giovedì 10 ottobre 2019

ALLA BAIA E ALTRI RACCONTI - KATHERINE MANSFIELD

TITOLO: Alla baia e altri racconti
AUTORE: Katherine Mansfield - traduzione di Floriana Bossi
EDITORE: Adelphi
PAGINE: 79
PREZZO: n.d.
GENERE: letteratura neozelandese - raccolta di racconti
LUOGHI VISITATI:Nuova Zelanda
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Che rapporto avete con i racconti?
Io: conflittuale, fino ad ora direi più odio che amore; il mio approccio è avvenuto quasi esclusivamente tramite dei libricini della collana "Racconti d'Autore" editi da "Il sole 24 ore" nel lontano 2011, dei pochi che avevo letto nessuno mi era piaciuto. Tutto cambia con la lettura del libretto dedicato alla scrittrice neozelandese Katherine Mansfield "Alla baia e altri racconti", sarà stata la bravura della Mansfield, una mia maturazione unita magari alla mia fissa di dover provare almeno a leggere il genere ma il mio rapporto con i racconti è decisamente migliorato e mi propongo di approfondire questa conoscenza. Aspetto vostri consigli a riguardo.

Veniamo alla recensione.
Il libricino contiene tre racconti "Alla baia" - "Garden Party" - "Ferragosto" (in Italia sono editi dalla casa editrice Adelphi nel volume "Tutti i racconti I" (link)) diversi tra loro per tematiche e lunghezza.

Alla baia:
è il racconto più lungo, e forse anche quello più noto della Mansfield, ci viene descritta una giornata estiva alla baia di Crescent (luogo di villeggiatura in Nuova Zelanda) con lo sguardo puntato principalmente sulla famiglia di Stanley Burnell composta dalla moglie Linda, i loro figli, le tre femmine Isabel, Kezia e Lottie e il maschietto ultimo nato, dalla cognata Berye e dalla suocera Mrs Fairfield. E' un racconto pieno di tratti oscuri, ricordi di persone care che non ci sono più, "malattie", solitudine e amicizie pericolose; con un finale dannatamente aperto. 
Un racconto datato 1921 che si interroga su temi importanti quali la maternità e il modo di viverla e il ruolo della donna nella società. I personaggi, femminili soprattutto, sono ben caratterizzati sul lato interno-psicologico, è questo il punto focale.

Garden Party:
una sfarzosa festa in giardino per la famiglia Sheridan, probabilmente aristocratica senz'altro facoltosa e snob almeno nella maggior parte dei suoi componenti. Protagonista è la figlia Laura e ne viene analizzata la lotta interiore tra il ruolo che la società le ha attribuito e la sua commiserazione verso gli altri in particolare verso chi è meno fortunato di lei. E' troppo fragile e debole per ribellarsi alle regole della società, ma almeno in lei sentimenti di pietà e carità hanno fatto breccia anche se non hanno vinto. L'indagine della psiche di Laura mette in mostra, e porta a riflettere, sul tema della disparità tra le classi sociali.

Ferragosto:
è il racconto più breve della raccolta, si occupa della descrizione di un giorno di festa in una cittadina non definita. Il giorno della festa c'è tutto: le bancarelle con ogni leccornia e particolarità comprese le piume, suonatori di strada e veggenti; ma è anche il giorno in cui ci sono tutti: dai benestanti ai poveri passando per i bambini dell'orfanatrofio ai soldati in licenza. E' un colpo d'occhio interessante.


mercoledì 18 settembre 2019

FREAKS (Miti e immagini dell'Io segreto) - LESLIE FIEDLER

TITOLO: Freaks - Miti e immagini dell'Io segreto
AUTORE: Leslie Fiedler - traduzione di Ettore Capriolo
EDITORE: Il Saggiatore
PAGINE: 470
PREZZO:  € 27
GENERE: letteratura americana - saggio
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"...Non tutti però, anche in questo morente XX secolo, decidono di dedicarsi a questi giochi pericolosi. La maggior parte degli affetti da malformazioni congenite cercano anzi, con gli ormoni, gli interventi chirurgici e la psicoendocrinologia, di diventare per gli altri quei normali che sospettano di essere. E la maggior parte di noi ritiene per la maggior parte del tempo che questa sia la sorte migliore......tranne quando, in un baraccone, senza sapere bene se dormiamo o siamo svegli, cogliamo per un attimo fuori del tempo la normalità dei freaks, la mostruosità dei normali, la precarietà e l'assurdità di essere, comunque vogliamo definirlo, pienamente umani."

