giovedì 29 giugno 2023

MARIA ANTONIETTA E LO SCANDALO DELLA COLLANA - BENEDETTA CRAVERI

TITOLO: Maria Antonietta e lo scandalo della collana
AUTORE: Benedetta Craveri
EDITORE: Adelphi (collana biblioteca minima)
PAGINE: 92
PREZZO: € 7
GENERE: saggio storico, letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: Francia XVIII secolo
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Un saggio breve, ma esaustivo ed approfondito su una vicenda singolare, famosa e ancora oggi - a distanza di qualche secolo - non del tutto chiarita.

Oggetto di analisi è un fatto ben preciso: una collana di diamanti apparentemente comprata a nome della regina Maria Antonietta e poi non pagata. Si tratta di una truffa ordita da una avventuriera arrivista che si prende gioco di uno degli uomini più potenti di Francia, il cardinale di Rohan: gli fa credere di aiutare, di far una piacere alla regina acquistando a suo nome la collana e poi una volta ottenuta smonta i diamanti e li rivende, lo scandalo scoppia quando non ricevendo pagamenti i gioiellieri si rivolgono al re. Potrebbe essere uno dei tanti scandali o misfatti che avvenivano nelle grandi, caotiche, variopinte corti europee ma una serie di circostanze rendono questo avvenimento diverso, un caso di stato, un caso politico con tanto di arresto, incriminazione e relativo processo anche nei confronti del cardinale di Rohan.

“Errori di giudizio, di buon senso e di intelligenza politica, che avrebbero trasformato un banale caso di truffa in uno scandalo senza precedenti, destinato a trascinare nel fango la reputazione della regina e con essa il prestigio della corona.” Pag 13

Il saggio è molto fruibile anche da chi non è avvezzo a testi di saggistica/non fiction e una delle caratteristiche principali è la struttura narrativa che si compone di step, capitoli che analizzano eventi e protagonisti in modo separato. La narrazione non è lineare ma segue uno schema che secondo me rende la lettura e soprattutto la comprensione molto più facile: l’arresto del cardinale Rohan la mattina del 15 agosto 1785, per poi analizzare nel dettaglio i protagonisti della vicenda (appunto il cardinale Rohan, la regina Maria Antonietta e la contessa de La Motte), la truffa e infine il processo e la sentenza.

Quindi chi sono i protagonisti, gli interpreti di questo dramma:

- Madame Jeanne Valois De La Motte: la truffatrice, è un’avventuriera in cerca di riscatto che vanta antichi legami/discendenze dai Valois, riesce a far credere di avere una stretta relazione di amicizia e confidenza con la regina Maria Antonietta e sfrutta questa amicizia (vera o presunta, è questo un punto poco chiaro) per ottenere denaro dal cardiale di Rohan fino ad alzare la posta e fargli fare da intermediario nell’acquisto della famosa collana

- il cardinale di Rohan: era all’epoca dei fatti uno degli uomini più potenti di Francia, titolare di numerose e prestigiose cariche sia in ambito ecclesiastico che politico, mirava a diventare primo ministro anche per questo desiderava avere l’appoggio della corona (di cui aveva bisogno per raggiungere i suoi scopi) ma i suoi rapporti con la regina erano tutt’altro che amichevoli, avevano già avuto modo di scontrarsi, in sostanza non si sopportavano; per tutte queste ragioni crede alle storie della contessa de la Motte (che tutti credono amica della regina) spera - che grazie al suo intervento e tramite - di riuscire a rientrare nelle grazie della sovrana.

- la regina Maria Antonietta: questo è il personaggio che non ha bisogno di presentazioni, è forse la regina di Francia più conosciuta anche perché è stata decapitata durante la Rivoluzione Francese ed è la meno amata dai francesi (basti pensare alla celebre frase “se non hanno pane che mangino brioches” che le viene attribuita che in realtà non è sua), sono tante le ragioni per cui non piaceva al popolo e vengono ben spiegate dalla Craveri. La sovrana si è sempre detta estranea alla vicenda anche se l’opinione pubblica non è mai stata convinta della sua innocenza.

