venerdì 24 luglio 2026

VACANZE IN GIALLO di AAVV

TITOLO: Vacanze in giallo
AUTORE: Giménez-Bartlett, Mavaldi, Manzini, Recami, Robecchi, Savatteri
EDITORE: Sellerio
PAGINE: 304
PREZZO: € 10
GENERE: raccolta di racconti gialli, letteratura italiana e spagnola



Vacanze in giallo è una raccolta di racconti gialli della casa editrice Sellerio e in questo caso specifico incontriamo o seguiamo i nostri amati detective durante una loro vacanza, cosa potrà mai succedere? E riusciranno i nostri amati a farsi due giorni di vacanza senza incappare in un delitto o un mistero da risolvere, ma certo che no!

Di seguito un breve riassunto senza spolier di ciascun racconto:

 

La vacanza di Petra di Alicia Giménez-Bartlett

Petra per una serie di ragioni si trova in vacanza al mare da sola con i figli di Marcos, qui un po’ per caso un po’ per la suggestione ispirata dai bambini nota un cliente piuttosto “sospetto” forse un ganstar della mafia russa e si ritrova a indagare tra tuffi in piscina e cene al resort.

Il tavolo di Alessandro Robecchi

Carlo Montessori scopre che il suo promotore finanziario è sparito con tutti i suoi risparmi e quella che doveva essere l’inizio di una bellissima vacanza si trasforma nell’incubo della povertà. Monterossi passa al contrattacco con un piano per recuperare i soldi al truffatore.

Si tratta del mio primo approccio a Monterossi scritto, ho visto la prima stagione della serie tv su Prime Video e quindi mi vien da dire di conoscere già un pochino il personaggio. Il racconto è molto adrenalinico e veloce in un parola mi viene da descriverlo “milanese”.

“Poi si prepara a uscire nell’aria torrida di fine luglio, nell’asfalto che si scioglie al sole, nel nervosismo di una città che vorrebbe mettere il cartello ‘chiuso per ferie’, e non può, e allora si racconta storielle del tipo: uh, come si sta bene a Milano quando è vuota!”

Rocco va in vacanza di Antonio Manzini

Ultima estate romana prima del trasferimento ad Aosta, decide per una vacanza in Provenza (si sa che è il luogo dove voleva passare la vecchiaia con la moglie morta) ma l’aereo non decolla, il comandante parla di ritardi ma sarà davvero questa la ragione dell’attesa (estenuante di Rocco che si trova una vicina maniacale e claustrofobica)? Rocco Schiavone darà prova della sua abituale verve…

 

Il lato fragile di Gaetano Savatteri

Protagonista il giornalista disoccupato Saverio Lamanna che torna in Sicilia nella casetta a Màcari dopo aver perso malamente il posto di addetto stampa di un sottosegretario. È palerminato d’origine e sul volto incontra un vecchio conoscente, don Franco che lo invita ad un importante conferenza che ha organizzato sull’antimafia. Ma durante il convegno ci sarà un delitto e proprio Lamanna capisce cosa si nasconde dietro. È stato il mio primo approccio a Savatteri e alle storie con Lamanna, è molto attuale a anche politico.

 

Giallo a Milano (Marittima) di Francesco Recami

Protagonista Amedeo Consonni in vacanza con il nipotino Enrico, c’è anche la madre che però è impegnata a vivere una vacanza modaiola con il nuovo fidanzato e in incognito c’è anche Angela, la compagna del Consonni. Però il delicato equilibrio viene rotto dal ritrovamento o meglio dall’avvistamento in pineta di qualcosa che non dovrebbe esserci, forse un delitto…

Aria di Montagna di Marco Mavaldi

I nostri cari vecchietti del BarLume sono andati, come ogni anno, in gita con le Poste e sono finiti a Ortisei. Qui succede un fattaccio: in un supermercato viene uccisa strangolata una donna. E cosa succede? Succede che i nostri vecchietti dicono al vicequestore locale di essere degli esperti in fatto di risoluzione di crimini e tirano in ballo Alice, che ovviamente con l’aiuto dei vecchietti di Massimo risolverà il caso e pure a distanza.

 

Adoro i racconti gialli e le raccolte tematiche Sellerio mi piacciono sempre tanto, anche perché mi permettono di approcciarmi a nuovi personaggi. Infatti come detto prima con questa raccolta ho letto per la prima volta un’avventura di Monterossi (di cui ho visto la prima stagione della serie tv) e di Lamanna. Entrambi interessanti.

