AUTORE: David Foster Wallace traduzione di: Gabriella D'Angelo e Francesco Piccolo
EDITORE: Minimun Fax
PAGINE: 151
PREZZO: € 15
GENERE: letteratura americana, memoir, reportage
LUOGHI VISITATI: crociera extralusso ai Caraibi
Questo racconto o meglio questo reportage non mi ha convinto
del tutto. Non metto in dubbio la validità della scrittura e che questa sia
sintomatica o esemplificativa del genio di David Foster Wallace. Ma personale
alla lunga mi ha un po’ annoiato, ho faticato a portarlo a termine. Mi spiego
subito: sicuramente interessante leggere il reportage/resoconto di uno
scrittore della sua esperienza di una crociera extra lusso nei Caraibi che ha
avuto luogo tra l’11 e il 18 marzo del 1995. Quello che io contesto è che alla
lunga forza un po’ la mano, io ci ho visto il voler essere sarcastico a tutti i
costi.
All’inizio è divertente, ironico e sarcastico però quanto
tutto deve necessariamente essere sarcastico diventa anche un po’ noioso, un
po’ tirato: ho visto la ricerca del ‘sarcasmo’ e del ‘divertente’ a tutti i
costi. Non ho apprezzato nemmeno il fatto che critica le esperienze senza
essere mai sceso dalla nave e passa il tempo a descrivere in modo ironico come
ci fosse un cameriere personale per la stanza che rimette tutto in ordine ogni
guaio/disastro che lui combina ma al tempo stesso è praticamente invisibile, è
divertente la prima volta ma alla terza o quarta volta che ritorni su questo
aspetto mi annoi punto.
Ci sono sicuramente dei pregi in particolare ho colto che lo
sguardo di fondo è lucido e irriverente, racconta verità “scomode” legate al
consumismo e al divertimento consumistico della società americana (e non solo).
Se devo fare un bilancio per me prevalgono i no, i contro, ho faticato a
finirlo pur essendo breve secondo me è troppo lungo.
“E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar
strapieno di gente dell’aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono
sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull’aereo per Chicago
devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su
quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto,
sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.”
Vi aspetto nei commenti per sapere se lo avete letto e se vi
è piaciuto.

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