giovedì 18 gennaio 2018

IL BUOI OLTRE LA SIEPE - HARPER LEE

TITOLO: IL BUIO OLTRE LA SIEPE
AUTORE: Nelle Harper Lee
EDITORE: universale economica Feltrinelli
PAGINE:  290
PREZZO: euro 9,50
GENERE: letteratura americana - classico moderno
LUOGHI VISITATI: Maycomb - Alabama negli anni '30 del 900
PREMI: vincitore del Pulitzer nel 1961
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)




Non potevo iniziare il mio anno di lettrice in modo migliore. "Il buio oltre la siepe" è un romanzo che desideravo leggere da anni, e non ha deluso le mie aspettative, anzi.... non vedo l'ora di leggere quello che può essere considerato una continuazione (Va', metti una sentinella).

Inizio dalla trama e riporto quella della quarta di copertina, perchè mi piace molto e leggerla mi ha messo ancora più curiosità: "In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un afroamericano accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scuot, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un pò di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale."

La famiglia Finch vive a Maycomb (cittadina immaginaria che si ispira a Monroeville, la città natale di Harper Lee) in Alabama, si compone di Atticus noto avvocato (sempre impegnato a favore dei più deboli) e membre del parlamento statale, dei suoi figli Jem e Jean Louise, detta Scout, e infine della domestica di colore Calpurnia.
Voce narrante del romanzo è la piccola Scout, di circa nove anni, una ragazzina molto coraggiosa, testarda, determinata e anche un pò maschiaccio (adora portare i pantaloni.....). Attraverso i suoi occhi viviamo le avventure quotidiane di bambini ma anche vicende di adulti nell'Alabama degli anni Trenti. D'estata gioca col fratello Jem e l'amico Dill, spesso si cacciano nei guai e il loro passatempo preferito è cercare di far uscire di casa Arthur Radley, detto Boo; un vicino che, pare, non esca di casa da decenni......poi c'è la scuola e il processo. L'episodio centrale del romanzo è il processo a Tom Robinson, ragazzo di colore accusato di stupro, che Atticus deve difendere e non sarà facile, perchè vittima della violenza è un ragazza bianca. Emerge l'odio razziale, il disprezzo e la paura per chi è "diverso", ma anche molto altro: l'ipocrisia, le conseguenze della crisi economica, il degrado sociale (tutti temi attualissimi).
L'ipocrisia è uno degli aspetti della società descritta nel romanzo che maggiormente colpisce, si ti aspetti l'odio razziale e ti aspetti anche la segregazione o comunque una distinzione abbastanza netta tra bianchi e neri (te lo aspetti perchè ne hai già letto, visto in film e fotografie). La maggior parte delle persone (non tutte per fortuna però quasi) disprezza i "negri", non li considera persone però li hanno al proprio servizio (immagino sottopagati) come cuochi, domestici, giardinieri, lavoranti e simili, ma come puoi odiare ed aver paura di una persona (in questo caso di una categoria di persone; sia chiaro in tutti i gruppi etnici ci sono le male marce, per quanto sia un clichè è bene ricorardarlo e sottolinearlo) e poi farti preparare il pranzo????
Scout racconta un episodio avvenuto a scuola, si tratta l'argomento "attualità" e ogni bambino deve scegliere un articolo di giornale e raccontalo alla classe. Un compagno di Scout sceglie un  articolo in cui si parla di Hitler e dei suoi progetti di sterminio degli ebrei, dalla spiegazione della maestra esce fuori che ciò accade perchè la Germania di Hitler è una dittatura e non è assolutamente giusto perseguitare gli Ebrei, cose che in America non succedono perchè è una democrazia, il comportamento dell'America verso la gente di colore, tutto sommato, non è poi tanto diverso(soprattutto nella sostanza), o sbaglio??? E Scout chiede al fratello:
"Jem, come si fa a odiare Hitler in quel modo e poi, a casa propria comportarsi così con gente che........"
Premessa necessaria è che tutti i personaggi mi piacciono molto, ma ho dei preferiti che sono Scout e Atticus. Scout perchè è incredibilmente sveglia, acuta, pronta a difendere i propri ideali, testarda e dotata di moltissima autodeterminazione, e poi anche perchè è la voce narrate.
Atticus perchè è un uomo buono e giusto, permette ai figli di essere liberi, di informarsi e sviluppare poi un proprio pensiero sul mondo e sulle cose del monde, non impone visioni o comportamenti prestabiliti, risponde in modo chiaro e veritiero a ciò che i suoi figli gli domandano sul mondo. Insegna ai figli a pensare con la propria testa, è molto istruttivo nei loro confronti, sia con le parole, soprattutto discutento insieme e spiegando le cose, sia con i fatti e coi suoi comportamenti. Ovviamente da tutte queste "lezioni" trae ispirazione e insegnamento anche il lettore..........
Alla domanda dei propri figli, sul perchè difende Tom Robinson (quando praticamente tutti pensano non meriti difesa) Atticus risponde:
"per vari motivi, il principale è che se non lo facessi non potrei più andare in giro a testa alta, non potrei rappresentare la contea nell'Assemblea Legislativa e non potrei nemmeno dire a te o a Jem: fa questo e non fare quello"
Un uomo che crede nella legge e nella giustizia e che per questi valori è disposto anche a mettere a rischio la proprio incolumità.

