AUTORE: Andrea Camilleri
EDITORE: Sellerio
PAGINE: 247
PREZZO: € 12
GENERE: letteratura italiana, giallo, giallo della serie del Commissario Montalbano
LUOGHI VISITATI: Vicata (cittadini immaginaria della sicilia)
Il ladro di merendine di Andrea Camilleri è il terzo volume
della serie sul commissario Salvo Montalbano. Io sono una grande fan della
serie tv e ho deciso di leggere anche i romanzi e di seguirne l’ordine
cronologico.
Continuiamo la conoscenza di Montalbano e approfondiamo
anche la sua vita privata soprattutto il rapporto con i genitori (aspetto che
non mi ricordavo dalla serie dove però lo conosciamo “solo”).
Venendo alla parte di giallo di indagine siamo di fronte ad
una storia piuttosto intricata e con diversi casi da risolvere.
Anzitutto un peschereccio di Mazzara del Vallo è stato
attaccato da pirati tunisini ed è rimasto ucciso un marinaio, un ragazzo
tunisino al suo primo giorno di lavoro. Di questo caso se ne occupa Mimì
Augello anche se poi la palla passerà alla capitaneria di porto di Mazzara.
C’è poi il caso di un anziano trovato accoltellato
nell’ascensore del suo palazzo, Aurelio Lapecora: un ex commerciante ormai in
pensione anche se da qualche tempo aveva ripreso ad andare allo “scagno”
(ufficio). Inoltre risulta scomparsa anche una ragazza tunisina, Karima, che fa
le pulizie per vari vecchietti di Vigata tra cui anche Lapecora.
E infine c’è il caso del ladro di merendine che dà il titolo
al romanzo.
“«Armi?» spiò Augello.
«Armi? Che armi?» sbalordì per una ttimo Montalbano.
«Mah, non so, siccome la cosa mi pare seria, pensavo…»
«Ma chi dobbiamo pigliare?» intervenne Fazio.
«Un ladro di merendine».
Nella càmmara non si sentì più respirare. Ad Augello apparve sulla fronte un
velo di sudore.
«È da un anno che gli ripeto di farsi visitare» pensò.” Pag 99
La parte investigativa è bella intricata e complessa, ci
sono più piste da seguire e forse far collimare inoltre si intromettono anche
poteri forti come i servizi segreti.
Come dicevo all’inizio continuiamo la conoscenza di Salvo
Montalbano un uomo piuttosto burbero ma molto umano, molto meteoropatico, un
grandissimo buongustaio appassionato di buona cucina e anche di letteratura. Ha
una propria morale e un senso della giustizia molto reale ed effettivo (molto
più di quello “legale”). Emergono molto forti l’amicizia che lo legano al suo
vice Domenico detto Mimì Augello e l’amore per la fidanzata Livia.
La narrazione è come sempre basata su un linguaggio
particolare inventato da Camilleri, un mix tra italiano siciliano e invenzione,
è un bel racconto del quotidiano e non mancano tanto sarcasmo e tanto cinismo.
Mi piacciono molto le “avventure” di Montalbano e non vedo
l’ora di tornare a Vigata.
Fatemi sapere se lo conoscete e se avete letto questo
specifico romanzo. Vi aspetto nei commenti

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