TITOLO: Premiata ditta sorelle Ficcadenti
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE:
Rizzoli
PAGINE:
447
PREZZO:
€ 10 circa
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI:
Bellano tra il 1915 e il 1916
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Tra la fine del 1915 e gli inizi
del 1916 mentre in Europa imperversa la Prima Guerra Mondiale anche la piccola
Bellano è scossa da una battaglia e un grande mistero che vede coinvolta la
famiglia della Stampina e le sorelle Ficcadenti, appena giunte in paese.
La Stampina è la prima tra le pie
donne del paese, donna estremamente devota ma anche sfortunata, con un marito
paralitico per l’artrite e un figlio, il Geremia, a cui manca qualche giovedì,
un gran bravo ragazzo e un gran lavoratore che solitamente divide il suo tempo
tra il lavoro in fabbrica e aiutare in casa a badare al padre che bisogna
spostarlo di peso. Ma a creare problemi è proprio il
Geremia che si fissa di volersi sposare entro Natale oppure di suicidarsi. Così
la Stampina si rivolge al prete del paese Don Primo Pastore il quale cerca in
tutti i modi di aiutarla e dissuadere il giovane dall’intento anche con l’aiuto
della perpetua, la Rebecca. Problema non
indifferente è anche la “sposa” scelta dal Geremia: la bellissima (e
inarrivabile, tanto meno per un “matocchino” come il Geremia) Giovenca
Ficcadenti.
Ed ecco che entrano in scena le
sorelle Ficcadenti appena giunte a Bellano dove hanno aperto una nuova merceria,
non le conosce nessuno e non hanno nessun legame con il paese; le due sorelle
non potrebbero essere più diverse: Giovenca è bellissima mentre Zemia è una
specie di scheletro orribile, questa diversità è uno degli elementi che
alimentano i pettegolezzi in paese. Quella
delle Ficcadenti diventa la terza merceria del paese e gli altri due merciai non
sono per niente contenti di avere un nuovo concorrente, oltretutto foresto, e
iniziano a darsi da fare al Comune per scoprire se hanno davvero le carte in
regola e se davvero possono fregiarsi del titolo “premiata ditta”.
Il piano di Don Pastore è tanto
semplice quanto efficace, almeno sulla carta, incontrare la Giovenca, spiegarle
la situazione, chiederle di incontrare il Geremia per dissuaderlo dal suo
intento; la Giovenca accetta però anche lei ha un suo piano decisamente diverso
dal quello di Don Pastore. E le cose non vanno come ipotizzato.
Nel corso della narrazione
scopriamo e conosciamo meglio queste Ficcadenti e forse ha ragione la Rebecca a
dire che sono ‘ l’incarnazione del diaul!’
È un libro di intrattenimento,
che tiene il lettore incollato alle pagine c’è un mistero (o forse più d’uno)
che pian piano viene svelato e procedendo con la lettura conosciamo meglio la
storia dei vari personaggi. La narrazione procede su più livelli, intrecciando
il presente che è l’inverno a cavallo tra il 1915 e il 1916 e il passato dei
vari protagonisti, in particolare conosciamo la storia (e i segreti) delle
Ficcadenti, ma non solo. Tendenzialmente quando si parla di un personaggio o di
una situazione, nel capitolo successivo si ripercorre la sua storia personale,
per poi tornare al presente e così di seguito (seppur non in maniera assoluta e
matematica). Il presente è risolvere la temporanea pazzia del Geremia nonché
indagare sulle Ficcadenti e in queste “indagini” ci mettono del loro anche don
Pastore e la Rebecca. Mentre il passato è la storia dei personaggi e le vicende
della vita di Giovenca e Zemia Ficcadenti fino al loro arrivo a Bellano.
Il linguaggio è doppio nel senso
che abbiamo un alternanza tra uno stile ricercato e aulico, ricordiamoci che il
periodo di ambientazione è inizio ‘900, che trova contrappeso nel dialetto
parlato soprattutto dalla perpetua.
Le storie di Vitali mi piacciono
molto e lo considero un mio autore del cuore e un autore confort zone: Vitali è
un autore molto prolifico e io ho letto pochissimi dei suoi romanzi (per ora
tre in tutto che sono forse un decimo o anche meno della sua produzione) ma ho
sentito subito un assonanza con le sue storie, con la sua scrittura, mi fanno
sentire a casa e coccolata. Solitamente ci sono dei misteri o dei veri e propri
delitti ma è tutto molto “cozy”, molto soft e delicato (niente violenza, niente
sangue etc.): le sue storie sono praticamente tutte ambientate a Bellano che è
il suo paese natale e dove vive tutt’ora e hanno un ambientazione che potrei
definire quasi storica nel senso che sono ambientati massimo verso gli anni
sessanta e settanta almeno per quello che ho capito io, forse ci sono delle
eccezioni ma le linee narrative generali e prevalenti sono queste. È quasi come
sedersi con gli anziani del paese e ascoltare le storie che raccontano sul
tempo passato e le vicende di qualche paesano in particolare…
Avete letto questo romanzo?
Conoscete Vitali? Vi aspetto nei commenti