- la collana dello scandalo: è quella che viene raffigurata anche sulla copertina, definirla collana è riduttivo, è un opera d’arte creata da due gioiellieri parigini, Bohmer e Bassange, con le migliori pietre preziose, il loro intento è sempre stato quello di venderlo alla casa reale a cui hanno più volte proposto l’acquisto che però era sempre stato rifiutato fino agli inizi del 1785

Narrati i personaggi Craveri riprende le file della vicenda narrando del processo e dei suoi esiti. Sarà uno dei primi casi di processo mediatico per quanto il processo vero e proprio si svolga a porte chiuse, vengono pubblicate e diffuse delle “memories” che lo raccontano e che informano il popolo.

Alla fine della vicenda tutti usciranno sconfitti. L’affare della collana ha avuto un impatto molto forte: una semplice truffa (e chissà quante truffe, scandali e misfatti hanno colpito la corte di Versailles) viene strumentalizzata a livello politico sia dagli oppositori dell’assolutismo ma anche all’interno della stessa corte, viene sfruttata a scopi personali, individualistici ed egoistici per rovinare i propri nemici e concorrenti. Certamente non è l’unico fattore o elemento che porterà alla caduta dell’Ancien Regime ma ne ha segnato profondamente il futuro gettando ulteriore discredito sulla corona.

Ricapitolando è un saggio breve che ho trovato interessante e godibile, super consigliato soprattutto a chi è un amante della Storia. Voglio leggere altro della Craveri, ho già in libreria ad aspettarmi “Amanti e regine”.

Vi aspetto nei commenti per sapere se lo avete letto.

giovedì 15 giugno 2023

11Q84 volume I - HARUKI MURAKAMI

TITOLO: 1Q84 Volume I
AUTORE: Haruki Murakami
traduzione di: Giorgio Amitrano
EDITORE: Einaudi
PAGINE:
PREZZO: € 26 (per l'intera opera in cofanetto edizione tascabile)
GENERE: letteratura giapponese
LUOGHI VISITATI: Tokyo 1984
acquistabile su amazon: qui (link affiliato) per il cofanetto

 


 

Primo approccio/incontro con Haruki Murakami, mostro sacro della letteratura giapponese contemporanea, che volevo avvicinare da tempo e dopo aver fatto tante ricerche per trovare il libro migliore con cui iniziare la sua conoscenza ho letto tutt’altro cioè 1Q84.

Un libro - o meglio una serie perché l’opera di compone di tre volumi ma oggi parliamo del primo - che mai mi sarei aspettata di amare, apparentemente distante dai miei gusti, parliamo fondamentalmente di un mondo parallelo e di creature con poteri soprannaturali, aspetti che sulla carta mi fanno pensare al fantasy e alla fantascienza due generi da cui non sono attratta. Fortunatamente mi sono approcciata al libro al buio, senza sapere nulla: se avessi saputo di cosa parlava probabilmente non mi sarei mai avvicinata perdendomi una storia meravigliosa ma anche un autore strepitoso. Murakami è un maestro del realismo magico o surrealismo (lo so che non sono la stessa cosa ma io li accomuno perché sostanzialmente miscelano la realtà con magia e altri aspetti soprannaturali, e il realismo magico mi fa pensare al sud America e non al Giappone).

Ma questa storia è molto altro, tratta molti argomenti sì c’è un mondo parallelo popolato dai Little People che sono degli strani esseri con particolari poteri magici e/o soprannaturali, ma si parla di editoria, di libri e di scrittura, di società, di cultura, di violenza, di solitudine. Gli aspetti magici e surreali e fantastici sono contestualizzati e mischiati, compenetrati e interconnessi con la realtà, in modo così profondo e reale, non artefatto che leggendo non si percepisce che si sta parlando di un mondo altro, diverso dal nostro. Probabilmente chi è molto più avvezzo di me alla lettura di questo genere lo troverà normale ma per me è straordinario e secondo me emerge la bravura di Murakami, non sarebbe lo scrittore di fama mondiale qual è se fossero caratteristiche che si trovano in tutti i libri con del realismo magico, almeno secondo me. 

