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martedì 12 dicembre 2017

LA PERLA - JOHN STEINBECK

  • TITOLO: LA PERLA
  • AUTORE: John Steinbeck
  • EDITORE: Bompiani
  • PAGINE: 100
  • PREZZO: 10,00 euro circa
  • GENERE: letteratura america
  • LUOGHI VISITATI: Messico primi del '900
  • acquistabile su amazon: qui (link affiliato)



Questo libro è parcheggiato nella mia libreria da secoli, anche se non pensavo così tanti, ho scoperto averlo comprato in prima media (che, se i miei calcoli sono esatti, correva l'anno 2000) e non l'ho mai letto, so di averci provato varie volte ma non ci sono mai riuscita, complice, probabilmente l'imposizione scolastica. Comunque tutte le volte che mi capita di vedere un documentario in cui si parla di perle mi ricordo di questo libro, così mi sono decisa a leggerlo.
Lo guardo, leggo l'autore "John Steinbeck" e penso mi dice qualcosa...... leggo la "mini" biografia presente sulla quarta di copertina e scopro che è autore di due libri che desidero leggere, "Uomini e topi" e "Furore". Rimango sconcertata di aver avuto fra le mani un racconto di Steinbeck, autore che oggi mi interessa molto, e non averlo mai letto.
Passiamo al libro in sè.........

Si tratta di un romanzo breve, la cui particolarità, per me, è l'indefinitezza. Mancano indicazioni precise sul luogo, sul tempo e soprattutto sui protagonisti.
Il romanzo narra le vicende di una famiglia indigena, composta da Kino, sua moglie Juana e il loro figlioletto Coyotito. Kino è un "pescatore" di perle, e un giorno trova una perla enorme che il villaggio ribattezza "la perla del mondo". Il giorno del ritrovamento è un giorno particolare, perchè al mattino Coyotito viene punto da uno scorpione e Juana decide di portarlo in città dal dottore; la famiglia di Kino arriva alla casa del dottore seguita da un corteo, composto dagli altri indios e da alcune persone che vivono nella città di pietra e gesso, tutti erano curiosi di vedere se il dottore, che non si sarebbe mai recato alle capanne di stoppie del villaggio dei pescatori indios, avrebbe acconsentito a curare il piccolo Coyotito. Come tutti si aspettavano il dottore si fece negare, infondo è solo un piccolo indiano e lui non è un "veterinario".
La notizia della fortunata pesca di Kino si sparse in tutta la città e tutti iniziarono a fare progetti....., il prete, gli accattoni fuori dalla chiesa, i mercanti, il dottore, i mercanti di perle, gli indios e ovviamente Kino.
Kino pensa di sposarsi, di comprare attrezzi nuovi e soprattutto desidera che Coyotito vada a scuola, impari a leggere e scrivere, così da spiegare alla propria gente cosa c'è nei libri. Inizia però ad aleggiare anche una "musica cattiva", prima di andare a vendere la perla Kino si trova a dover difendere la perla e la sua vita più volte, in molti desiderano rubare la perla.
I guai non finiscono qui, quando Kino, con tutta la propria gente, si reca in città per vendere la perla i mercanti offrono un prezzo irrisorio e Kino decide di andare a vendere la propria perla alla capitale anche se molto distante. Ma prima che ciò accada ci sarà un nuovo tentativo di furto, in cui Kino per difendersi uccide un uomo, mentre la sua casa viene distrutta da un incendio. Si dà alla fuga con Juana e Coyotito, ma sono inseguiti, riesce a rifugiarsi sulle montagne, la sua unica speranza è attaccare gli inseguitori, ma qualcosa andrà storto. Tornano al villaggio e buttano in mare la perla che si perderà per sempre.

Come dicevo all'inizio mancano dettagli. Anzitutto non è chiaro dove sia ambientata la vicenda, viene citata La Paz, e da una ricerca online, oltre alla capitale della Bolivia, c'è una cittadina con questo nome nella Bassa California, in Messico, e penso sia questa la "città" in cui vive Kino, perchè viene spiegato che per andare alla capitale è necessario prima attraversare il mare  poi le montagne......



Inoltre non dice nulla dell'etnia cui appartine Kino, anche se nel corso della narrazione emergono alcuni aspetti, quello che mi ha maggiormente colpito (anche se riflettendoci non mi stupisce affatto), è l'ingenuità, in senso buono, il credere molto a ciò che è scritto nei libri e nel "potere" degli strumenti, emerge quando il dottore si reca alla casa di Kino, dopo che ha trovato la perla, e mostra la sua valigetta piena di strumenti e medicine, che hanno quasi un potere ipnotico sugli indios; il problema è che non possono far altro che credere vero quello che altri, a loro dire  più istruiti di loro, dicono essere scritto nei libri.
Infine non è indicato nemmeno l'epoca in cui si svolge la vicenda.
Nonostante tutte queste "incognite" che un pò mi infastidiscono, perchè rimane la curiosità, il libro mi è piaciuto; è particolare, forte, crudele e in fondo non ha fatto altro che mettermi ulteriore voglia di leggere altro di Steinbeck. Nella mia edizione, alla fine del libro c'è una piccola appendice in cui viene fatto un breve riassunto dell'attività di Steinbeck come scrittore; e qui ho trovato conferma (pare) della particolarità di questo romanzo, che sembra, secondo quanto lì riportato, non aver riscosso molto successo; direi di aver trovato conferma della stranezza dell'opera, che però come ho detto mi è piaciuta e consiglio.