Voglio concludere la mia recensione con una frase di Jem, dopo che la giuria, nel processo di primo grado, condanna a morte Tom Robinson, che racchiude tutta l'amarezza provata da un ragazzo che pian piano sta diventanto uomo: 
".....comincio a capire una cosa, Scout: sai perchè Boo Radley è rimasto chiuso in casa tutto questo tempo? Perchè vuole starci dentro."

Di sicuro questo libro è uno dei miei preferiti, non posso far altro che consigliarlo, ci sono moltissime ragioni per cui merita di essere letto ma non riesco ad esprimerle a parole.

sabato 30 dicembre 2017

IL CIMITERO DI PRAGA - UMBERTO ECO

  • TITOLO: IL CIMITERO DI PRAGA
  • AUTORE: Umberto Eco
  • EDITORE: Bompiani
  • PAGINE: 514
  • PREZZO: 14,00 euro
    GENERE: letteratura italiana - storico
    LUOGHI VISITATI: Italia risorgimentale - Parigi secondo '800
    acquistabile su amazon: qui (link affiliato)


Protagonista è Simone Simonini un falsario di origini italiane che vive a Parigi. E' schietto, irriverente, pungente, ama la cucina (è un buongustaio) e odia le donne (meglio, non gli interessano ai piaceri carnali preferisce di gran lunga quelli culinari), è anche sarcastico soprattutto verso le innovazioni tecnologiche e la modernità.......

Noi lo conosciamo attraverso le pagine di diario che è costretto a scrivere perchè improvvisamente si trova "smarrito", non riesce a bene a capire chi è....... così decide di provare a seguire i consigli di "Froide" un dottore austriaco o tedesco conosciuto anni prima che suggeriva l'utilità di un diario per ricostruire la propria vita......... e così fa inziando a ricordare e descrivere la propria vita dall'infanzia, nasce a Torino, vive col nonno, lavora da un notaio in cui scopre e affina la sua dote: essere falsario; lavora per i servizi segreti del Regno di Sardegna, partecipa alla spedizione di Garibaldi in Sicilia; si trasferisce a Parigi al servizio dei servizi segreti francesi ma non solo........ La vita di Simonini è un alternanza di spionaggio, contraffazione, travestimenti, complotti, attentati, una vita interessante ma anche molto solitaria........ L'opera maggiore del falsario Simonini sono i cosidetti protocolli del cimitero di Praga in cui descrive una riuonione segreta dei rabbini d'Europa (avvenuta appunto nel cimitero ebraico di Praga) dove fanno il punto sul loro piano di conquista e dominio del mondo, indicando gli obiettivi raggiunti e tutte le strategie necessarie per raggiungere lo scopo. E' un opera a cui Simonini lavora gran parte della sua vita, sia per onorare suo nonno, antisemita convinto che ha sempre inculcato l'odio verso il popolo ebraico al nipote, sia perchè erano molti a volere "autentico" materiale a comprova della fondatezza dell'antisemitismo.
Questa è solo una delle tante avventure in cui è coinvolto Simonini...... con la sua attività, i suoi travestimenti e le sue contraffazioni, plasma la storia, è un protagonista attivo della storia, con le sue azioni la cambia, contribuisce a scriverla...... questo aspetto è quello che maggiormente mi fa amare e apprezzare il romanzo, questo essere Simonini protagonista attivo nella storia e non semplice spettatore, per quanto questo ruolo comporti attività e condotte "immorali", poco corrette......ma se ci pensiamo bene penso che la storia sia fatta anche e proprio da comportamenti di questo genere......

