli animali richiede più tempo, ma le conseguenze sono ugualmente negative e permanenti. Più di due terzi delle campagne del Regno Unito sono adibiti a pascolo. Del resto, la maggior parte dei terreni è inadatta alla coltivazione, e quindi allevare bovini e ovini è l'unico modo per ottenere il cibo. Noi non possiamo mangiare erba, ma il bestiame è progettato proprio per questo scopo. Al momento, però, ampie aree di terra arabile sono utilizzate per produrre piante che poi serviranno come alimento per il bestiame: l'opzione di gran lunga meno sostenibile. I pascoli "sequestrano" il carbonio, mentre l'aratura lo diffonde nell'atmosfera. Le mandrie e le greggi sono molto criticate per le loro emissioni di metano. Non sono un'esperta in materia, ma noto che nessuno sembra accorgersi che, quando il prato viene convertito in campo arabile, le siepi si rimpiccioliscono gradualmente fino a scomparire, spesso causando la perdita di moltissime alberi da siepe. Gli alberi e le siepi hanno un ruolo ben noto nella conservazione dell'ambiente naturale, ma sono altresì essenziali per la "cattura" del carbonio che, almeno in parte, compesa le emissioni di metano. ...... Una produzione alimentare più sostenibile e sistemi di allevamento più attenti al benessere degli animali potranno diffondersi solo se questi costi saranno compresi e riconosciuti dalla società e dei governi." (pagine 120-121-122)
E' un libro che deve far riflettere anche sulle scelte che come consumatori facciamo e dell'enorme potere che possiamo esercitare perchè il mondo dell'agricoltura cambi, purtroppo le persone come Rosamund Young sono pochissime.

Consiglio a tutti la lettura di questo libro anzittutto perchè cambia il modo in cui guardiamo agli animali, facendoci scoprire tante particolarità, oltre a infinite somiglianze con gli esseri umani (io sono una super fan degli animali e da sempre li reputo superiori agli umani). Però è molto importante anche l'aspetto di denuncia agli attuali sistemi di agricotura e di testimonianza degli effetti benefici del biologico; voglio sottolineare che i toni sono sempre delicati e basati sul buonsenso e sull'osservazione del mondo reale, senza cedere al fanatismo.
Il libro è corredato anche da meravigliose illustrazioni di Anna Koska; e presenta un interessante introduzione di Alan Bennett (non c'è bisogno che dica altro........).
Voi lo avete letto? Avete libri che trattano queste tematiche da consigliarmi?