Il saggio, che indaga le bizzarrie umane per l'appunto dettei "freaks" ma anche l'evoluzione del termine, si divide in due parti.

Nella prima parte vengono spiegate le varie figure di freaks (nani, giganti, grassi e magri, "brutti",  selvaggi, ermafroditi, fratelli siamesi); per ciascuna categoria viene ricostruita la storia dalla preistoria ai primi del '900, passando anche per la mitologia (dove presente, cioè dove ci sono figure mitologiche riconducibili a quella particolare tipologia di freaks scandagliando la mitologia classica, quella nordica e quella orientale); delle varie epoche ci viene narrato come venivano visti ed accettati dalla società, ed anche usati, per giungere ai fenomeni da baraccone e poi a partire dalla seconda metà dell'800 una maggior consapevolezza dei freaks e della loro voglia di "normalizzarsi" (anche grazie ai passati avanti fatti dalla medicina e dalla scienza in generale).  Ci viene raccontata la vita dei freaks più noti/famosi e di se e come compaiono nelle opere d'arte e nella letteratura. Si scoprono tantissime curiosità ad esempio i nani sono stati i giocattoli delle corti europee dal rinascimento in avanti, tanto che i monarchi se li regalavano.

Nella seconda parte viene analizzata il fenomeno dei freaks in modo più generale a partire dalle spiegazioni e interpretazioni che nel corso della Storia vengono date al fenomeno in particolare da teologia e teratologia (disciplina che studia le malformazioni e le anomalie in piante ed animali, e quindi anche l'uomo). Viene analizzata l'evoluzione della stessa parola freks, così scopriamo che all'accezione classica con cui venivano indicavano i fenomeni da baraccone, i mostri-scherzi della natura, se ne aggiunge un altra, più moderna, diversa e "rivoluzionaria", a partire dagli anni '60-'70 freak diventano anche coloro che rifiutano le regole della società, che quindi sono, appunto diversi perché anticonformisti; anche di questa accezione viene tracciata l'evoluzione; fino a giungere alla creazione di nuovi e ulteriori freaks attraverso la fantascienza e i mutanti.
Ci sono due aspetti che vengono trattati in modo trasversale in entrambe le parti del saggio: il rapporto freaks- letteratura (come, con quali ruoli e perché compaiono nei romanzi) e il rapporto freaks- esibizione, cioè la messa in mostra - l'uso e/o sfruttamento dei freaks attraverso quelli che potrebbero essere assimilabili a spettacoli circensi con particolare attenzione al fenomeno dei cosiddetti baracconi.  Il tutto approfondendo il perché il "normale" è così attratto dalle bizzarrie e la risposta, spesso, viene ricerca/trovata all'interno dell'Io (segreto) del normale (è, questo, l'aspetto più filosofico dell'opera).

"....Ancora oggi, se l'imbonimento funziona, se siamo fortunati, o intontiti dalla droga o ubriachi o beatamente semplici, noi vediamo ciò che ci aspettiamo di vedere; non un povero disgraziato che incarna approssimativamente il mito dal quale prende nome la propria afflizione, ma il mito stesso - l'ibrido animale che striscia sul limitare della giungla, il gigante più dell'orco al quale Jack ruba l'arpa e la gallina, il nano più piccolo di un granello di senape. Se invece l'imbonimento non funziona o s'interrompe, ci accorgiamo dell'odor di muffa della vecchia tela e della poltiglia di segatura sporca sotto i nostri piedi. E alzando gli occhi, vediamo ostilità e noia negli sguardi di coloro che che credevano stessero lì per farsi guardare, non per guardarci. E' a questo punto che, dietro la maschera delle parole e della musica, udiamo il silenzio dei freaks. E gridiamo "imbroglio" o "trucco", anche se intendiamo dire che sono sin troppo reali; o ridiamo di noi stessi, come facciamo ogni volta che una magia ci vien meno, per aver osato crederci."

