TITOLO: I
russi sono matti - Corso Sintetico di letteratura russa 1820-1991
AUTORE:
Paolo Nori
EDITORE:
Utet
PAGINE: 184
PREZZO: €
15,00
GENERE:
letteratura italiana
LUOGHI
VISITATI: letteratura russa
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Esilarante, con ironia e la battuta riesce a tramettere molto sia sulla
letteratura russa (traspare tutto l’amore e la passione di Nori) ma anche sul
vivere quotidiano, e fornisce una grande lezione di vita.
Titolo e sottotitolo sono fondamentali: dicono già tutto.
Il titolo - I russi sono matti – è legato all’analisi degli scrittori
più importanti che in un modo o nell’altro erano un po’ pazzerelli, avendo
comportamenti e filosofie di vita singolari un esempio, noto a tutti, Tolstoj
odiava il personaggio/romanzo di Anna Karenina.
Il sottotitolo - corso sintetico di letteratura russa- spiega ciò che
andremo a leggere: viene spiegato come nasce il romanzo russo (che è quello
scritto in russo, prima si scriveva in altre lingue, per lo più francese) e
come finisce (oggi la letteratura russa è profondamente cambiata, dopo la
caduta dell’URSS c’è stato un passaggio/virata verso l’omologazione alla
letteratura occidentale), lo analizza per macro aree e per il tramite delle
vite e opere dei suoi più grandi esponenti.
Come dicevo è suddiviso in tre macro parti: potere, amore e byt.
Nella sezione dedicata al potere si analizza, almeno questa è la mia
personalissima interpretazione, il potere della letteratura, non la
rappresentazione del potere all’interno dei romanzi, ma il grande potere che i
romanzi hanno sulle persone un esempio può essere dato dalla diversa concezione
della fustigazione differenza tra il pensiero di Tolstoj e quello di Gogol
tanto che le persone per esprimere il proprio potevano dirsi in accordo oppure
in disaccordo con uno o l’altro dei grandi scrittori e tutti capivano. Ma
soprattutto anche il potere di mostrare le cose, far sì che le cose vengano
viste come per la prima volta. Emerge tutto il potere della letteratura e la
paura che questo potere genera (o può generare) nell’autorità statale.
“…c’è stato un periodo, negli anni settanta, che il fenomeno del samizdat aveva raggiunto un livello, in Russia, che praticamente si leggevano solo romanzi in samizdat […….] se un libro veniva pubblicato, dice Dovlatov, voleva dire che valeva poco. Perché i libri che valevano tanto, sembra incredibile, i libri che dicevano delle cose importanti, sembra incredibile, facevano paura. Lo stato, il grande stato sovietico, il grande regime sovietico, la più grande potenza mondiale, aveva paura dei libri.”
Nella sezione amore si analizza come il tema venga affrontato nei
romanzi russi, facendo emerge una loro grande caratteristica: finiscono male
(anche quando finiscono, apparentemente, bene). In questa parte vengono analizzati
due romanzi “Anna Karenina” di Tolstoj e “Il maestro e Margherita” di Bulgakov;
sono, per ora, gli unici due romanzi russi che io abbia letto, e ritrovarli e
vedere l’interpretazione di Nori è stato magnifico.
Nella sezione byt si analizza un qualcosa che può essere tradotto come
la vita quotidiana: emerge qui un'altra grande caratteristica dei romanzi russi
la loro capacità di mostrare la vita di tutti i giorni fornendoci uno spaccato
meraviglioso, anche della quotidianità e delle usanze/tradizioni.
La scrittura è particolare, quasi colloquiale, la costruzione stessa
delle frasi è molto articolata, ricca di frasi subordinate, di congiunzioni e
di aggettivi. Sembra un dialogo tra il narratore (Paolo Nori) e il lettore,
cioè sembra di essere a prendere un caffè con Nori che ti racconta della
letteratura russa.
Mi sono innamorata follemente del libro (e del suo autore) dopo nemmeno
una pagina, tanto da andare sulla quarta di copertina per vedere chi è Paolo
Nori; e cosa ci trovo scritto: “Paolo Nori, nato a Parma nel 1963, abita a
Casalecchio di Reno e scrive dei libri; l’ultimo, prima di questo, è La grande
Russia portatile” libro che io posseggo anche se non ho ancora letto e a
questo punto davvero non vedo l’ora.
“I russi sono matti” l’ho scoperto quando partecipavo al gruppo di
lettura su “Anna Karenina” organizzato da Serena de @ilcaffegatto, ad un certo
punto sulla chat del gruppo è spuntato questo volume, me lo sono appuntato e
poi comprato senza saperne niente, mi aspettavo qualcosa di più “accademico” e “palloso”
(preciso – chi mi conosce lo sa bene – a me i libri pallosi tendono a piacere,
è un complimento) invece riesce a riassumere (e insegnare moltissimo) sulla
letteratura russa in modo divertente e coinvolgente.
Trovo che questo libro sia un ottima idea regalo, perfetta sia per quei
lettori che già amano la letteratura russa, sia per quelli che invece ne sono
spaventati perché qui potranno fare conoscenza senza impegno.
Siete amanti della letteratura russa? Conoscete questo volume di Paolo Nori?