Fatemi sapere nei commenti se vi piacciono le raccolte tematiche di Sellerio e se avete letto questa.


venerdì 17 luglio 2026

CIRCE di MADELINE MILLER

TITOLO: Circe
AUTORE: Madeline Miller    traduzione di: Marinella Magrì
EDITORE: Marsilio Editore
PAGINE: 416
PREZZO: € 14
GENERE: letteratura americana, retelling mitologico
LUOGHI VISITATI: mito greco





Circe di Madelline Miller è un retelling del mito di Circe narrato in prima persona dalla stessa Circe.

Premetto che io il mito non lo conosco però si legge nella nota finale che si tratta di una rielaborazione piuttosto fedele e io non posso che fidarmi (sapevo solo essere una maga da cui si è fermato Ulisse e che trasformasse gli uomini in maiali).

È una lettura meravigliosa e meravigliosa è la protagonista Circe: donna caparbia determinata, non si lascia intimorire nemmeno dagli dèi e se necessario si oppone e che alla fine riesce a fare ciò che vuole della propria vita (cosa non scontata); è una donna che non si accontenta che conosce i propri limiti e li accetta, da sempre ha un interesse per i mortali.

Quella di Circe è una vita governata dalle passioni e soprattutto dalla ricerca della felicità che per molto tempo gli è stata ingiustamente negata, deve sostanzialmente elemosinare affetto  e alla fine lo troverà nei mortali ma di mortali (così come di dèi) ce ne sono di tanti tipi e la maggior parte sono malvagi o quantomeno irriconoscenti e frivoli (vedasi Glauco dopo la trasformazione si dimentica subito di Circe e si crogiola nelle sue nuove sembianze) oppure i primi marinai che accoglie che dopo aver ricevuto ospitalità approfittano di lei e del fatto che sia sola.

Essere sola sarà la costante della sua vita per moltissimo tempo, nel corso del tempo scoprirà cosa ne è stato delle persone o altri dèi/famigliari. Iniziamo da un’infanzia difficile, praticamente priva di affetto, è brutta e con una voce sgradevole o perlomeno così le dicono la madre, il padre, i fratelli e tutte le cugine nife. Crescerà molto legata al fratello Eete ma poi lui andrà a fondare un suo regno e l’abbandona letteralmente (si capirà poi che non c’è mai stato davvero affetto e amore fraterno).

Incontrerà un mortale, un pescatore di nome Gluaco, Circe decide di trasformarlo non sa ancora nulla di magia ma solo del potere di alcuni fiori gialli che si dice essere nati dal sangue di Crono. Una volta trasformato lui si dimentica di Circe, si crogiola nel suo nuovo stato divino e si innamora di un’altra e Circe accecata dalla gelosia trasforma la rivale in un mostro marino a sei teste. Quando si dice responsabile delle trasformazioni inizialmente nessuno le crede ma poi appurato che possiede dei poteri magici viene esiliata sull’isola di Eea, qui Circe scopre e affina le sue arti magiche.

“In fondo che me ne sarei fatta di un seme di quercia? L’isola ne era piena. Quello che volevo davvero era una fragola selvatica, da far scivolare dolcemente giù per la gola irritata, e dissi proprio questo a quel mallo bruno.
Mutò con tale rapidità che sentii il pollice affondare nel suo corpo soffice e rosso. La fissai, poi emisi un grido di gioia, spaventando gli uccelli e facendoli volare via dai rami.
Riportai in vita un fiore appassito. Bandii le mosche dalla mia casa. Feci sbocciare le ciliegie fuori stagione e mutai il colore del fuoco in verde acceso. Se Eete fosse stato con me, si sarebbe soffocato con la sua barba nel vedere simili trucchetti domestici. Ma dal momento che non conoscevo niente, non c’era niente che non fosse degno di me.
I miei poteri si sovrapponevano come onde. Scoprii di essere particolarmente tagliata per l’illusionismo, evocando immagini di briciole cui i topi si avvicinavano furtivi, inducendo i pesciolini a balzare fuori dall’acqua per sfuggire al becco di un cormorano. Pensai più in grande: un furetto per spaventare le talpe, un gufo per tenere alla larga i conigli. Imparai che l’ora migliore per la raccolta era il chiaro di luna, quando oscurità e rugiada concentravano la linfa. Appresi che cosa crescesse bene in giardino e cosa dovesse essere lasciato nel bosco. Catturai serpenti e imparai a estrarne il veleno dai denti. Riuscii a cavar fuori una goccia di tossina dal pungiglione di una vespa. Curai un albero malato, uccisi un rampicante maligno con un tocco.
Ma Eete non si era sbagliato, era la mutazione il mio dono più grande, ed era lì che il mio pensiero continuava a tornare. Mi parai di fronte a una rosa, e quella mutò in iris. Un intruglio versato sulle radici di un frassino lo trasformò in un olmo. Trasmutai tuti i ciocchi da ardere in legna di cedro perché il suo profumo riempisse ogni sera la mia casa. Catturai un’ape e ne feci un rospo, di uno scorpione feci un topo.
Fu in quello che scoprii i limiti del mio potere. Per quanto potente fosse la mistura, per quanto ben ordito fosse l’incantesimo, il rospo continuava a tentare di volare, e il topo di pungere. La mutazione influenzava i corpi, non le menti.
Allora pensai a Scilla. La sua natura di ninfa viveva ancora all’interno di quel mostro a sei teste? Oppure le piante spuntate dal sangue degli dei avevano attuato una vera trasformazione? Non lo sapevo. E dissi al vento: Ovunque tu sia, spero tu stia trovando la tua soddisfazione.” Pag 92 e 93

