AUTORE: Maria Bellonci
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 540
PREZZO: € 16
GENERE: letteratura italiana, romanzo storico, biografia romanzata
LUOGHI VISITATI: Ducato di Mantova e Italia nel XVI secolo
Rinascimento privato è un libro molto bello che immerge il
lettore nel Rinascimento attraverso le parole di una sua protagonista illustre:
Isabella d’Este.
Isabella d’Este è stata una delle donne rinascimentali
italiane più importanti, colta, intelligente, influente, una mecenate ha reso
la corte mantovana una tra le più interessanti d’Europa dando “una casa” ad
artisti come Perugino, Mantegna, Tiziano.
E soprattutto è stata un’ottima governante, abile,
strategica e ambiziosa livello politico, ha saputo governare egregiamente il
ducato di Mantova traghettandolo fuori da momenti molto bui ed è poi stata
reggente per il figlio Federico. Però era una donna e ben consapevole che
questo le impediva di raggiungere le posizioni ambite e ben meritate.
«Io non ho mai fatto nulla per loro, se non soffrire due volte l’esilio. Voi, invece, Isabella, avete lottato e conservato il vostro Stato con l’energia dell’ingegno.»«Oh, Elisabetta! Mi è stato fatto intendere in tutti i modi che l’ingegno è una condanna per una donna; e si deve pagare caro».”
Siamo nel 1533 Isabella si trova nella Stanza degli Orologi
e tra le sue carte osserva le “lettere dai caratteri appuntiti” uno scambio
epistolare segreto con Robert de la Pole e da qui si sviluppa la narrazione.
“Per causa naturale gli spiriti discordanti si contraddicono l’uno con l’altro; non in questa stanza degli orologi, però, dove sembrano cercarsi per creare una specie di tregua universale sulla misura del tempo. Un’ansia di concordia penetra tra i lumi e l’ombra; io in solitudine sto evocando gli anni pieni a addirittura frenetici che mi sono toccati in sorte: potrei dire che il momento, nel suo donarsi, fa intravedere qualche battito di felicità, parola che gli uomini usano troppo per dichiarare un diritto che sono convinti di essersi acquistati col nascere. La felicità è invece propriamente un lampo istantaneo che chiama il calore fisico da ogni parte del nostro corpo e mentre sale al cervello sparisce. L’infelicità, invece, ha un irraggiamento più tenace nell’assalirci e nel durare, e si mostra in più modi anche analogici. Uno per me è di solito questo: abbasso lo sguardo sul piano di legno dove poggio la mano; atterrita scorgo un’onda lenta che sommerge gli oggetti uno per uno e al momento di straripare per cancellare il mondo si ferma con un frastagliamento schiumoso ai bordi del tavolino; e di lì retrocede dissolvendosi. Felicità e infelicità insondabili che affronto curiosa e indocile come ogni essere di fronte a se stesso. Su una mensola di marmo giallo, a portata di mano, è lo scrigno a parte dove ripongo le carte dai caratteri appuntiti di Robert de la Pole, oggi meno diffidate di quanto siano state altra volta. Non mi piace, o almeno non dovrebbe piacermi l’indugiare su questo mio caso segreto, ma vi sono tanto implicata che non posso impedirmi la sua realtà.”
Il romanzo di Bellonci, perché si tratta di un romanzo vero
e proprio data anche dalla presenza di personaggi di fantasia come il
fondamentale Robert de la Pole, racconta la vita di Isabella d’Este e l’epoca
in cui è vissuta. Scopriamo la vita nelle corti italiane, tra politica, intrighi,
mecenatismo e scopriamo la Storia d’Italia. Siamo nel pieno del rinascimento e
la situazione politica italiana è molto esplosiva: tanti piccoli stati che
cercano di espandersi e al contempo devono difendersi dalle potenze straniere
che vogliono spartirseli. È l’epoca di Leonardo da Vinci, Michelangelo,
Galeazzo Maria Visconti, papa Alessandro VI e i Borgia, papa Giulo II e i Della
Rovere, l’imperatore Carlo V (giusto per citare alcuni tra i nomi che
incontriamo).
La scrittura è barocca, articolata e ricercata, sia la
struttura delle frasi che il lessico sono “rinascimentali”: sembra davvero di ascoltare
Isabella d’Este che parla, quasi fossimo i suoi confidenti. Altro elemento
caratterizzante è la mancanza di spiegazioni o contestualizzazioni - vengono
citati fatti storici e personaggi, io lettore devo sapere di cosa si tratta per
poter capire è quindi necessario avere una minima idea della Storia di quel
periodo, ovviamente Google è di grande aiuto – ma non potrebbe essere diversamente
poiché la narrazione è una sorta di monologo o flusso di coscienza di Isabella.
Tutto ciò rende la lettura più difficile e poco scorrevole,
richiede una certa attenzione e per capire anche la volontà di andare a cercare
informazioni, ma alla fine ne vale assolutamente la pena.
Fatemi sapere se avete letto questo libro e se conoscete
Maria Bellonci cos’altro mi consigliate.

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