AUTORE: Pierre Lemaite traduzione di: Elena Cappellini
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 504
PREZZO: € 20
GENERE: letteratura francese
LUOGHI VISITATI:
I colori dell’incendio di Pierre Lamaitre è romanzo storico
ed è il secondo volume della trilogia che Lamaitre ha dedicato agli anni tra i
due conflitti mondiali. Io ho letto sia questo che Ci rivediamo lassù che il
primo volume e li ho letti in ordine, ma effettivamente, come ho sentito da più
parti, almeno questi due possono essere letti anche in maniera disgiunta nel
senso che non ci sono troppi spoiler o viceversa buchi di trama. Sicuramente se
siete pignoli e completisti come me vi consiglio di leggerli in ordine ma anche
diversamente non ci sono particolari problemi.
Sicuramente c’è una certa continuità perché I colori
dell’incendio è ambientato temporalmente dopo Ci rivediamo lassù e abbiamo gli
stessi protagonisti o meglio in I colori seguiamo le vicende di Madeline Péricourt
mentre in Ci rivediamo lassù abbiamo seguito principalmente il padre Marcel.
Madeline mostra un coraggio e un sangue freddo oltre ad una
capacità di adattamento che non mi aspettavo da lei, come detto Madeline la
conosciamo nel primo romanzo e saperla protagonista di questo secondo be non mi
invogliava troppo a leggerlo e invece si dimostra molto diversa da come me
l’aspettavo.
I colori dell’incendio si apre con il funerale del banchiere
Marcel Péricourt ma non è l’unico dramma della giornata perché il piccolo Paul,
il figlio di Madeline, si lascia cadere nel vuoto e rimane paralizzato.
Madeline deve rivedere e riorganizzare completamente la sua vita, ma la
disgrazia del figlio è solo l’inizio sarà vittima di tradimenti e avidità.
Dimostra una capacità di adattamento ma anche un coraggio e una determinazione
che per come era stata educata ed istruita non sono affatto scontai. Se da un
lato è un personaggio bello tosto d’altro però non è priva di colpa e non è
perfetta è piena di rabbia e rancore per essere stata fregata e a sua volta
agirà per vendetta in modo molto duro e determinato.
Mentre lei si prende cura del figlio paralitico alle sue
spalle, persone di cui si fidava approfittano della sua vulnerabilità e se
vogliamo anche credulità e la mandano in rovina mentre loro si arricchiscono e
avviano nuovi progetti. Madeline non si lascia scoraggiare e dimostrando, come
detto, un carattere e una determinazione che non credevo potesse avere si
vendicherà in modo spietato.
La narrazione è ammaliante tra l’altro con un narratore
onnisciente che dialoga con il lettore (cosa che io personalmente adoro sempre
tanto), c’è la voglia di andare avanti vedere come reagisce e vivrà Madeline
all’incidente del figlio prima e alla bancarotta poi e ai suoi
tentativi/progetti di vendetta. Una lettura da cui non riuscivo a staccarmi e
come detto all’inizio da cui non mi aspettavo molto e invece mi ha stupita.
Altro elemento importante è la ricostruzione storica che è
dettaglia, minuziosa e corretta e catapulta il lettore nella Parigi e
nell’Europa che va dalla la fine degli anni ’20 e gli anni ’30 che sono poi gli
anni che in qualche modo preparano lo scenario che porta alla seconda guerra
mondiale.
Sicuramente leggerò altro di Lemaitre a partire dal terzo
volume di questa trilogia (Lo specchio delle nostre anime di cui ho letto la
trama e però non ho visto riferimenti o collegamenti con i Péricourt ma anche
qui sono pronta a farmi stupire) che altri suoi titoli e se avete suggerimenti
sono ben accetti.