Nel romanzo sono citati, rispettivamente, fatti e persone realmente accadute ed esistite, su cui Eco ha integrato le vicende di Simone Simonini; a fine libro c'è una sezione intitolata "inutili precisazioni erudite" in cui il narratore dice: "....ma, ripensadoci bene, anche Simone Simonini, benchè effetto di un collage, per cui gli sono state attribuite cose fatte in realtà da persone diverse, è in qualche modo esistito. Anzi, a dirla tutta, egli è ancora tra noi."

Consiglio il libro? Assolutamente si! Anzitutto agli amanti della storia come me, ma in generale a tutti coloro che vogliono vivere da protagonisti parte della storia dell'Ottocento (con l'unità di Italia in primis). Secondo me è un ottimo punto di partenza per approfondimenti personali su temi come la morte di Nievo, le guerre francesi di fine '800, l'affare Dreyfus e i protocolli dei savi di Sion, che saranno alla base delle persecuzioni antisemite del novecento. Infine devo dire che Eco è uno dei miei scrittori italiani preferiti, adoro i personaggi e le ricostruzioni storiche (che amo i romanzi storici già l'ho ripetuto mille volte e continuerò a farlo.......)
Voi l'avete letto? Vi è piaciuto? Fatemi sapere........







martedì 26 dicembre 2017

FERDINAND

  • TITOLO:FERDINAND
  • GENERE: animazione
  • ANNO: 21 dicembre 2017 (arriva nelle sale italiane)
  • REGIA di: Carlos Saldanha 
  • PRODUZIONE: Blue Sky Studios, Davis Entertainment, Twentieth Century Fox Animation





Un film di animazione diretto da Carlos Saldanha, lo stesso regista de "L'era glaciale" e "Rio".
La storia è tratta da un libro per ragazzi di Munro Leaf del 1936 "La storia del toro Ferdinando", racconto che ebbe immediatamente grande successo, o meglio popolarità nel senso che fu  da un lato apprezzato da personaggi illustri come Gandhi, ad esempio, ma dall'altro lato fu anche messo al bando per i messaggi che veicolava (autodeterminazione in primis), da ricordare che il libro viene pubblicato nel 1936 nella Spagna del dittatore Franco.

Perchè guardalo e perchè mi è piaciuto?
Anzitutto Ferdinand ti conquista con la sua voglia di cambiare le regole, di andare contro ciò che è già scritto, e lo fa con un innocenza disarmante...... è dolcissimo, ama i fiori, sa regalare tanto amore, ma soprattutto è capace non solo di provare sentimenti ma anche di esternarli, si preoccupa per gli altri e cerca sempre di aiutare il prossimo..... è goffo e troppo troppo simpatico.
Pur essendo un "semplice cartone" fa riflettere, insegna a pensare con la propria testa, a non accettare ciò che la società vuole imporci se non è ciò che vogliamo....... Inoltre come dicevo viene animata una "favola" del passato molto imporante (tanto osteggiata dai regimi autoritari dell'epoca, a dimostrazione degli insegnamenti che se ne possono trarre) dando la possibilità a moltissime persone (non solo bambini) di conoscerla ed apprezzarla........

Infine vi lascio una mia personalissima e rapidissima ricostruzione della trama, senza troppe anticipazioni.............
 
