venerdì 25 settembre 2026

LA CATTEDRALE DEI MORTI di MARCELLO SIMONI

TITOLO: La cattedrale dei morti. Le indagini di Vitale Federici
AUTORE: Marcello Simoni
EDITORE: Newton Compton Editori
PAGINE: 224
PREZZO: € 3,90
GENERE: letteratura italiana -  thriller/giallo storico
LUOGHI VISITATI: Italia del '700




Se siete alla ricerca di un thriller investigativo con ambientazione storica e un investigatore logico deduttivo alla Sherlock Holmes ci sono le indagini o avventure di Vitale Federici (il nuovo – per me - protagonista seriale di Marcello Simoni, ho visto che il primo racconto è del 2013)

Vitale Federici è l’ultimo discendente del casato dei Montefeltro ed è studente ad Urbino quando si trova a dover dipanare il mistero che vede coinvolto il suo mentore. Vitale è giovane ma molto intelligente e colto, è dotato di uno spiccato spirito di osservazione e della grande capacità di leggere/conoscere ed interpretare il comportamento umano. La risoluzione di misteri ed enigmi è per lui un’attività molto appagante.

La cattedrale dei morti è il primo volume con protagonista Vitale Federici ed è una raccolta di tre racconti.

Nel dettaglio abbiamo (senza spoiler):

-        I sotterranei della cattedrale: primo racconto in cui compare Vitale è uno studente o meglio un dottorando in filosofia alla università di Urbino. Una mattina di dicembre del 1789 nella cattedrale – in fase di restaurazione – viene trovato il cadavere del professor Lamberti, professore dell’università e mentore di Vitale. Ma questo è solo il primo delitto, Vitale Federici non si lascia persuadere dalla ricostruzione dell’incidente e si mette ad investigare per conto proprio scoprendo cose molto interessanti nei sotterranei della cattedrale ma anche molto pericolose, infatti corre parecchi rischi. Alla fine troverà la verità ma dovrà lasciare la città.

-        L’enigma del violino: Federici è ospite a Roma del principe Andrea Doria Pamplini, qui una sera d’estate un giovane e virtuoso violinista poco dopo il concerto viene trovato morto nella sua camera, barricato dentro nonostante il caldo insopportabile. Il principe che è conoscenza delle grandi doti investigative di Federici vuole che investighi e scoprirà un complesso complotto.

-        La prigione delle anime: Federici si reca a Venezia per volere del principe Pamplini che lo manda ad aiutare un suo amico, un inquisitore rosso (polizia segreta della Repubblica di Venezia con poteri illimitati) che si trova alle prese con delle morti molto strane collegate dalla scomparsa della parte superiore del corpo e dal fatto che le vittime possiedono tutte una meravigliosa formella di terracotta. Il caso è molto interessante anche per come è costruito e per come Federici trova la soluzione attraverso il ragionamento mettendo insieme i pezzi di questo macabro puzzle.

Sicuramente voglio continuare la conoscenza con questo personaggio. Come sempre la ricostruzione storica di Marcello Simoni è impeccabile ma fruibile e godibile per il lettore che viene catapultato indietro nel tempo e in questo caso siamo a fine ‘700, non mancano momenti di tensione.

Vi aspetto nei commenti per sapere se lo conoscete e cose ne pensate.


venerdì 18 settembre 2026

BAR SPORT di STEFANO BENNI

TITOLO: Bar Sport
AUTORE: Stefano Benni
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 144
PREZZO: € 10
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: Italia anni '70









Bar Sport è un libricino spiritoso, divertente e goliardico.  Alterna una sorta di decalogo o vademecum delle caratteristiche di un “bar sport” a partire dalle attrazioni principali che non possono mancare quali flipper, calcetto, biliardo e il tavolo della briscola, con la storia dei vari personaggi che popolano questo specifico bar sport.

Devo dire che nonostante la brevità ho faticato a terminarlo perché se in generale si presenta come una lettura piuttosto divertente alla lunga diventa un po’ pesante, con concetti portati all’estremo ed esasperati o ripetuti. Ci sono capitoli che mi sono piaciuti molto che si leggono con divertimento e altri che invece ho faticato, alcuni partono bene ma poi si perdono (diventano ripetitivi e noiosi) e altri invece sono pesanti fin dall’inizio.

Ho scoperto dopo la lettura che si tratta anzitutto del primo libro di Stefano Benni e che è stato pubblicato nel 1976 (anche l’ambientazione può essere gli anni ’70) forse anche per questo non mi sono trovata troppo con lo “humor” può essere che siano cambiati i tempi e al sensibilità. È giusto dire che è uscito anche “Bar Sport Duemila” e in generale ho visto che Bar Sport viene ripubblicato di frequente da Feltrinelli ne deduco che sia un libro che piace e che va molto, probabilmente i problemi sono solo miei.