Il linguaggio è quello di un saggio, con una forte presenza di termini scientifici e un'impostazione piuttosto rigorosa, la narrazione è comunque scorrevole e corredata da moltissime illustrazioni (molto varie dai quadri alle illustrazioni tecnico-scientifiche), non è affatto pesante, considerando anche che è stato scritto negli anni '70, nonostante l'evoluzione scientifica è comunque ancora valido dal punto di vista contenutistico.

E' un saggio molto interessante e curioso, ricco di spunti sia di riflessione sia di approfondimento storico, letterario e artistico, ma anche scientifico.
Penso che la cosa che mi ha maggiormente colpito sono le curiosità che si scoprono, ad esempio sapevate che il pittore Goya era fissato con il dipingere nani? E che in generale tra i principali "nemici" dei nani c'erano proprio i pittori?
E' stato il mio primo approccio ad un saggio, perlomeno di dimensioni "corrette" (quest'anno ho letto il "piccolo libro sui colori" di cui trovate la recensione sempre qui sul blog, super interessante ma anche super "leggero" sia per il numero di pagine sia per l'impostazione a dialogo che lo rende particolare e "agevole") ed è stato positivo, non nego che i saggi rispetto alla narrativa presentino (o possano presentare) delle difficoltà (maggiori) ad esempio il linguaggio è, tendenzialmente,  formale la struttura più severa, probabilmente richiedono anche una maggior attenzione, capisco che possano non piacere. Io sto scoprendo i saggi e saranno ancora oggetto di discussione qui sul blog.


lunedì 2 settembre 2019

EREDITA' CARAVAGGIO - ALEX CONNOR

TITOLO: Eredità Caravaggio
AUTORE:  Alex Connor - traduzione di Tessa Bernardi
EDITORE: Newton Compton Editori
PAGINE: 333
PREZZO: € 12,00
GENERE: letteratura inglese - thriller storico
LUOGHI VISITATI: Italia seicentesca - Londra
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Trama: una signora inglese, Cornelia Stein, eredita dal suocero Massimo Luca, commerciate d'arte italiano, dei taccuini risalenti al '600 scritti da Edwar Petersham che trattano della vita di Artemisia Gentileschi. Inizia a leggerli e noi lettori veniamo catapultati nella storia di vita di Artemisia Gentileschi partendo dall'episodio forse più famoso, il suo stupro. Per poi narrarci dell'arrivo a Napoli di Edwar Petersham, del suo offrirsi e diventare "biografo" di Artemisia; da qui ci vengono poi raccontate le giornate e le avventure dei due amici, dove la pittrice racconta all'inglese la storia della sua vita, anche quella "attuale", il suo procacciarsi le commesse e i problemi con gli apprendisti. Frammezzate alle parti sulla vita di Artemisia Gentileschi la Connor sviluppa, sotto forma di thriller le vicende di Cornelia Stein, perché una volta che si diffonde la notizia del ritrovamento dei taccuini, viene contattata da commercianti d'arte disposti a tutto pur di ottenerli. Le due parti quelle su Artemisia e quelle su Cornelia si intervallano ripetutamente.
Il libro non mi è piaciuto. La cosa che non ho sopportato è il narratore onnisciente, che secondo me non c'entra nulla; posso capirne la scelta, perché in questo modo può sviluppare maggiormente la figura di Astemisia e i suoi pensieri. Però poiché la vicenda si sviluppa così: Cornelia ritrova i taccuini - inizia a leggerli - noi lettori incontriamo Artemisia; il fulcro dovrebbero essere i taccuini (che lo sono nella parte di narrazione relativa a Cornelia) la narrazione della vita della pittrice dovrebbe avvenire sotto forma di "trasposizione" dei taccuini scritti da Edwar Petersham, e lui essere il solo e unico narratore delle vicende di Artemisia Gentileschi. Un narratore onnisciente lo avrei accettato se il romanzo fosse stato strutturato solo come romanzo storico, cioè narrazione delle vicende di Astemisiaa Gentileschi (in questo non caso non si pongono limiti nelle scelte su come strutture la narrazione); invece così come strutturato non mi ha convinto, non ne trovo il senso logico.
Oltre al narratore onnisciente non mi è piaciuto nemmeno la scelta di iniziare la storia di Artemisia con lo stupro e solo successivamente introdurre Edwar Petersham, il suo arrivo a Napoli, l'incontro con Artemisia e la scelta di redigere questi famosi taccuini.
Infine le parti su Cornelia Stein le ho trovate per alcuni aspetti molto "tirate": casualmente pochi giorni prima del ritrovamento dei taccuini Cornelia ha parlato con il suo amico Michael propria di Artemisia Gentileschi. Tutto l'insieme non mi ha convinto.
Ho fatto molta molta fatica a portare a termine la lettura.
Questo libro ci permette un'infarinatura di Artemisia Gentileschi, anche se le sue vicende non vengono narrate secondo un ordine cronologico ma in modo sparso e questo non aiuta.
L'unico punto di forza del romanzo è raccontare le vicissitudini di una grandissima pittrice del '600 sottolineando le difficoltà di una donna ad affermarsi nel mondo dell'arte nonostante la sua bravura, considerata già all'epoca una degna erede di Caravaggio, ma anche le difficoltà che una donna incontrava per il semplice fatto di essere donna, a partire dalla ignobile vicenda dello stupro e di ciò che ha dovuto sopportare per aver avuto il coraggio di denunciare.


