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venerdì 9 gennaio 2026

DAVID COPPERFIELD di CHARLES DICKENS

TITOLO: David Copperfield
AUTORE: Charles Dickens traduzione di:
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 1120
PREZZO: € 15
GENERE: classico, romanzo di formazione, letteratura inglese
LUOGHI VISITATI: Inghilterra vittoriana nel corso del XIX secolo






David Copperfield è il mio primo approccio a un romanzo di Dickens avevo letto solo il celeberrimo racconto “Canto di Natale”.

Dickens è un autore classico che non ha bisogno di presentazioni e verso cui sento un’affinità per cui penso che mi piaceranno praticamente tutte le sue opere. Inoltre era anche un personaggio, uno scrittore politicamente impegnato che utilizzava le proprie opere per denunciare, per criticare la società dell’epoca, siamo in piena età vittoriana e tanto per dire una cosa ovvia moltissimi bambini (e bambini piccoli) lavoravano, lui stesso è andato a lavorare in una fabbrica da ragazzino a causa dei debiti del padre. Inoltre è stato l’antenato degli audiolibri: organizzava nei teatri letture dei suoi romanzi e faceva sempre il tutto esaurito.

Mi sono approcciata al romanzo praticamente al buio, in realtà la storia per quanto non allegra è meno tragica e drammatica di quello che mi aspettavo – probabilmente perché lo confondevo con Oliver Twist.

Di cosa parla? David Copperfield è un romanzo di formazione dove lo stesso David – quindi scritto in prima persona – ci racconta tutta la sua vita dalla nascita all’età adulta avanzata. Le cose si mettono male fin dall’inizio poiché quando nasce David è già orfano di padre, dopo qualche anno di vita tranquilla con la madre questa si risposa e la convivenza con il patrigno (e sua sorella) sarà piuttosto difficile, David si isola e si rifugia nei libri. Dopo qualche anno in collegio deve abbandonare gli studi e andare a lavorare come galoppino perché il patrigno non ha soldi da spendere per la sua istruzione. Si ricorda di una zia paterna e tenta la fortuna raggiungendola e qui finalmente trova un po’ di pace, ritrova una famiglia: la zia Betsy si prende cura di lui e della sua istruzione e dopo gli studi gli paga la licenza da procuratore presso il tribunale ecclesiastico. David è ormai un giovane uomo con una carriera avviata e si innamora. La vita però riserva tante altre sorprese.

È un libro molto lungo con tanti personaggi e avvenimenti, e dopo un certo punto secondo me il rischio di fare spoiler è alto, quindi mi fermo qui sulla trama. Nonostante la mole è un libro molto scorrevole da cui è difficile staccarsi, come anticipato succedono tante cose e fino alla fine non c’è tregua, ci sono sempre nuovi avvenimenti che cambiano le regole del gioco e partono quindi nuove “avventure”. Io ho trovato un solo difetto in questo libro: è troppo breve, non avrei voluto finisse mai, sarei andata avanti ancora e ancora a leggere, infatti verso la fine l’ho trovato in un certo senso sbrigativo, le ultime cose vengono narrate diciamo per riassunto. Sono ben consapevole che ci sta tutto, non è un vero difetto o una mancanza, nulla è lasciato al caso o al dubbio, tutti i cerchi narrativi si chiudono. Probabilmente a me è piaciuto talmente tanto che mi è dispiaciuto lasciar andare David e tutti gli altri personaggi.

Nel libro vengono trattati tanti temi, la formazione ovviamente, l’amore, la denuncia dei problemi sociali (come il lavoro minorile, il carcere per i debitori, le disuguaglianze, l’eccessivo potere degli adulti sui bambini, temi molto cari a Dickens), la resilienza, la forza di non mollare, la ricerca di sé stessi e del proprio ruolo e posto nel mondo, e l’amicizia. Tanta amicizia, David incontra svariati amici e il rapporto che si crea può essere più o meno sincero e duraturo, non tutte le amicizie sono parimenti solide.

Nonostante sia un classico dell’Ottocento è molto scorrevole, la scrittura è avvincente, ironica e sagace; in questo libro Dickens trasforma ogni cosa in un’emozione. Non posso che consigliare la sua lettura, non ve ne pentirete.