Il protagonista è Ferdinand, un mastodontico toro da corrida, con un paio di particolarità: ama i fiori e odia combattere, per questo i suoi compagni alla "casa del toro" (allevamento di tori da corrida in cui Ferdinand nasce) lo prendono in giro. Il sogno di tutti i tori è combattare all'arena, si allenano e sognano di essere scelti da un matador........ Il padre di Ferdinad viene scelto, ma dall'arena non torna e Ferdinand scappa. Viene ritrovato da una bambina, Nina, che lo alleva come fosse un cagnolino. Ferdinad è spensierato, allegro, felice ma purtroppo è, anche, molto inconsapevole della sua mole e non si capacità del perchè le persone lo ritengano un mostro pericoloso. Si intrufola alla fiera annuale dei fiori, e senza volerlo distrugge tutto, così viene catturato e portato di nuovo alla "casa del toro". Qui ritrova i suoi vecchi amici che ormai lo ritengono un pericoloso concorrente nella future scelte dei toreros; poi piano piano riesce a conquistare la loro fiducia, e mettendo a repentaglio la propria incolumità a favore di amicizia e lealtà, scappano tutti assieme verso la libertà. Ma le cose non sono semplici, Ferdinand è già stato scelto da un torero famosissimo che lo vuole come avversario per l'ultima corrida della sua carriera. Ferdinand viene catturato e costretto a combattere, si fa valere, mette in mostra tutta la sua grinta per sopravvivere e alla fine diveneta l'idolo indiscusso della corrida, riescendo a sconfiggere il torero che aveva ucciso suo padre tanti anni prima. C'è il lieto fine.... con i suoi compagni vivrà felice e spensierato annusando fiori...........

lunedì 25 dicembre 2017

UNA POLTRONA PER DUE

  • TITOLO: UNA POLTRONA PER DUE
  • GENERE: commedia
  • ANNO: 1983
  • INTERPRETI PRINCIPALI: Eddie Murphy (Billy Ray Valentine), Dan Aykroyd (Louis Winthorpe III), Jamie Lee Curtis (Ophelia), Denholm Elliott (Coleman)




E' natale!!! E ho deciso di festeggiarlo qui sul blog, parlando del film che per me fa natale: "una poltrona per due", che dal 1997 va in onda ogni anno la sera della vigilia su italia uno, e penso che praticamente da quell'anno io lo guardo tutte (!!!) le vigilie.

C'è un giovane uomo, Louis Winthorpe, brillante agente di borsa al servizio della Duke&Duke società gestita, appunto, dai fratelli Duke. Louis conosce solo il "meglio" della vita, ottimo lavoro, casa stupenda con maggiordomo, fidanzata bellissima....... Poi c'è Billy Ray, un giovanne mendicante di colore che casualmente si imbatte in Louis; "l'incontro" fa venire ad uno dei fratelli Duke l'idea di provare sul campo quanto sostenuto da alcuni scienziati, in sostanza: la personalità, il carattere e il successo di un uomo dipendono dal contesto in cui vive. Così scambiano le vite di Louis e Billy Ray.  A Billy Ray viene data la casa e il lavoro di Louis. Mentre Loius viene accusato di spacciare droga e si troverà in mezzo alla strada, solo l'amicizia di Ophelia, una prostituta pagata per baciarlo pubblicamente che lo prende in simpatia e decide di ospitarlo a casa sua, e l'astuzia di Billy Ray impediscono un tragico epilogo. Billy Ray scopre la scommessa dei Duke e decide di raccontare la verità scoperta a Louis, Ophelia e Coleman (il maggiordomo di Louis prima e di Billy Ray poi).
Billy Ray e Louis scoprono una frode archietettata dai Duke per falsare il mercato e arrichirsi, così decidono di batterli sul tempo e vendicarsi, riuscendo, nella prima seduta di borsa del nuovo anno a diventare milionari.......
Non ho detto che il film è ambientato nel periodo natalizio a Philadelphia negli Stati Uniti.
Questo film è uno dei miei preferiti, mi ricorda il natale sia per l'ambientazione sia per la trasmissione televisiva. Insegna a non affidarsi delle apparenze, a non pensare che ciò che non fa parte del nostro mondo (dorato) sia necessariamente brutto e malvagio.
E' una commedia per pe molto divertente, un appuntamento fisso ed immancabile. Finito il film spengo la tv e faccio il "Babbo Natale": sistemo i doni sotto l'albero e poi vado a letto aspettando con impazienza la mattina successiva per poterli scartare con la mia famiglia.........
Buon Natale a tutti!!!!!!!!!!!!!