Voi avete letto il libro? O altri romanzi di questa autrice?

martedì 20 agosto 2019

BROTHERS (la saga) - YU HUA

TITOLO: Brothers (la saga)
AUTORE: Yu Hua - traduzione di Silvia Pozzi
EDITORE: Feltrinelli -  Collana: Universale Economica
PAGINE: 683
PREZZO:€ 15
GENERE: letteratura cinese
LUOGHI VISITATI: Cina
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Quella narrata in "Brothers" è la storia di Li Testapelata e del fortissimo legame con il fratello Song Gang.
La narrazione inizia da un episodio singolare: Li Testapelata quattordicenne beccato a spiare il sedere delle donne nei gabinetti pubblici e la sua abilità a sfruttare questa "occasione"; per poi tornare all'infanzia e da qui narrare tutta la sua vita. Quando Li Testapelata ha pochi mesi di vita suo padre (biologico) muore in modo assurdo e comico: affogato nel canale di scolo dei gabinetti pubblici mentre, a sua volta, stava spiando sederi. Iniziano anni difficili fino a quando Li Lan, la mamma di Li Testapelata, sposa un altro uomo Song Fangping, colto premuroso e dolce, che gli dà un fratello Song Gang. Da questo momento iniziano le avventure dei due ragazzini in giro per Liuzhen, tanto divertimento ma anche tanto dolore, scoprirano, sulla loro pelle, le crudeltà e le insensatezze del regime di Mao; dovranno anche separarsi ma il loro legame resterà fortissimo; ed è durante la lontananza che Li Testapelata diventa una celebrità in città per lo spionaggio ai gabinetti pubblici. Dopo anni di separazione i due fratelli si ricongiungono e vivono nuovamente insieme nella casa di famiglia, ognuno con il proprio lavoro, ma l'idillio non dura, sarà una donna a dividerli: una donna bramata da Li, che però fa innamorare Song e lo convince a sposarla e per molto tempo fa di tutto per dividere i due fratelli. Superata la delusione amorosa Li Testapelata grazie alla sua intraprendenza diventerà uno degli uomini più ricchi della Cina ma il grandissimo amore che lo lega al fratello non verrà mai meno.

