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venerdì 5 dicembre 2025

KITCHEN di BANANA YOSHIMOTO

TITOLO: Kitchen
AUTORE: Banana Yoshimoto traduzione di: Giorgio Amitrano
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 160
PREZZO: € 9,50
GENERE: letteratura giapponese, raccolta di racconti
LUOGHI VISITATI:  Giappone contemporaneo


Kitchen di Banana Yoshimoto è stato il mio primo approccio a questa famosissima scrittrice giapponese e la curiosità era tanta, anche perché ho accumulato svariati suoi libri che ora mi attendono in libreria.

Si tratta di una raccolta di due racconti (almeno nella mia edizione è così) Kitchen e Moonlight Shadow (vi ricorda una canzone? Nella postfazione Yoshimoto dice di essersi ispirata per la scrittura di questo racconto proprio alla canzone di Mike Oldfield) accomunati dalla tematica, si parla di lutto, come viene vissuto e affrontato, le vicende sono narrate in prima persona e entrambi hanno per protagonista una giovane ragazza. Si tratta di racconti intimi, profondi, malinconici, di rinascita.

Vediamo più nel dettaglio la trama pur senza fare spoiler:

Kitchen: Mikage è rimasta sola dopo la perdita della nonna, è alla ricerca del suo posto nel mondo e troverà grande conforto nella cucina anche grazie al sostegno dell’amico Yuichi e di sua madre. Un racconto sulla rielaborazione del dolore, sui luoghi che ci accolgono, una storia di rinascita attraverso le cose semplici e quotidiane. A dire il vero il racconto si compone di due racconti, Kitchen e Kitchen due ma per quanto mi riguarda potrebbe benissimo concludersi con il primo.

 

Moonlight Shadow: Satsuki sta affrontando il dolore per una perdita improvvisa, trova conforto nelle passeggiate mattutine e durante queste incontrerà una ragazza misteriosa Urara, l’unica che sembra davvero comprenderla. Un racconto delicato, intimo, sul dolore e sul lutto, molto forte la componente surreale e magica.

 

Devo dire che tra i due racconti - che come detto all’inizio presentano molto punti in comune - ho decisamente preferito il secondo che è anche quello con una forte connotazione surreale. Kitchen è famosissimo ma per quanto sia un racconto piacevole, malinconico e anche molto “confort book giapponese” personalmente non mi ha lasciato chissà cosa mentre sono rimasta ammaliata da Moonlight.

Fatemi sapere se avete letto questo libro e cosa ne pensate. Aspetto anche suggerimenti su altre opere di Yoshimoto da leggere.


giovedì 21 maggio 2020

UN ESTATE CON LA STREGHA DELL'OVEST - KAHO NASHIKI

TITOLO: Un'estate con la stregha dell'Ovest (e altri racconti)
AUTORE: Kaho Nashiki - traduzione di Michela Riminucci
EDITORE: Feltrinelli - Collana Universale Economica Feltrinelli
PAGINE: 141
GENERE: letteratura giapponese
LUOGHI VISITATI: Giappone
acquistabile su amazon: qui (link in bio)


