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venerdì 25 settembre 2020

SCENE DALLA VITA DI UN VILLAGGIO - AMOS OZ

TITOLO: Scene dalla vita di un villaggio

AUTORE: Amos Oz traduzione di Elena Loewenthal

EDITORE: Feltrinelli

PAGINE: 184

PREZZO: € 9,00

 GENERE: raccolta di racconti, letteratura isreliana

LUOGHI VISITATI: Israele

acquistabile su amazon: qui (link affiliato)



“Scene dalla vita di un villaggio” dello scrittore israeliano Amos Oz è una raccolta di racconti accomunati dall’essere ambientati nel villaggio di Tel Ilan -  un luogo inventato dallo scrittore e geograficamente vicino a Tel Aviv -  ed avere per protagonista un abitante del villaggio.

Ogni racconto è caratterizzato da un alone di mistero, un qualcosa di inquietante che però non viene risolto; tutti i finali sono aperti e lasciano aperte, o addirittura pongono, delle domande che restano senza risposta.

La scrittura è magnetica, descrittiva ma al tempo stesso scarna, non dice nulla di più dell’essenziale pur descrivendo minuziosamente ogni cosa, ogni aspetto dei protagonisti e delle sensazioni che provano, la loro vita passata essenziale a inquadrare il presente, e il paesaggio.

L’inquietudine, il senso di abbandono, di vecchio e di inutile, l’insofferenza verso il prossimo, magari verso un genitore anziano, sono i sentimenti che prevalgono assieme alla voglia di cambiare vita. Il quadro che emerge è tutt’altro che bucolico, nonostante l’apparente bellezza e semplicità della vita tipica di un piccolo villaggio dove tutti si conoscono.

“Con ormai più di cent’anni di storia, Tel Ilan era circondato di piantagioni e frutteti, mentre i declivi delle colline a Oriente erano coperti da vigneti. Oltre la strada d’accesso in paese, c’erano filari e filari di mandorli. I tetti di tegole erano immersi nel verde intenso delle fronde di alberi secolari. Molti qui lavoravano ancora i campi e impiegavano manodopera straniera che abitava in casotti situati nei giardini sul retro. Ma alcuni abitanti avevano ormai dato in affitto i terreni e si mantenevano con il Bed and Breakfast, le gallerie d’arte, le boutique alla moda e altri lavori ancora. In centro avevano aperto due ristoranti tipici e una vineria a conduzione familiare, oltre a un negozio di acquari. Uno del posto aveva fondato una piccola ditta di mobili in stile. Il sabato il paese si riempiva di visitatori, chi veniva per mangiare e chi per comparare cianfrusaglie. Durante la settimana, invece, a mezzogiorno il paese sembrava deserto perché la gente si chiudeva in casa a riposare, con le persiane chiuse.”

Parlare della trama senza fare spoiler è molto difficile, perché i racconti sono brevi e come dicevo lasciano aperto il finale; in tutto sono otto e, come detto prima, sono tutti ambientati nel villaggio tranne l’ultimo che non c’entra nulla con gli altri (infatti mi sono anche domandata perché sia stata inserito).

Incontriamo il medico condotto del paese la dottoressa Ghili Steiner che aspetta alla fermata dell’autobus il nipote in licenza; l’immobiliarista Yossi Sasson che vorrebbe mettere le mani sul “Rudere” che è l’ultimo esemplare rimasto di abitazione costruita ai tempi della fondazione del villaggio; Benni Avni il sindaco così disponibile e ben voluto dai suoi concittadini; i Levin (Dahlia e Abrham) che periodicamente organizzano a casa loro delle serate di musica cui partecipa tutto il villaggio; e il vecchio Pesach Keden, ex parlamentare in pensione.   

Mi sono approcciata al libro pensando fosse un romanzo, invece ho scoperto essere una raccolta di racconti, anche a voi capita? E questa volta avevo anche letto la quarta di copertina prima di acquistarlo… In ogni caso è stata una lettura piacevole e una bella scoperta, Oz è un autore piuttosto prolifico e visto che la sua scrittura mi è piaciuta in futuro voglio provare a leggere altro di suo.

Conoscete Oz? Aspetto vostri consigli.