venerdì 13 luglio 2018

BOOK TAG ABITUDINI LETTERARIE

Buongiorno lettori oggi un post un po' diverso dal solito: un book tag sulle mie abitudini di lettrice che ho visto in vari canali YouTube e ho deciso di proporlo qui sul blog, sotto forma di post, anche per conoscerci meglio.




Iniziamo…….

1. Hai un posto speciale a casa per leggere?
Ci sono dei posti che preferisco, variano anche in base alla stagione: nel letto, la sera prima di dormire; in terrazza accoccolata al sole; in giardino sulla sdraio all'ombra dove c'è sempre un po' di aria…… comunque leggo ovunque, ogni posto va bene.

2. Segnalibro o pezzo di carta a caso?
 Il mio segnalibro preferito è un pezzo di carta a caso, una mia creazione con il cartoncino del retro di un blocknotes, che è stato il mio segnalibro anche nei volumi dell'università. Lo uso sempre e ci sono affezionata.

3. Puoi smettere di leggere in qualsiasi momento o devi per forza fermarti a una certa pagina, capitolo, frase eccetera?
Dipende! Se sono "costretta" a smettere di leggere mi fermo dove capita. Se invece smetto di mia iniziativa non posso interrompermi in qualsiasi punto: normalmente a fine capitolo; poi dipende da come è strutturato il libro e dalla lunghezza dei capitoli, cerco sempre dei punti di riferimento quindi fine paragrafo o interruzioni o lo spazio bianco (come si chiama lo spazio bianco che stacca i paragrafi??)

4. Mangi o bevi quando leggi?
Non leggo durante i pasti. Detto questo normalmente accompagno la lettura con qualcosa da bere the e tisane soprattutto, di cui sono molto amante e magari mangio qualche snack o dei biscotti…….

5. Riesci a leggere mentre ascolti musica o guardi la tv?
Assolutamente no!! Come si fa? Come fai a leggere e al contempo seguire (nel senso di guardare con interesse) la tv?  Se voglio guardare un programma o un film in tv non leggo e viceversa. Stesso discorso per la musica,  quando leggo mi estraneo (almeno ci provo) dal mondo che mi circonda, sarebbe inutile mettere un sottofondo musicale.

6. Un libro alla volta o più?

Assolutamente uno per volta. Vedo che è diffuso leggere più libri contemporaneamente, non nego che possa essere interessante, ma per me no; io voglio dedicarmi totalmente al libro che sto leggendo. Faccio eccezione per i fumetti, l'unico fumetto che leggo con costanza è Tex di Sergio Bonelli, può capitare che per ragioni di tempo o di luogo mi porto da leggere il Tex anche mentre sto leggendo un altro libro ( ad esempio sto leggendo un libro molto corposo, proprio fisicamente, vado in un posto in cui non devo aspettare tanto per comodità se ho un Tex porto quello). 

7. Leggere ad alta voce o mentalmente?

Mentalmente. Leggo per me non per il vicinato……..

8. Fai skimming o salti le pagine?

Assolutamente non salto le pagine, senza voler essere critica o giudicare gli altri, ma che senso ha? Può esserci una lettura noiosa, lenta, "pesante" ma non capisco il senso di saltare pagine e perdere passaggi della narrazione, se l'autore li ha inseriti è perché comunque li ritiene funzionali e/o utili alla storia. Per quel che riguarda lo skimming o lettura orientativa, leggo su wikipedia essere un processo di lettura molto veloce che consiste nel cercare visivamente all'interno di una pagina degli indizi che aiutano a farsi un idea sommaria dei contenuti; così descritto no, mi sembra una lettura velocissima o rapida del libro stesso. Io faccio un'altra cosa, capita che sfogliando le pagine mi faccio "attrarre" da un nome o un fatto e mi venga una curiosità morbosa e assoluta di andare avanti a leggere. Spero di essermi spiegata non so se questo comportamento abbia un nome proprio.