L'opera è una saga composta da due libri: Brothers (che ne dà il titolo) ed Arricchirsi è glorioso, io li ho letti nell'edizione Feltrinelli in volume unico. Entrambi sono molto emotivi, forse il primo è quello che colpisce un pochino di più perché i protagonisti sono ragazzini che si ritrovano soli a vivere delle esperienze drammatiche. La cosa che maggiormente mi è piaciuta il legame di fratellanza: la narrazione di quel legame speciale che unisce due esseri umani ( e qui si tratta di due fratelli particolari).
La scrittura è tragicomica, vengono narrati fatti molto crudi e tristi ma intervallati a fatti che strappano almeno un sorriso (un esempio su tutti è la morte del padre di Li Testapelata: evento tragico e drammatico la morte ma al contempo è una morte che non può far sorridere: morire annegati nel canale di scolo dei gabinetti pubblici e cascarci perché intento a spiare i sederi delle donne sembra una barzelletta). La narrazione è affidata ad un narratore onnisciente che usa il plurale e parla spesso de "la nostra Liuzhen"; ci sono moltissimi dialoghi ed un utilizzo massiccio di parolacce, che comunque, servono a rendere ancor più "vera" la narrazione.

I protagonisti sono molti (e ben delineati nel corso della narrazione): i due fratelli Li Testapelata e Song Gang e  il loro genitori Li Lan e Song Fanping e tutta una serie di abitanti di Liuzhen il fabbro Tong, gli arrotini Guan (padre e figlio), il sarto Zhang, il cavadenti Yu, il ghiacciolaio Wang, la signora della rosticceria Mamma Su e sua figlia Su Mei, la bellissima Lin Hong, e i due letterati di Liuzhen Zhao Shengli per tutti Zhao il poeta e Liu Chenggong per tutti Liu lo scrittore.  I due fratelli non potrebbero essere più diversi tra loro: Li Testapelata (nome di battesimo Li Guang ma da tutti soprannominato testapelata perché fin da piccolo sua mamma, per ragioni economiche, gli faceva portare un taglio di capelli rasato a zero) è scaltro,egocentrico, egoista e bastardo ci sono volte in cui lo si vorrebbe prendere a schiaffi; Song Gang invece è dolce, altruista, "mammone" e remissivo; non potrebbero essere più diversi ma si vogliono molto bene e si completano a vicenda, il loro legame è fortissimo. Una cosa che mi è piaciuta moltissimo è che di tutti questi personaggi conosciamo tutta la storia, sono figure costanti durante tutta la narrazione ed assistiamo anche ai loro mutamenti (perché ciascuno di loro vivrà con i due fratelli, i grandi cambiamenti storico-culturali avvenuti in Cina e noi vediamo come si sono adattati).

Altra grande protagonista è la Storia: qui ci approcciamo ad una parte della storia recente della Cina e vediamo gli effetti del economia di stato di tipo socialista dove tutto é programmato e prestabilito, la grande rivoluzione culturale, lo scemare di questa fino all'apertura all'economia di mercato e al "capitalismo". E' un romanzo di denuncia, che porta alla luce alcune infamie della storia recente della Cina, in particolare i soprusi e le violenze durante la "Rivoluzione Culturale" (del 1966 diretta ad evitare un "imborghesimento" attuato dalle cosiddette Guardie Rosse, giovani rivoluzionari che adoperavano  largamente violenza fisica e psicologica. Nel romanzo emergono bene gli aspetti delle violenze fisiche e psicologiche e anche le torture  attuate della Guardie Rosse, con un episodio particolare e quasi paradossale: un uomo passa da carceriere a umiliato e, infine, a carcerato: la sua colpa? essere diventato un nemico di classe perché suo padre aveva posseduto un piccolo negozio di riso (all'incirca prima della seconda guerra mondiale), per questo è sottoposto a critica ed umiliato, costretto ad indossare un cappello di carta a punta, portare appeso al collo un cartello con la scritta "nemico di classe" e obbligato a ramazzare la strada