Il romanzo presenta una struttura narrativa particolare perché i capitoli alternano le vicende dei due protagonisti, c’è un capitolo con le vicende di Aomame e poi uno con quelle di Tengo e così di seguito le vicende si svolgono in parallelo e noi le leggiamo separatamente nei vari capitoli dedicati a ciascuno. E subito mi sono chiesta se hanno dei legami, si conoscono, si incontreranno.

La vicenda ruota attorno alla vita dei protagonisti: Aomame e Tengo. Due protagonisti in qualche modo simili perché accomunati dall’essere soli o meglio dall’essere “esseri solitari”, poco interessati agli altri, non ambiscono a un rapporto stabile, a costruirsi una vita a due salvo forse rincontrare la persona a cui sono legati, una sorta di utopia amorosa praticamente impossibile in un città con milioni di abitanti come Tokyo. Molto simili anche le vicissitudini personali perché entrambi, per vari motivi che si scoprono leggendo, hanno avuto un passato, un infanzia non facilissima che li ha resi in qualche modo dei reietti della società, delle anime solitarie che vivono per i loro scopi, anche piuttosto soddisfatti delle loro vite, concentrati a realizzare un sogno o una missione.

Aomame è una giovane donna che nella vita fa la personal trainer ma ha anche una vita o meglio una missione “segreta” - scopriremo come e perché è arrivata a compiere questa missione - ed è proprio durante una di queste missioni che la incontriamo per la prima volta, apparentemente è una missione come le altre ma le cambierà la vita. Ma cosa fa? Aomame è una killer professionista, una killer in minigonna e tacchi a spillo, che collabora con una associazione che accoglie donne vittime di violenza e lei si occupa di liquidare per così dire i mariti violenti.

La conosciamo che si sta recando ad un appuntamento e per non fare tardi si trova costretta a scendere dall’autostrada a piedi usando la scala di emergenza, una volta a terra ha la sensazione che qualcosa è cambiato. Portata a termine la missione, continua la sua vita di sempre però inizia a interrogarsi, a fare congetture e si convince di essere entrata in un mondo parallelo che chiama 1Q84 cioè 1984 come l’anno che sta vivendo e Q come question mark, punto di domanda perché ci sono dei particolari che non la convincono, il mondo che la circonda sembra lo stesso, le persone sono le stesse eppure per lei è cambiato qualcosa e il dettaglio che più di tutti la lascia perplessa è la diversa divisa e dotazione di armi della polizia, lei è sempre attentissima, data la sua vita segreta, eppure fino a quel momento non era a conoscenza di nessun cambiamento e indagando scopre che tutto deriva da uno scontro che la polizia ha avuto qualche anno prima con una setta religiosa. È davvero entrata in un mondo parallelo e soprattutto perché?

“Ma dentro di sé, dove lui non poteva vederla, era in preda alla confusione. Stavano venendo a galla, una dopo l’altra, tutte cose scollegate da lei, e di cui era completamente ignara. Fino a poco tempo prima pensava che il mondo fosse saldamente nelle sue mani, senza dubbi o contraddizioni. Ma in quel momento aveva cominciato a scomporsi in mille pezzi.
La sparatoria al lago Motosu? La Beretta modello 92?
Che cosa stava succedendo? Era impensabile che ad Aomame fossero sfuggite notizie di quella importanza. Il mondo, in qualche sua parte, stava cominciando ad impazzire. Mentre camminava, la mente di Aomame continuava a vorticare rapida. Qualsiasi cosa fosse accaduta doveva sforzarsi e rimettere insieme, in un modo o nell’altro, quei pezzi di mondo ormai scollati. Bisognava ristabilire il nesso logico. E anche in fretta. Se non lo faceva, potevano scatenarsi innumerevoli sciagure.” Pag 118

 

Tengo è un insegnante di matematica che sogna di diventare uno scrittore o meglio è già uno scrittore ma non a tempo pieno. Ed è proprio il suo editore, il signor Komatsu a proporgli una cosa ai limiti della legalità: la rivista per cui lavora organizza un concorso letterario e hanno tra le mani un manoscritto molto interessante per il contenuto ma assolutamente privo di valore nella sua esternazione scritta, Tengo devo riscriverlo e per questo incontra la giovanissima autrice, la diciasettenne Fukeari. Con Fukari e il suo libro “La crisalide d’aria” si apre un mondo, un mondo nuovo dove i protagonisti indiscussi sono i Little People e una setta religiosa da cui la ragazza è scappata. Fukeari si trova sotto la responsabilità del professor Ebisuno, un caro amico di famiglia, che concede il benestare all’attività di ghostwriting e alla pubblicazione nella speranza di riuscire a mettersi in contatto con la setta e con il padre di Fukeari, suo caro amico.