martedì 12 dicembre 2017

LA PERLA - JOHN STEINBECK

  • TITOLO: LA PERLA
  • AUTORE: John Steinbeck
  • EDITORE: Bompiani
  • PAGINE: 100
  • PREZZO: 10,00 euro circa
  • GENERE: letteratura america
  • LUOGHI VISITATI: Messico primi del '900
  • acquistabile su amazon: qui (link affiliato)



Questo libro è parcheggiato nella mia libreria da secoli, anche se non pensavo così tanti, ho scoperto averlo comprato in prima media (che, se i miei calcoli sono esatti, correva l'anno 2000) e non l'ho mai letto, so di averci provato varie volte ma non ci sono mai riuscita, complice, probabilmente l'imposizione scolastica. Comunque tutte le volte che mi capita di vedere un documentario in cui si parla di perle mi ricordo di questo libro, così mi sono decisa a leggerlo.
Lo guardo, leggo l'autore "John Steinbeck" e penso mi dice qualcosa...... leggo la "mini" biografia presente sulla quarta di copertina e scopro che è autore di due libri che desidero leggere, "Uomini e topi" e "Furore". Rimango sconcertata di aver avuto fra le mani un racconto di Steinbeck, autore che oggi mi interessa molto, e non averlo mai letto.
Passiamo al libro in sè.........

Si tratta di un romanzo breve, la cui particolarità, per me, è l'indefinitezza. Mancano indicazioni precise sul luogo, sul tempo e soprattutto sui protagonisti.
Il romanzo narra le vicende di una famiglia indigena, composta da Kino, sua moglie Juana e il loro figlioletto Coyotito. Kino è un "pescatore" di perle, e un giorno trova una perla enorme che il villaggio ribattezza "la perla del mondo". Il giorno del ritrovamento è un giorno particolare, perchè al mattino Coyotito viene punto da uno scorpione e Juana decide di portarlo in città dal dottore; la famiglia di Kino arriva alla casa del dottore seguita da un corteo, composto dagli altri indios e da alcune persone che vivono nella città di pietra e gesso, tutti erano curiosi di vedere se il dottore, che non si sarebbe mai recato alle capanne di stoppie del villaggio dei pescatori indios, avrebbe acconsentito a curare il piccolo Coyotito. Come tutti si aspettavano il dottore si fece negare, infondo è solo un piccolo indiano e lui non è un "veterinario".
La notizia della fortunata pesca di Kino si sparse in tutta la città e tutti iniziarono a fare progetti....., il prete, gli accattoni fuori dalla chiesa, i mercanti, il dottore, i mercanti di perle, gli indios e ovviamente Kino.
Kino pensa di sposarsi, di comprare attrezzi nuovi e soprattutto desidera che Coyotito vada a scuola, impari a leggere e scrivere, così da spiegare alla propria gente cosa c'è nei libri. Inizia però ad aleggiare anche una "musica cattiva", prima di andare a vendere la perla Kino si trova a dover difendere la perla e la sua vita più volte, in molti desiderano rubare la perla.
I guai non finiscono qui, quando Kino, con tutta la propria gente, si reca in città per vendere la perla i mercanti offrono un prezzo irrisorio e Kino decide di andare a vendere la propria perla alla capitale anche se molto distante. Ma prima che ciò accada ci sarà un nuovo tentativo di furto, in cui Kino per difendersi uccide un uomo, mentre la sua casa viene distrutta da un incendio. Si dà alla fuga con Juana e Coyotito, ma sono inseguiti, riesce a rifugiarsi sulle montagne, la sua unica speranza è attaccare gli inseguitori, ma qualcosa andrà storto. Tornano al villaggio e buttano in mare la perla che si perderà per sempre.