9. Rompere la costina o no?

Sicuramente non faccio apposta a "rovinare" un libro però leggendolo, soprattutto quelli alti con copertina flessibile, tendono a segnarsi sulla costina, però è conseguenza necessaria della lettura. Così come può capitare che il libro mi cada o si sgualcisca un po' se lo metto in borsa; io tengo moltissimo ai miei libri però li devo usare cioè leggere e vivere. Questa è una delle varie ragioni per cui voglio libri miei, così da poterli leggere senza l'ansia di sciuparlo. 

10. Scrivi sui tuoi libri?

Si. Anzitutto quando inizio a leggerlo metto il mio nome. Poi appunto i personaggi, le cose che mi incuriosiscono e quelle che mi possono servire, inoltre sottolineo le frasi o le parti che mi colpiscono o che mi piacciono.

11. Quando leggi più spesso? Mattina, pomeriggio o sera?

Direi pomeriggio e sera. Dipendo molto da ciò che devo fare, fosse per me passerei il tempo leggendo, ma non si può……..

12. Qual è il tuo posto preferito per leggere?

Ce ne sono tanti, senz'altro preferisco leggere a casa e non "in giro" anche se quando so che dovrò aspettare e fare code un libro lo porto sempre.

13. Guardi prima il film o leggi il libro?

Di proposito nessuno dei due: non scelgo deliberatamente di fare prima uno o l'altra cosa. Ci sono film che amo di cui vorrei leggere il libro (in particolare "Il miglio verde" di Stephen King e "Il colore viola" di Alice Walker). Mentre ci sono libri che ho amato di cui non voglio assolutamente vedere il film o la serie tv, non voglio che gli attori "interferiscano" con l'idea che mi sono fatta del personaggio, soprattutto di come mi sono immaginata il loro aspetto esteriore: ad esempio da Pilastri della terra di Ken Follett hanno tratto film e serie tv che mi rifiuto di guardare.

14. Quale preferisci: audiobook, ebook o libro cartaceo?

Cartaceo, senza dubbio, mi piace tenere in mano un libro, annusarlo, sfogliarlo……..

15. Le tue serie di libri devono matchare?

Non saprei bene, dipende. Io tendo a farmi attirare molto dalle copertine e se c'è da scegliere tra più edizioni (tra case editrici "fidate" o della stessa casa editrice ma pubblicati in anni diversi) scelgo proprio in base alla copertina; senz'altro le saghe mi piace siano "della stessa serie". 

Voi? Quali sono le vostre abitudini? Voglio leggerle nei commenti.




sabato 7 luglio 2018

QUALCUNO CON CUI CORRERE - DAVID GROSSMAN

TITOLO: Qualcuno con cui correre
AUTORE: David Grossman, traduzione di Alessandra Shomroni
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 362
PREZZO: euro 10,00
GENERE: letteratura israelina
LUOGHI VISITATI: Gerusalemme
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)



Dalla quarta di copertina la trama: "Assaf è un sedicenne timido e impacciato; inseguendo un cane per le strade di Gerusalemme viene condotto in luoghi impensati, di fronte a inquietanti personaggi. Fino a incontrare Tamar, una ragazza solitaria e ribelle, fuggita da casa per salvare il fratello tossicodipendente. Il mistero e il fascino di Tamar catturano Assaf, che decide di andare fino in fondo, di "correre" con lei......."






Altro libro non mio che stazionava in biblioteca, così di punto in bianco l'ho visto e ho sentito il desiderio di leggerlo. Ho iniziato a leggerlo senza sapere nulla ne aver letto la trama, così c'è più sorpresa e morbosa curiosità di capire il comportamento di Tamar, la protagonista femminile.
La vicenda si svolge in pochi giorni anche se sono presenti molti flashback in tempo passato, circa una mese, rispetto al presente della narrazione. Narrazione che, fino all'incontro dei due protagonisti (perché è ovvio fin dall'inizio che devono incontrarsi), si svolge in modo parallelo: le vicende di Assaf si mescolano con quelle di Tamar, con gli scarti temporali che dicevo prima.