 “Mentre faceva quelle considerazioni, provava una grande vergogna. «Lo scrittore non è colui che porta alla luce le storie che ha dentro di sé, e trova le parole giuste per raccontarle? Non capisci quando sei patetico? Un libro così non potresti scriverlo anche tu, se solo lo volessi davvero?». Ma di questo doveva ancora dar prova.” Pag 255

 

In tutta la vicenda un ruolo importante è giocato da una setta religiosa: il Sakigake. Si tratta della comunità da cui è fuggita Fukeari e dove a suo dire sono ambientate le vicende narrate nel libro che Tengo riscrive. Ma è anche la setta religiosa coinvolta in un importante scontro armato con la polizia, tanto importante da portare le forze dell’ordine a cambiare la dotazione di armi, come scoprirà, con sgomento Aomame ed è anche la setta da cui è scappata una bambina vittima di violenze che ha trovato rifugio proprio nella comunità per donne maltrattate con cui collabora Aomame. Questa setta religiosa si insinua nella vita dei protagonisti anche se loro non ne fanno parte e non ne avevano mai sentito parlare prima.

Noi lettori veniamo a conoscenza di un mondo parallelo, apparentemente identico al nostro con l’unica differenza data della presenza di due lune - una normale e una più piccola e verde - e i nostri protagonisti entrano in questo mondo parallelo per una serie di ragioni che si scopriranno pian piano durante la lettura. Leggere questo libro è come leggere pezzi di un puzzle che poi lentamente, procedendo iniziano a incastrarsi. È una lettura molto interessante, incalzante, si è portati a continuare per vedere dove si arriva, a capire se i personaggi sono legati e perché e se mai si incontreranno. Non vedo l’ora di continuare a leggere la storia di Aomame e Tengo.  

Fatemi sapere nei commenti se avete letto 1Q84 e quali altri libri di Murakami mi consigliate.

giovedì 8 giugno 2023

LA CATTEDRALE DEL MARE di ILDEFONSO FALCONES

TITOLO: La cattedrale del Mare
AUTORE: Ildefonso Falcones
traduzione di: Roberta Bovaia
EDITORE: TEA
PAGINE: 648
PREZZO: € 15
GENERE: letteratura spagnola, romanzo storico
LUOGHI VISITATI: Barcellona del 1300
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Romanzo storico, appassionante che copre un lungo arco temporale.

Protagonista è Arnau Estanyol di cui ripercorriamo l’intera vita a partire dal matrimonio dei genitori. Arnau non può non entrare nel cuore del lettore, è caparbio, forte, determinato e molto coraggioso, talvolta anche un eroe, non esita a mettere in pericolo la propria vita per fare quello che ritiene giusto e salvare altre persone. Ma non è assolutamente un “dio”, non è solo pregi è estremamente umano e non mancano anche comportamenti “meschini” e vendicativi; Arnau è un uomo che non si dimentica i torti subiti, che si prende qualche rivincita e soddisfazione con chi è stato particolarmente ingiusto nei suoi confronti anche a distanza di molti anni e quando ne ha l’occasione si vendica. Però nel suo essere vendicativo non si limita a rifarsi solo dei torti personali ma si ricorda e cerca di dare riscatto anche ai torti della società, si ricorda della condizione ingiusta e disumana in cui vivono i servi della gleba come suo padre e suo nonno, soggetti all’arbitrio e alle prepotenze dei nobili e dei potenti e quando ne avrà l’occasione – perché la vita lo porterà anche ad essere un proprietario terriero – libera i servi delle sue terre e concede loro dei diritti. Questo comportamento, che da un lato è meritevole e ammirevole, dall’altro attira nuovi nemici perché pone pericolosi precedenti e i nobili non vogliono rinunciare ai loro privilegi.