recensione un'estate con la strega dell'ovest di kaho nashiki



Un racconto lungo dolce amaro.
È un racconto profuso di tristezza, dalla prima pagina sappiamo che la nonna di Mai muore e questo riporta indietro Mai di due anni quando passa alcune settimane in sua compagnia imparando delle lezioni di vita fondamentali. Ma alla tristezza si aggiunge tutta la tenerezza e la dolcezza che solo le nonne sanno donare. La nonna di Mai è una donna senz’altro non perfetta, con una personalità forte e all’antica, ritiene opportuno per una donna e soprattutto per una madre dedicarsi esclusivamente alla propria famiglia (non approva la donna moderna in carriera, che è invece la scelta fatta da sua figlia, la mamma di Mai).
Probabilmente è la figura della nonna quella che più mi è rimasta impressa: una donna semplice che ama la semplicità, come dicevo d’altri tempi che si trova bene nel suo piccolo mondo fatto di certezze e impegni quotidiani (giardino, orto, galline, cucina). Una donna saggia, che trasmette insegnamenti e lezioni di vita quasi con “non curanza”, senza imporsi ma insinuandosi nella mente con dolcezza e determinazione; soprattutto nella mente della piccola Mai, a cui gli insegnamenti della nonna si riveleranno indispensabili, anche e soprattutto nel lungo periodo. Gli insegnamenti della nonna possono essere utili a tutti noi.
“«Però…»
«Ma tu sei convinta che quello che pensi sia la verità, giusto?»
La nipote annuì.
«Molte streghe non troppo esperte hanno lasciato che le fissazioni che loro stesse avevano creato le controllassero e causassero la loro rovina.»
Mai per un istante provò ostilità nei confronti della nonna. Scintillò come una lama nel buio.
La nonna, come se lo avesse intuito, prese le maini della nipote nelle sue.
«Mai, cerca di capire. Questa è una cosa molto importante. Io non sto dicendo che ciò che dici non è vero, non ti sto criticando. Può darsi che abbia ragione tu, come può anche darsi di no. Però l’importante non sono i fatti che, anche se indagassimo, ormai non potremmo cambiare, ma il tuo cuore, che in questo momento sta cadendo in balìa dei dubbi e dell’odio.»
«Io… penso che solo quando sarò riuscita a scoprire la verità i dubbi e l’odio spariranno,» replicò Mai.
«Ne sei sicura? Io temo che cadrai soltanto in balìa di altro rancore e odio».
La nonna accarezzo affettuosamente le mani di Mai.
«Non pensi che spendere tante energie sia logorante?»
Mai strinse fortissimo i denti. Poi, come se fosse ritornata in sé, rilassò le spalle. E disse: «Sì, è vero.»
Mai si sentiva esausta”.
Gli insegnamenti sono impartiti con un briciolo di fantasia, oserei direi, facendo credere alla piccola Mai che una sua antenata fosse una strega e questo potere si trasmette di generazione in generazione saltandone una (quindi la nonna è una strega, Mai anche, mentre sua mamma no); o forse tutto questo rientra nella corrente del realismo magico?
La narrazione è scorrevole, ricca di dialoghi e con una scrittura semplice. In piccole dosi è presente del realismo magico o forse sarebbe più corretto chiamarlo surrealismo; nella mia ignoranza sono un po’ la stessa cosa – anche se lo ricollego a episodi diversi dal sostenere di essere streghe… Inoltre sono pochissimi i nomi propri utilizzati, conosciamo Mai – la protagonista – la sua amica Shōko e Genji il vicino di casa della nonna, e infine la città di T., tutto il resto è privo di nome, le figure familiari vengono indicate con il nome generico di mamma, papà, nonno e appunto nonna.
Nell’edizione del 2017 di questo romanzo l’autrice ha aggiunto tre ulteriori racconti caratterizzati da una continuità di personaggi e ambientazioni che permettono al lettore di approfondire alcuni aspetti che emergono nel racconto principale, scritti dopo il grande successo del romanzo. Così si scopre la storia di Blackie che è stato il cane dei nonni per molti anni, nel racconto intitolato appunto “La storia di Blackie”; in “Un pomeriggio d’inverno” c’è un ricordo d’infanzia di Mai legato al galletto della nonna; infine “Rametti nel fornello” è un monologo della nonna che racconta la sua giornata tipo dopo la partenza di Mai. Questo tra i tre è il mio preferito, la nonna è una donna tenera e saggia che vuole molto bene alla sua famiglia.
È un libro giapponese: ambientato in Giappone, scrittrice giapponese e vincitore di vari premi letterati giapponesi, ma non ho trovato tanto Giappone se non sporadici riferimenti al cibo, ad oggetti e parti d’arredo e in piccolissima parte alle dinamiche sociali interne ai ragazzini in età scolare. Sottolineo questa peculiarità perché avevo scelto il libro come lettura della tappa del mese di maggio della challenge #viaggiatoritralerighe che prevede di esplorare il Giappone.
Una lettura gradevole, consigliata.

domenica 22 marzo 2020

IL DETECTIVE KINDAICHI - YOKOMIZO SEISHI

TITOLO: Il detective Kindaichi
AUTORE: Yokomiso Seishi - traduzione di Francesco Vitucci
EDITORE: Sellerio - collana La Memoria
PAGINE: 208
PREZZO: € 13
GENERE:letteratura giapponese - gialli
LUOGHI VISITATI:Giappone anni '30
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)





"...il rito nuziale nella dépandance terminò intorno alle due del mattino. Dopo aver lasciato soli gli sposi, la comitiva si congedò ritirandosi nella residenza padronale. La neve continuava a cadere fitta. Tutto accadde circa due ore dopo. Quando quelle grida terrificanti e lo spettrale suono del koto ruppero il silenzio profondo della notte..."

Si tratta di un romanzo giallo ambientato nel 1937 nella piccola cittadina di Yamanodani in Giappone. La struttura narrativa è particolare: l’autore narra di questo caso che lo ha particolarmente incuriosito e che gli è stato raccontato dagli abitanti del luogo in cui sta soggiornando, in particolare da F che all’epoca dei fatti aveva anche in parte partecipato alle indagini. 

Un misterioso uomo deforme e con solo tre dita, l’omicidio di Kenzo Ichiyanagi primogenito di una ricca famiglia di possidenti e della moglie Katsuko, uccisi la notte del loro matrimonio, il suono del koto (un tradizionale strumento a corde) che sembra annunciare gli omicidi e, ultima particolarità, si tratta di un “delitto a porte chiuse”. La famiglia Ichiyanagi è una famiglia di ricca e di nobili origini ma i suoi componenti sembrano nascondere dei segreti. Lo zio della sposa, il signor Ginzo manda a chiamare il detective Kindaichi un suo amico che ha aperto uno studio di investigazione a Tokyo. Kindaichi è un tipo “strano”, giovane ma trasandato e direi anche trasognato, al villaggio se lo ricordano tutti, sarà lui a risolvere il caso con i suoi metodi deduttivi e logici che ha forse in parte imparato nei suoi amati romanzi gialli di cui si nutre avidamente.

Purtroppo questo è l’unico volume pubblicato in Italia di Seishi Yokomizo che è stato un autore di gialli molto prolifico e ci sono numerosi romanzi dedicati proprio al detective Kindaichi, spero davvero che Sellerio o qualche altra casa editrice pubblichi altre sue opere.

Lo stile è coinvolgente, pulito e dettagliato, incolla il lettore alla pagine; crea anche un alone di suspense e di attesa molto forte e fornisce al lettore indizi e prove. Nella narrazione non mancano i rimandi agli elementi della tradizione giapponese e anche alla cultura del soprannaturale.  

Erano anni che non leggevo un romanzo giallo ed è stata una bella avventura.
Voto 5 stelline.