Assaf è un ragazzo timido, impacciato con le ragazze, buono e riflessivo:
"...le piaceva il tono misurato con cui si esprimeva, come se riflettesse su ogni parola, analizzasse con cura ogni frase e si assumesse la totale responsabilità di tutto ciò che gli usciva di bocca….."
Tamar è un ragazza dotata di un coraggio e di una forza che solo un legame speciale può dare, la necessità di aiutare qualcuno a cui vuole bene la porta a rinunciare quasi a se stessa e imbarcarsi in un impresa impossibile
"....nella fantasia il suo coraggio non conosceva limiti. Nella fantasia la sua voce risuonava per tutta la via, ne riempiva ogni angolo vuoto e sommergeva i passanti come un fluido morbido e distillato. Nella fantasia aveva scelto di cantare su toni alti, al punto da rasentare il ridicolo, lasciando tutti di stucco con un acuto mentre lei si abbandonava senza vergogna al lieve narcisismo che le annebbiava la mente quando cantava così, ebbra di piacere per quello slancio travolgente che trasportava la sua voce dall'intimità più profonda ad altezze vertiginose. Alla fine, però, aveva scelto Suzanne perché amava quella canzone e la voce calda, sconfitta e triste di Leonard Cohen. Pensava inoltre che le sarebbe stato più facile, almeno all'inizio, cantare in una lingua straniera……."
Uno dei temi centrali del romanzo è l'amicizia: entrambi i protagonisti hanno degli amici tra i coetanei, ma iniziano a capire che tali non sono, perché egoisti, perché non presenti nel momento del bisogno. E poi c'è l'amica più speciale: Dinka la cagna che Assaf deve riportare a casa e che invece lo porta in giro per Gerusalemme, facendogli scoprire luoghi particolari e piano piano anche Tamar, la sua padrona, attraverso alcuni suoi amici…….
Altro tema è la tossicodipendenza e lo sfruttamento di artisti di strada da parte di un'organizzazione criminale.
"...sentiva che era persino esaltante scoprire come la strada fosse teatro di un'incessante lotta per l'esistenza combattuta ogni secondo dietro un'apparenza di allegria, di vivacità e di civiltà……
"....tutti coloro che si trovavano in quel posto nascondevano delle ferite. Ciascuno fuggiva da una tragedia. E nonostante la volgarità e la sguaiataggine del gruppo venivano mantenute delle regole di riserbo e dignità. Ogni domanda sulla casa da cui provieni, da cui eri scappato o eri stato buttato fuori, risvegliava ondate di dolore e riapriva ferite che forse si erano già un po' rimarginate. Ogni accenno al futuro - dove saresti andato una volta uscito da lì, cosa ti aspettava nella vita - suscitava disperazione e paura. Ben presto Tamar capì che al passato e al futuro era "vietato l'ingresso" nella casa di Pessah. Lì esisteva una sola dimensione: il presente."
I personaggi, anche quelli tra virgolette (e lo scrivo) secondari, sono ben caratterizzati, è un libro che fa riflettere e molto, quanto meno dovrebbe insegnare a chiedersi cosa c'è dietro alle apparenze: mi riferisco agli artisti di strada gli stessi protagonisti prima averci a che fare quasi non li avevano mai notati, eppure quotidianamente questi si guadagnavano da vivere nei luoghi centrali di Gerusalemme e delle altre città; come non accorgersi che seguono uno schema prestabilito?
Un aspetto che mi è piaciuto molto della narrazione è l'introspezione dei protagonisti.
Il finale mi ha lasciato un po' perplessa, è probabile che sia un mio problema, ho sempre difficoltà a finire un libro perché vorrei non finisse, vorrei sapere come continua la vita dei personaggi…….



E' un libro per capire e riflettere sull'amicizia, su cosa sia veramente, su cosa dovrebbe basarsi e su cosa gli amici dovrebbero scambiarsi. Cosa significa essere amico di qualcuno?
Non posso che consigliare di leggere il libro; io leggerò senz'altro altre opere di Grossman. Voi cosa mi consigliate? Cosa ne pensate di questo libro?