 

 

Quella di Arnau è un’ascesa alla scala sociale, un’ascesa che talvolta ha il sapore della favola ma nel corso del tempo oltre a tanti amici si fa anche dei nemici che cercheranno di distruggerlo. Quando tutto sembra essersi assestato, sistemato, qualcosa o qualcuno rovina tutto, cambia le carte in tavola e Arnau si trova di nuovo costretto a lottare.

Arnau uomo è un uomo che fa paura, perché segue il cuore e l’istinto, non si ferma, non si accontenta di quello che ottiene, non si adagia sugli allori e soprattutto non dimentica da dove è partita la sua storia diventato ricco e potente non sfrutta gli altri, non usurpa le fatiche altrui, non soggioga, non schiaccia chi è più debole solo perché il sistema sociale lo permette.

Un romanzo sull’amicizia, sull’amore che vince su tutto, sulla determinazione. Un meraviglioso spaccato padre figlio, un rapporto di amore paterno davvero forte, non scontato soprattutto per l’epoca, un uomo che rinuncia a tutto per salvare quel figlio tanto amato. Un padre che insegnerà al figlio a pensare da uomo libero, a vivere da uomo libero e di quegli insegnamenti Arnau farà tesoro; un padre che verrà ripagato da quel figlio permettendogli una dignità finale che molti gli invidiano, molti adulti non hanno il coraggio di Arnau bambino.

“…Arnau, io ho lasciato tutto quello che avevo perché tu potessi essere libero. Ho abbandonato le nostre terre, che da secoli appartenevano agli Estanyol, perché nessuno potesse fare a te quello che avevano fatto a me, a mio padre e al padre di mio padre… E invece adesso siamo daccapo, soggetti ai capricci di quelli che si chiamano nobili. Ma con una differenza: possiamo rifiutare. Figlio mio, impara a usare la libertà che ci è costato tanto sforzo raggiungere. Spetta solo a te decidere… gli aveva detto Bernat.”

È un romanzo storico, le vicende di Arnau si inseriscono nella Storia vera, reale della Barcellona del XIV secolo: a partire dalla legge sulla cittadinanza con cui la città di Barcellona concede la propria cittadinanza a coloro che vivono per un anno e un giorno in città, cittadinanza che significa libertà e affrancatura dalla condizione di servo della gleba; le vicende politiche, le guerre, la peste in particolare quella del 1348, la costruzione della cattedrale di Santa Maria del Mar. Poi l’Inquisizione, che in un romanzo ambientato nel Medioevo non può mancare, anche e soprattutto nella sua forma più oscura come mezzo abietto e gretto per combattere e annientare i nemici, un mezzo da sfruttare per disfarsi di chi dà fastidio e porre in essere vendette e questo avviene a tutti i livelli sociali anche all’interno nelle classi più povere; tra l’altro incontriamo la figura del famoso inquisitore Nicolau Eymerich.
Infine importantissime testimonianze sulla vita quotidiana ad esempio sulle tecniche di costruzione, sulle confraternite di mestieri come quella dei bastianox e anche un interessante approfondimento sulla condizione femminile in particolare sulla legge che regola l’adulterio della donna.

“Ponç il calderaio non avrebbe esitato un attimo a rispondergli: «Adulterio!» L’aveva raccontato decine di volte, a chiunque l’avesse voluto ascoltare.
«L’ho sorpresa a fornicare con il suo amante, un ragazzino come lei; approfittavano delle ore in cui io andavo a lavorare alla fucina. Sono andato dal governatore, a chiedere la giusta riparazione prevista dalla legge.» Il vigoroso calderaio, in seguito, godeva nel parlare della legge che gli aveva permesso di farsi giustizia da solo. «I nostri principi sono uomini saggi e conoscono la malvagità delle donne. Solo le donne nobili possono liberarsi dall’accusa di adulterio mediante un giuramento: le altre, come la mia Joana, devono affrontare un duello e accettare il verdetto divino.»
Chi aveva assistito al duello ricordava che Ponç aveva fatto a pezzi l’amante di Joana; Dio aveva potuto fare poco per mediare tra il calderaio, forgiato dal lavoro alla fucina, e il delicato giovinetto consacrato all’amore.
La sentenza reale era state emessa secondo gli Usatges: “Se vince la donna, il marito deve riprenderla con sé con onore e corrisponderle tutte le spese sostenute da lei e dai suoi amici nel corso della causa e del duello, e i danni del combattente. Ma se questa viene sconfitta, cade in potere del marito insieme a tutte le cose che le appartengono.” Benché non sapesse leggere, Ponç recitava a memoria il contenuto della sentenza mentre mostrava il documento a chiunque volesse vederlo”

