AUTORE: Gian Marco Griffi
EDITORE: Laurana Editore
PAGINE: 824
GENERE: letteratura italiana, libro enciclopedico
“Se c’era una cosa che mi piaceva dell’essere un soldato
semplice, quella cosa era che in ogni circostanza c’era sempre qualcuno di
grado superiore pronto a dirti quel che andava fatto, anche se quel che andava
fatto, nove volte su dieci, era un’inutile perdita di tempo. Eppure con gli
anni mi ero reso conto che perdere tempo era precisamente ciò che desideravo.
Guardare la vita scorrere come una pelle d’acqua sopra le pietre lisce del tempo che accade, del
mondo che marcia senza bisogno alcuno dell’intervento di Magetti Francesco.”
Ferrovie del Messico di Gianmarco Griffi è un libro pazzesco
e difficile da recensire. È un libro enciclopedico e citazionista, un libro
pieno di avventure più o meno assurde, con tantissime “digressioni” capitoli
dedicati a qualcosa di diverso dalla storia del nostro protagonista, talvolta
sembrano capitoli buttati li a casaccio quasi, ti chiedi che centra? Dove vi
vuol portare?
Partiamo dall’inizio e cioè dalla base del libro, dalla
nostra storia e dal nostro protagonista: siamo ad Asti nel 1944 a (Fran)Cesco
Magetti, milite della guardia repubblicana ferroviaria (più per caso che per
convinzione) è stato assegnato un compito a quanto pare fondamentale per le
sorti della seconda guerra mondiale: tracciare o se vogliamo ricostruire la
mappa delle ferrovie del Messico, l’ordine arriva dall’alto, molto in alto e a
cascata di ufficio in ufficio è arriva a Magetti. Da qui iniziano una serie di
avventure rocambolesche e pazzesche perché da qualche parte deve iniziare a
disegnare la mappa e così va alla biblioteca e poi al cimitero e poi da un
samoano.
Ma queste avventure sono intervallate con capitoli dove i
protagonisti sono altri.
È un libro “difficile” e lo dico tra virgolette perché è
sicuramente un libro che richiede impegno, attenzione e pazienza (tanta
pazienza) perché ci troviamo di fronte a capitoli che almeno apparentemente non
centrano nulla ad esempio ce n’è uno dedicato a una fabbrica di colori a Dresda
(e non è una fabbrica normale) oppure uno dove Hitler si taglia i baffi (!). È
un libro che parla davvero di tantissime cose (come dico all’inizio è
enciclopedico) si parla dell’Italia delle seconda guerra mondiale, della vita
nella Repubblica di Salò, di partigiani, di amore, di leggende e miti nordici,
di guerre d’indipendenza latino-americane, perfino di insetti.
Abbiamo una narrazione tragicomica e picaresca, che sa
essere anche molto divertente e spassosa ma al tempo stesso anche profonda e
tocca tematiche importanti.
È un libro che può spaventare per la mole e per le
digressioni e lungaggini varie che sono belle numerose ma anche se all’inizio
sembra senza senso poi alla fine tutto acquisisce un perché e ti trovi a dire
wow, cosa ho appena letto. Infatti il libro ha avuto un successo strepitoso
soprattutto grazie al passaparola di librai e lettori.
Il romanzo si divide in due parti, la seconda è tipo una
facciata o una riga o un paragrafo (controllare) dove si rimanda a un seguito,
che inutile dirlo non vedo l’ora di leggerlo. Mi è parso di capire che il
seguito sia Digressioni uscito nel 2025.
A me è piaciuto molto e non posso fare altro che
consigliarlo.
Vi aspetto nei commenti per sapere se lo avete letto.