 "...... portava un cappello a punta di carta e spazzava la strada con la ramazza, come in passato aveva fatto Song Fanping, la mattina in un senso, il pomeriggio nell'altro. Capitava di frequente che qualcuno lo attaccasse, dicendo: «Ehi, hai confessato tutti i tuoi crimini?»
«Sì, tutti » rispondeva lui servilmente.
«Pensaci bene, c'è ancora qualcosa che non hai confessato.»
«Sì,» faceva lui, inchinadosi e annuendo.
Certe volte erano i bambini ad attaccarlo: «Alza il pugno e grida 'Abbasso me!'»
E lui lo alzava e gridava: «Abbasso me! »

e infine imprigionato per aver cercato di picchiare le guardie rosse che avevano appena ucciso suo figlio davanti ai suoi occhi, mentre tentavano di radergli i capelli lunghi (perché capelli lunghi e pantaloni stretti sono da capitalisti e c'erano squadre di Guardie Rosse armate di rasoi e forbici che provvedevano a radere capelli lunghi e sbrindellare calzoni stretti). Ma poi la Storia cambia e dopo qualche anno il fervore della Rivoluzione Culturale va scemando fino a che arricchirsi è glorioso come ci anticipa il titolo del secondo volume: fare affari, diventare imprenditori e arricchirsi è assolutamente possibile, siamo all'incirca agli inizi degli anni '80 e si apre la grande ascesa della Cina come potenza economica.

Si è trattato del mio primo approccio alla letteratura cinse. E' stato folgorante. Voglio approfondire sia la letteratura cinese sia questo autore, Yu Hua, che ha saputo delineare dei personaggi che restano nella memoria.

Voi conoscete Yu Hua? Avete letto qualcosa di suo? Siete fan della letteratura cinese? e di quella orientale in genere? Aspetto vostri pareri e consigli

mercoledì 7 agosto 2019

LA BIBLIOTECA DEI MORTI - GLENN COOPER

TITOLO: La biblioteca dei morti
AUTORE: Glenn Cooper  - traduzione di Gian Paolo Gasperi
EDITORE: Tea
PAGINE: ca 400
PREZZO:n.d.
(pagine e prezzo sono indicative o non le conosco perché io ho acquistato in un volume unico tutta la trilogia della Biblioteca dei morti edita da Tea edizioni nel mese di giugno 2019)
GENERE:
LUOGHI VISITATI:
acquistabile su amazon: qui (link affiliato) l'intera trilogia: qui (link affiliato)



Mi aspettavo un libro completamente diverso, un romanzo storico sul genere della trilogia di Kingsbridge di Ken Follett o de "Il nome della Rosa" di Umberto Eco; invece è tutt'altro un thriller con svariati salti temporali. Ovviamente alla base del "malinteso" ci sono solo ed esclusivamente io che da anni, sulla base del titolo pensavo si trattasse di un romanzo storico, comunque grazie al mio errore mi sono approcciata ad un nuovo genere per me, che in questa versione "soft" non mi dispiace.

Per la trama va detto anzitutto che ci sono tre grandi spaccati temporali che si alternano più e più volte:
1. i giorni nostri: in realtà da maggio ad agosto 2009 principalmente a New York, ma anche Las Vegas e Holliwood; qui troviamo la caccia al serial killer, gli agenti FBI (Will Piper e Nancy Lipinsky) e Mark Shackleton (vecchio compagno di università di Will Piper)
2. fine anni '40 e primi anni '50 tra Londra e Washington: un misterioso ritrovamento che gli inglesi, troppo occupati con la ricostruzione del secondo dopoguerra, affibbiano agli americani: qui troviamo scavi geologici, bunker, creazione area 51 e "personaggi" come Churchill e Truman (che qui sono poco più di mere comparse)
3. Vectis-Isola di Wight da luglio 777 a fine 1200 (con notevoli vuoti temporali): un monastero benedettino, una coincidenza numerica a base di sette molto singolare accompagnata dal passaggio di una cometa, suggestioni popolari e un grande "mistero".