Con le vicende di Arnau seguiamo anche la costruzioni di una cattedrale, una chiesa immensa dedicata alla Madonna del mare chiamata appunto Santa Maria del Mar nel quartiere La Ribera dove va a vivere con suo padre. La Ribera è un quartiere povero, prevalentemente ci vivono gli operai e gli scaricatori di porto, la chiesa viene costruita anche e soprattutto grazie all’apporto degli abitanti del quartiere, che non avendo denaro da donare per la costruzione, partecipano mettendo a disposizione lavoro e forza fisica trasportando le pietre necessarie alla costruzione dalle cave alla spiaggia: così facciamo la conoscenza di una figura particolare quella dei bastianox – gli scaricatori di porto. Una confraternita di lavoratori instancabili, sono solo poveri operai che però devolvono una parte dei loro guadagni a chi è ancor più povero di loro. Arnau ne farà parte, è solo un ragazzino quando inizia questo lavoro durissimo, è l’unica possibilità in quel momento e non si tira indietro.


“Era solo un bambino eppure… Ce l’avrebbe fatta anche stavolta! Aveva attraversato tutta Barcellona con un macigno che pesava più di lui, sudando, sanguinando, mentre sentiva le grida di incoraggiamento della gente. […] Il piccolo bastaix che tutti i ragazzi della città avevano guardato con ammirazione? Passo dopo passo, graffiando la strada fino a Santa Maria per poi tornare a casa a riposare per il giorno dopo.”

 

La cattedrale di Santa Maria del Mar - che per me è una protagonista del libro perché Arnau tornerà spesso a cercare conforto nella sua Madonna - è una chiesa che esiste tuttora e nel libro di Falcones troviamo la storia della sua costruzione - davvero le pietre dalla cava al cantiere sono state portate a spalla dai bastianox – è una chiesa gotica costruita tra il 1329 e il 1383 sotto la direzione di Berenguer de Montagut (anche lui lo incontriamo nel libro) ed è considerata una delle più belle chiese di Barcellona e se mai visiterò la città voglio assolutamente vederla dal vivo.

La penna di Falcones è magistrale, dettagliata, ricca di spiegazioni, mai noiosa, con una scrittura densa e avvolgente il lettore viene catapultato nella Barcellona trecentesca con un storia adrenalinica e appassionante piena di colpi di scena: c’è tutto quello che si può aspettare pensando al medioevo.

Questo romanzo ha un seguito “Gli Eredi della Terra” che mi aspetta già in libreria e non vedo l’ora di leggere anche per scoprire se si tratta di un seguito reale oppure solo ideale.

La lettura de La cattedrale del mare mi ha ricordato tantissimo I pilastri della terra di Follett, i due libri presentano alcuni aspetti in comune come la costruzione di una chiesa con tutte le descrizione delle tecniche artigiane dell’epoca e l’ombra dell’Inquisizione che cerca di colpire i protagonisti per realizzare la vendetta di qualche “antagonista”. Nonostante ci siano delle grandi differenze tra i protagonisti e soprattutto è diversa l’ambientazione storica e geografica e quindi anche i fatti storici reali - la Storia con la s maiuscola - che fanno da contorno poiché “La cattedrale del mare” è ambientata nel corso del 1300 a Barcellona mentre “I pilastri della terra” nel corso del 1100 in Inghilterra, io non posso fare a meno di accomunare questi due libri: quindi se ne avete letto solo uno dei due vi consiglio di recuperare anche l’altro.

 

Fatemi sapere nei commenti se avete letto la storia di Arnau Estanyol.