Come dicevo all'inizio mancano dettagli. Anzitutto non è chiaro dove sia ambientata la vicenda, viene citata La Paz, e da una ricerca online, oltre alla capitale della Bolivia, c'è una cittadina con questo nome nella Bassa California, in Messico, e penso sia questa la "città" in cui vive Kino, perchè viene spiegato che per andare alla capitale è necessario prima attraversare il mare  poi le montagne......



Inoltre non dice nulla dell'etnia cui appartine Kino, anche se nel corso della narrazione emergono alcuni aspetti, quello che mi ha maggiormente colpito (anche se riflettendoci non mi stupisce affatto), è l'ingenuità, in senso buono, il credere molto a ciò che è scritto nei libri e nel "potere" degli strumenti, emerge quando il dottore si reca alla casa di Kino, dopo che ha trovato la perla, e mostra la sua valigetta piena di strumenti e medicine, che hanno quasi un potere ipnotico sugli indios; il problema è che non possono far altro che credere vero quello che altri, a loro dire  più istruiti di loro, dicono essere scritto nei libri.
Infine non è indicato nemmeno l'epoca in cui si svolge la vicenda.
Nonostante tutte queste "incognite" che un pò mi infastidiscono, perchè rimane la curiosità, il libro mi è piaciuto; è particolare, forte, crudele e in fondo non ha fatto altro che mettermi ulteriore voglia di leggere altro di Steinbeck. Nella mia edizione, alla fine del libro c'è una piccola appendice in cui viene fatto un breve riassunto dell'attività di Steinbeck come scrittore; e qui ho trovato conferma (pare) della particolarità di questo romanzo, che sembra, secondo quanto lì riportato, non aver riscosso molto successo; direi di aver trovato conferma della stranezza dell'opera, che però come ho detto mi è piaciuta e consiglio.  

mercoledì 22 novembre 2017

C'ERA UNA VOLTA L'URSS - Dominique Lapierre

  • TITOLO:C'era una volta l'URSS
  • AUTORE: Dominique Lapierre
  • EDITORE: IL SAGGIATORE NET
  • PAGINE:155
  • PREZZO: 8,00 euro
  • GENERE: letteratura francese - reportage
  • LUOGHI VISITATI: Unione Sovietica nei primi anni '50
  • acquistabile su amazon: qui (link affiliato)

Un sogno: documentare la vita reale in paese "proibito". Dominique Lapierre è un giornalista francese che nel 1956 riesce a realizzare questo sogno. Insieme al collega Jean-Pierre Pedrazzini, e alle rispettive mogli, partano per la Russia, o meglio l'Unione Sovietica, per un viaggio alla scoperta della vita quotidiana. Viaggio affascinante, molto avventuroso, percorrono le strade sovietiche a bordo di una Marly, automobile americana di marca Simca, gialla, con scritto in rosso i nomi delle testate giornalistiche per cui lavorano, strade che raramente vedono passare automobili. Tutto sommato "l'esplorazione" sarà libera, seppur il percorso è definito dall'Inturist (ente che controlla il turismo straniero in URSS) e lo compiono con la guida di un giornalista russo di nome Slava.
La cosa che forse più di tutte mi è piaciuta del viaggio sono gli incontri, in particolare ci sono cinque incontri "speciali" dove il gruppo di Lapierre conosce, vive ed assapora la vita quotidiana russa (a metà libro ci sono alcune pagine con foto scattate da Pedrazzini, tra cui le foto dei protagonisti degli incontri speciali). Li definisco incontri speciali perchè avranno modo di incontrare molte persone, ma con queste cinque condividono uno o più giorni di vita quotidiana, ricostruiscono dettagliatamente la vita, il lavoro, le aspettative, e fanno "i conti in tasca". E la cosa che più ho apprezzato è stato il fatto che le persone degli incontri speciali sono stati scelti per puro caso, nel senso che c'è stata assoluta libertà di scelta, e questo fa si che quanto raccontato sia la realtà più vera, non si tratta di persone individuate dal governo la cui testimonianza poteva in qualche modo lasciar spazi a dubbi......
"Il nostro viaggio in libertà ci consente di entrare nelle case di russi che scegliamo. Ovunque siamo accolti con curiosità e simpatia. Condividiamo senza restrizioni l'intimità di un ferroviere di Minsk, di una commessa dei grandi magazzini di Mosca, di un contadino ucraino, di un chirurgo georgiano e di un operaio metalmeccanico di Gor'kij"
 Il viaggio a grandi linee tocca la Russia attuale, la Bielorussia, la Georgia, le stazioni turisiche sul Mar Nero e l'Ucraina.