Ho incontrato principalmente due problemi (per i miei gusti): ho trovato la penna di Benni troppo pesante nel senso di ripetitiva ed esasperante nel voler essere divertente (magari, come detto prima, è solo una questione di sensibilità) ma come dice il proverbio “il troppo stroppia”. Altra problematica è il metro di giudizio perché a questo libro sono arrivata (poi ve lo racconto) per caso dopo aver visto il film che ne è stato tratto con Claudio Bisio, film visto assolutamente per caso parecchi anni fa, ma che mi era piaciuto e che ho preferito al libro. Forse è proprio il paragone con il film che mi ha fatto apprezzare meno il libro.

Come sono arrivata a questo libro? Scorrendo il sito di Libraccio mi vedo questa copertina con rappresentata questa ciambella e subito mi viene in mente “la Luisona”: la brioche esposta al Bar Sport che nessuno prende e che è lì in rappresentanza da tempo immemore che avevo visto in un film. Scopro così del legame film/libro e lo prendo.

Fatemi sapere se lo avete letto oppure se avete visto il film. E soprattutto se vi è piaciuto oppure concordate con le mie conclusioni


venerdì 4 settembre 2026

I COLORI DELL'INCENDIO di PIERRE LEMAITRE

TITOLO: I colori dell'incendio
AUTORE: Pierre Lemaite         traduzione di: Elena Cappellini
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 504
PREZZO: € 20
GENERE: letteratura francese
LUOGHI VISITATI: 





I colori dell’incendio di Pierre Lamaitre è romanzo storico ed è il secondo volume della trilogia che Lamaitre ha dedicato agli anni tra i due conflitti mondiali. Io ho letto sia questo che Ci rivediamo lassù che il primo volume e li ho letti in ordine, ma effettivamente, come ho sentito da più parti, almeno questi due possono essere letti anche in maniera disgiunta nel senso che non ci sono troppi spoiler o viceversa buchi di trama. Sicuramente se siete pignoli e completisti come me vi consiglio di leggerli in ordine ma anche diversamente non ci sono particolari problemi.

Sicuramente c’è una certa continuità perché I colori dell’incendio è ambientato temporalmente dopo Ci rivediamo lassù e abbiamo gli stessi protagonisti o meglio in I colori seguiamo le vicende di Madeline Péricourt mentre in Ci rivediamo lassù abbiamo seguito principalmente il padre Marcel.

Madeline mostra un coraggio e un sangue freddo oltre ad una capacità di adattamento che non mi aspettavo da lei, come detto Madeline la conosciamo nel primo romanzo e saperla protagonista di questo secondo be non mi invogliava troppo a leggerlo e invece si dimostra molto diversa da come me l’aspettavo.

I colori dell’incendio si apre con il funerale del banchiere Marcel Péricourt ma non è l’unico dramma della giornata perché il piccolo Paul, il figlio di Madeline, si lascia cadere nel vuoto e rimane paralizzato. Madeline deve rivedere e riorganizzare completamente la sua vita, ma la disgrazia del figlio è solo l’inizio sarà vittima di tradimenti e avidità. Dimostra una capacità di adattamento ma anche un coraggio e una determinazione che per come era stata educata ed istruita non sono affatto scontai. Se da un lato è un personaggio bello tosto d’altro però non è priva di colpa e non è perfetta è piena di rabbia e rancore per essere stata fregata e a sua volta agirà per vendetta in modo molto duro e determinato.

Mentre lei si prende cura del figlio paralitico alle sue spalle, persone di cui si fidava approfittano della sua vulnerabilità e se vogliamo anche credulità e la mandano in rovina mentre loro si arricchiscono e avviano nuovi progetti. Madeline non si lascia scoraggiare e dimostrando, come detto, un carattere e una determinazione che non credevo potesse avere si vendicherà in modo spietato.  

La narrazione è ammaliante tra l’altro con un narratore onnisciente che dialoga con il lettore (cosa che io personalmente adoro sempre tanto), c’è la voglia di andare avanti vedere come reagisce e vivrà Madeline all’incidente del figlio prima e alla bancarotta poi e ai suoi tentativi/progetti di vendetta. Una lettura da cui non riuscivo a staccarmi e come detto all’inizio da cui non mi aspettavo molto e invece mi ha stupita.

Altro elemento importante è la ricostruzione storica che è dettaglia, minuziosa e corretta e catapulta il lettore nella Parigi e nell’Europa che va dalla la fine degli anni ’20 e gli anni ’30 che sono poi gli anni che in qualche modo preparano lo scenario che porta alla seconda guerra mondiale.

Sicuramente leggerò altro di Lemaitre a partire dal terzo volume di questa trilogia (Lo specchio delle nostre anime di cui ho letto la trama e però non ho visto riferimenti o collegamenti con i Péricourt ma anche qui sono pronta a farmi stupire) che altri suoi titoli e se avete suggerimenti sono ben accetti.