E' un romanzo che si fa leggere, crea molta aspettativa e fa leva sulla curiosità: c'è un grandissimo ricorso alla suspense (in versione soft, quindi non invadente crea curiosità ma non ansia e/o paura, almeno a me); intreccia ripetutamente  i tre archi temporali in cui si svolgono le vicende e normalmente dopo aver narrato qualche fatto o aver lasciato qualche indizio senza ulteriori spiegazioni c'è un cambiamento temporale poi nel corso della narrazione i "vari pezzetti" lasciati incompiuti piano piano vengo spiegati e il puzzle prende forma.

Il libro fa parte di una saga che già possiedo, perché come dicevo all'inizio ho acquistato l'intera trilogia nell'edizione Tea uscita a giugno che la racchiude in un unico volume. Senz'altro leggerò anche gli altri capitoli sia perché finire un libro è per me un obbligo imprescindibile; sia perché sono curiosa di vedere in che modo va avanti la narrazione nel senso che per me questa storia poteva finire con questo libro, non ha un finale così aperto da giustificare un proseguo quindi voglio vedere come verrà sviluppata ulteriormente.

mercoledì 17 luglio 2019

ZIA ANTONIA SAPEVA DI MENTA - ANDREA VITALI

TITOLO: Zia Antonia sapeva di menta
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Garzanti (Collana Elefanti Best Seller)
PAGINE: 156
PREZZO: € 10,00
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: Bellano
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Un mistero, una serie di personaggi indaffarati a risolverlo. Un romanzo breve, come sempre ambientato a Bellano, piccola cittadina sul lago di Como negli anni '70. Un'anziana, zia Antonia ospite dell'ospizio del paese, gestito dalle suore, capeggiate dalla solerte e risoluta superiora, suor Speranza; due nipoti, Ernesto ed Antonio, che non potrebbero essere più diversi (il primo operaio, gran lavovatore ed uomo devoto, affezionatissimo alla zia; il secondo lussurioso e assolutamente disinteressato alla zia); il dottor Fastelli medico di condotta e anche dell'ospizio e infine di direttore di banca Sansicario.

Una scrittura semplice, ben calibrata, scorrevvole dati i numerosi dialoghi, con un narratore onniscente; dei personaggi ben delineati, pur nella loro essenzialità. C'è un mistero di risolvere ma non siamo di fronte ad un thriller, non ci sono delitti, ne investigatori, ne tensione, semplicemente un mistero, un fatto curioso, una serie di indizi e di coincidenze e dei personaggi molto curiosi che lo vogliono risolvere.
Romanzo che ho letteralmente divorato, come sospettavo Andrea Vitali è diventato uno dei miei autori preferiti, voglio recupare tutte le sue opere, che fortunatamente sono numerose. Il punto di forza sta nella semplicità e nell'essenzialità sia dello stile che dei personaggi che delle storie: storie ed anedotti dei tempi passati che potremmo sentire raccontare dagli anziani di qualunque piccolo paesino. Una semplicità magnetica.

Voi cosa avete letto di questo autore? Cosa mi consigliate?

lunedì 8 luglio 2019

MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI - GIACOMO MAZZARIOL

TITOLO: Mio fratello rincorre i dinosauri
AUTORE: Giacomo Mazzariol
EDITORE: Einaudi - collana Stile Libero Extra
PAGINE: 184
PREZZO:€ 16,50
GENERE: letteratura italiana - memoir
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"......insomma è la storia di Giovanni, questa.
Giovanni che va a prendere il gelato.
- Cono o coppetta?
- Cono!
- Ma se il cono non lo mangi.
- E allora? Neanche la coppetta la mangio!
Giovanni che ha tredici anni e un sorriso più largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l'altro i passanti si sciolgono a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il suo tempo sono sempre venti minuti, mai più di venti minuti: se uno va via in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alla sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche.
Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo."
cit...... inizio


Un'autobiografia dolcissima.
Giacomo Mazzariol, protagonista e autore del romanzo, ci racconta una parte fondamentale della sua vita: suo fratello Giovanni.
Giovanni è un ragazzo speciale, un superoe. Tutto inizia con l'annucio dei genitori di Giacomo dell'arrivo di un fratellino, un maschio; Giacomo, che è un bambino di cinque anni ne è  felicissimo, perchè  ha già due sorelline, ma femmine. Ai bimbi viene anche spiegato che il fratellino sarà un bambino speciale e qui l'immaginazione di Giacomo galoppa.....