Il libro è una sorta di diario del viaggio scritto da un giovane giornalista francese, a cui la storia ha regalato un opportunità unica e straordinaria. Lapierre è autore di molti altri libri, tutti bestseller internazionali, e mi permetto di aggiungere libri che trattano temi particolari e che fanno riflettere (questo è quello che mi è parso di capire curiosando un pò, chiedo anche a voi conferma......). Inoltre aspetto molto importante è che i diritti d'autore e i compesi del signor Lapierre come gionalista e conferenziere sono utilizzati per la realizzazione di progetti umanitari in India, in Africa e in Sud America, un motivo in più per acquistare il libro.....

lunedì 20 novembre 2017

FORREST GUMP

  • TITOLO: FORREST GUMP
  • GENERE: commedia/drammatico
  • ANNO e CASA di PRODUZIONE: 1994 - PARAMOUNT PICTURES
  • INTERPRETE PRINCIPALE: Tom Hanks


 Forrest Gump è uno dei miei film preferiti. Sarà quest'uomo che alla fermata dell'autobus racconta ai passanti la propria vita con tanta naturalezza ed ingenuità, sarà il fatto che sono una curiosona e spesso mi trovo a pensare chissà dove va? una persona che incroci per caso in strada...... mi piace l'idea di aspettare l'autobus e ascoltare le storie altrui.....
Di Forrest mi piace l'ingenuità, la capacità (forse inconsapevole) di non farsi condizionare dagli altri, di seguire la propria strada, per quanto la sua vita è perlopiù il frutto delle scelte di altri che "sfruttano" la sua bravura in qualcosa. Si perchè Forrest è bravissimo a correre, impara quando deve fuggire dai bulli, e questo gli consentirà di diventare un bravissimo giocatore di football e di laurearsi, ma anche a salvarsi nella guerra del Vietnam, e infine a superare alcuni momenti difficili.
Forrest è come un bambino, ingenuo ma fedele alle promesse, non si scoraggia, non si lascia influenzare da chi lo reputa "stupido" o "scemo", prosegue dritto per la sua strada fino a raggiungere i propri obiettivi, non curandosi di ciò che gli altri possono pensare di lui. E' questa capacità meravigliosa che maggiormente apprezzo, dovrebbe essere un insegnamento per tutti.... che spesso seguimo la corrente per non essere "diversi".
Con le avventure di Forrest si ripercorrono alcune tappe della storia america del secondo dopoguerra (Elvis Presley, la guerra in Vietnam, l'assasinio di Kennedy), ma soprattutto si conosce il personaggio attraverso la sua stessa narrazione, da cui emerge tutto l'amore (vero e puro) per Jenny, quella bambina che lo fa sedere accanto a lei sull'autobus il primo giorno di scuola........
E' un film che non vedevo da un pò, di cui non mi ricordavo il finale, e quando l'ho visto in tv non ho potuto non guardalo (e ritrovarmi come al solito a piangere senza ritegno).
E' un film che consiglio di vedere almeno una volta nella vita, cercando di assimilare e poi mettere in pratica nella vita quotidiana gli insegnamenti di Forrest......nel film si trattano temi molto forti, il bullismo, la paura del diverso, la violenza, ma al contempo ci sono anche momenti esilaranti spesso generati dall'innocenza di Forrest, e poi ci sono amore ed amicizia......
Voglio salutarvi con le mie citazioni preferite.......
"Stupido è chi lo stupido fa, signore"
"Mamma diceva sempre: la vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita"
 "Da quel giorno siamo sempre insieme Jenny e io, come il pane e il burro"
"Dissero che era una ferita da un milione di dollari, ma quei soldi deve averceli l'esercito perchè io non ho mai visto un centesimo di quei dollari"