Ora devo solo decidere quale altro romanzo di Dickens leggere, ho già qualche titolo in libreria. Aspetto anche i vostri suggerimenti


lunedì 31 dicembre 2018

CANTO DI NATALE - CHARLES DICKENS

TITOLO: Canto di Natale
AUTORE: Charles Dickens
EDITORE: BUR - Biblieteca Universale Rizzoli - collana Deluxe
PAGINE: 158
PREZZO: 17,00 euro
GENERE: letteratura inglese - classico - libro a tema Natale
LUOGHI VISITATI: Inghilterra vittoriana
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)



Finalmente una lettura a tema qui sul blog (anche se un po' in ritardo.....) e non potevo iniziare meglio: un classico della letteratura e un autore ancor più classico, Dickens, i cui romanzi ambientati in epoca vittoriana sono una pietra miliare della letteratura (che finiscono dritti in wishlist).
Un super classico di Natale, visto e rivisto, proposto in tutte le salse. La mia preferita è quella Disney con Zio Paperone nei panni di Scrooge.
La storia la conoscono tutti un: vecchio uomo d'affari, Ebenezer Scrooge, tiranno e avido, che una notte di Natale riceve in visita il fantasma del suo vecchio socio, Marley.
 "....Duro e acuto come una selce dalla quale non c'è acciaio che riuscisse a far sprizzare una scintilla di generosità; chiuso, controllato e solitario come un ostrica......"
Marley lo avvisa di aver chiesto l'intercessione di tre spiriti perché lo aiutino a diventare un uomo migliore. Se non si aiuta il prossimo mentre si è in vita, una volta morti non è possibile lasciare il mondo e il proprio spirito vaga trascinando la pesante catena che si è costruita negli anni con i propri "errori"; ma la tortura peggiore è vedere persone che hanno bisogno di aiuto e non poter fare nulla per loro.  ".....la ragione della pena di tutti quei fantasmi era evidente: tentavano di intervenire a fin di bene negli affari terreni, ma i loro sforzi erano destinati a un eterno insuccesso....."
Arrivano gli spiriti: quello dei Natali passati che fa rivivere a Scrooge la propria infanzia, l'adolescenza e la prima età adulta. Poi arriva lo Spirito del Natale presente che mostra a Scrooge la magia del Natale, come lo vivono i Cratchit e Fred, rispettivamente commesso e nipote di Scrooge. E infine lo Spirito dei Natali futuri che mostra cosa accadrà o meglio cosa potrebbe accadere e non c'è nulla di buono. "....«Non sono state strappate via» esclamò, stringendo fra le braccia una delle cortine del letto. «Non sono state strappate, anelli e tutto! Sono qui. Io sono qui. Le ombre delle cose che potrebbero essere possono ancora venire disperse. E lo saranno, lo so, ne sono sicuro!»..."
Scrooge capisce, capisce l'importanza del Natale e di vivere lo spirito natalizio tutto l'anno, e cambia.
La vita di Ebenezer Scrooge non è stata facile mai e tutto ha contribuito a renderlo un burbero solitario attacato esclusivamente al denaro che però non lo rende affatto felice, ed è importante per Scrooge capire cos'è la felicità per lui, come poter essere d'aiuto agli altri, lasciare un ricordo, positivo, di sé al mondo.
Un accenno a parte merita la storia di Bob Cratchit il commesso che lavora per Scrooge, gran lavoratore, povero e sfortunato ma cionostante amante dell Natale e di quella magia che crea:
"....non vi era nulla di aristocratico in tutto questo. Essi non erano belli, non erano eleganti, le loro scarpe erano ben lungi dall'essere impermeabili all'acqua, i loro vestiti erano lisi, quelli di Peter sembravano usciti dalla bottega di un rigattiere, e probabilmente lo erano. Eppure erano felici, riconoscenti, buoni l'uno con l'altro, contenti del presente......"
"Diventò il migliore degli amici, il migliore dei padroni, il migliore degli uomini della vecchia città, di ogni altra vecchia città, paese o borgo del buon vecchio mondo. Qualcuno rise di questo mutamento, ma egli lo lasciò ridere e non ci fece caso, perché era abbastanza saggio da sapere che nulla di buono succede su questa terra, senza che qualcuno, sulle prime, si prenda il gusto di riderne."
Una favola meravigliosa. Ma dietro questa c'è molto di più: c'è la denuncia a quelle che sono le pieghe dell'epoca vittoriana come povertà e lavoro minorile, qui trattati quasi incidentalmente ma cavalli di battaglia di altri grandi romanzi come David Copperfiel e Oliver Twist.
Le descrizioni sono ben curate e il racconto suddiviso in cinque parti: la presentazione di Scrooge con l'apparzione di Marley, le visite dei tre Spiriti suddivisi in parti singole e la fine della storia. La mia edizione del romanzo è molto pregiata, edita BUR Rizzoli (classici deluxe), accompagnata da magnifiche illustrazioni di P.J. Lynch, un piccolo capolavoro.
Voi cosa avete letto di Dickens?