 "....era uno speciale, lui. Con la tutina attillata e la di speciale sul petto. Tre anni. I capelli gellati, gli occhi da Bambi e li addominali da wrestler. Lui non parlava: faceva. E più passavano i giorni più la mia mente arricchiva la parola speciale di sufmature, ciascuna corredata da un unico, pungente dubbio: perché diavolo sarebbe nato così?"

 Nei primi anni di vita di Giovanni il rapporto di Giacomo con suo fratello è piuttosto buono, ma crescendo Giacomo si fa molte domande ma sopratutto prova quasi vergogna per quel fratello diverso, che non può fare le cose come gli altri (o meglio fa le cose come tutti ma seguendo tempi e regole tutte sue), tanto che negli anni delle medi tiene nascosto ai compagni la sua esistenza.

".... dopo aver strisciato nel sottobosco della coscienza per due anni, una serie di domande erano alla fine arrivate a stringermi d'assedio. Come avrei fatto a convivere con le fragilità di mio fratello? Come avrei fatto a essere felice sapendo che lui non avrebbe mai avuto una ragazza e forse nemmeno degli amici, degli amici come i miei, con cui confidarsi, con cui litigare - come avrei fatto? Sarei stato in grado di gestire la mia vita badando anche ai suoi problemi, aiutandolo a tirarsi su quando avrebbe scoperto chi era veramente? E come avrei fatto a convivere con la paura di vederlo soffrire, di vederlo morire? Le parole di Pisone, come una scintillia, avevano appiccato il fuoco a una serie di pensieri tristissimi, e ora il fumo dell'incendio mi stava annebbiando la vista. Mi resi conto, quel giorno, che da troppo tempo avevo smesso di farmi domande. E avevo smesso di farmi domande per paura delle risposte. Il mio equilibrio si basava sul non chiedere e sul non sapere. "




Poi maturando Giacomo acqusisce nuova consepevolezza e finalmente Giovanni diventa non solo suo fratello anche nella vita fuori casa, ma anche uno dei suoi migliori amici. 


"..... Ci prendevano in giro? Oh be', come aveva detto Davide, il Down ventenne che sapeva fare le migliori fritelle del mondo, chi non ci apprezzava non faceva altro che aumentare la nostra stima di noi stessi. La gente prende in giro ciò che non capisce, ciò di cui ha paura. E poi, pensavo, guarda Bono dove è arrivato. Gio non ci badava. Per lui le persone che ridevano di lui stavano semplicemente ridendo accanto a lui e lui le lasciava fare. Tanto lui rideva anche di più."

E' un libro molto bello, dolce anche triste in alcune parti, che insegna moltissimo. Qui ci sono non personaggi ma persone reali, un ragazzo vero, come tanti che ha messo a nudo la sua vita, i suoi pensieri e le sue frestrazioni ( e anche le sue "colpe") esponedole al mondo per un fine nobile: insegnare. Insegnare cosa vuol dire vivere con una persona Down, insegnare a portare rispetto, ad apprezzare, a non utilizzare a sproposito parole (appunto "down") senza conoscerne minimante il significato, e infine insegnare ad amare, semplicemente.
Il linguaggio e la struttura narrativa sono semplici, ma anche per questo molto d'effetto; non ci sono studi o ricerche o spiegazioni scientifiche, c'è la vita vera, con i pregi e con i difetti, narrati da un ragazzo.
Un libro che consiglio a tutti, qualque siano i vostri gusti; un libro adatto anche ai più piccoli e che dovrebbe essere letto nelle scuole.
Giacomo ha deciso che era di  insegnare qualcosa al mondo esterno: in occasione della giornata mondiale della sindrome di Down carica online un cortometraggio "The simple Interview" girato da Giacomo e con protagonista Giovanni, (questo il link).  Da questa esperienza è poi nata quella del libro.












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