Passa il tempo (i secoli) e incontra altre persone come Dedalo quando viene chiamata a Creta dalla sorella Pasifae per farsi aiutare a mettere al monto il Minotauro, e poi altri secoli dopo Ulisse. Tra i due si instaura un profondo legame di amicizia e amore, ma poi lui deve ripartire e lei si ritrova di nuovo sola e madre di Telegono. Dopo qualche anno Telegono vuole andare a conoscere il padre ma le cose non vanno come sperato, Ulisse è molto cambiato e Telegono torna a Eea con Telemaco e Penelope che cercano la protezione di Circe. Da qui nuovi impegni di Circe fino all’epilogo molto bello, sorprendente (per me che non conoscevo il mito).

Ho raccontato un po’ la trama per dare un’idea di cosa si andrà a leggere ma sono stata comunque molto superficiale, inoltre per chi conosce il mito non è nulla di nuovo.

A me è piaciuto molto il libro, il modo in cui è scritto e raccontata la storia di Circe che come detto è il mio primo approccio perché non sapevo praticamente nulla mi è piaciuta molto la figura di Circe con cui ho empatizzato tanto è una donna molto coraggiosa, forte, sicura di sé, determinata e caparbia.

Di questa autrice ho letto e amato anche quello su Achille, so che c’è un altro suo libro Galatea edito Sonzogno che però mi è parso di capire essere diverso da quelli che ho letto e perché molto più breve e illustrato. Spero tanto scriva altri retelling e perché no anche altre storie.

Vi aspetto nei commenti.


venerdì 10 luglio 2026

STORIA DEL NUOVO COGNOME di ELENA FERRANTE

TITOLO: Storia del nuovo cognome
AUTORE: Elena Ferrante
EDITORE: Edizioni E/O
PAGINE: 480
PREZZO: € 22
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: Italia e specialmente Napoli tra gli anni '50 e '60



Storia del nuovo cognome – Secondo volume della saga de L’amica Geniale attenzione possibili spoiler sul volume precedente

La saga dell’amica geniale è un libro (una serie di libri) molto amati ed apprezzati che penso abbiamo letto praticamente tutti e manco solo io. Se non li conoscete mollate tutto e andate a recuperarli perché ne vale davvero la pena e lo dice una persona che era partita a dir poco scettica: si vedevano ovunque, poi è arrivata la serie tv e poi anche un grapic novel e alla fine mi sono decisa a leggerla anche io e per fortuna.

Veniamo al 2° volume che riprende esattamente da dove terminava il 1° quindi dal matrimonio di Lila.

Seguiamo le ragazze negli anni dell’adolescenza e della primissima giovinezza, anni che le due amiche vivranno in modo molto diverso.

Anzitutto leggere, continuare la saga è un po’ come tornare a casa e ritrovare due amiche, ma anche ritornare al proprio quartiere o meglio rione perché i protagonisti sono tanti oltre alle due principali.

L’amicizia tra Lila e Lenù è forte, duratura, sincera, indispensabile ma anche molto tormentata, direi quasi passionale, c’è anche una sorta di odio talvolta e ci sono periodi di lontananza e distacco.

Entrambe sono forti e spesso non filtrano i propri sentimenti ferendo (più o meno volontariamente) l’altra; soprattutto Lila (o perlomeno questo è quello che ho percepito io, poi va detto anche la voce narrante è Lenù) è molto “verace” attacca come arma di difesa, attacca, sminuisce, denigra, ferisce al solo scopo di lenire la propria sofferenza e il proprio malessere. Ma in fondo non possono fare a meno una dell’altra, il loro rapporto per quanto travagliato è autentico e sincero.

Questo secondo volume libro è ricco di colpi di scena e fondamentale è l’estate che le ragazze passano a Ischia.

Lenù è molto brava ma non si sente mai all’altezza, ha sempre paura di sbagliare e di mostrare di essere in qualche modo un impostore, in fondo le manca una cultura di base: non si leggono giornali e non si è interessarti alla politica e agli affari del mondo in casa sua, lei sa tanto ma ciò che è libro di scuola. Ciò non toglie che sia molto brava, si diploma e poi si laurea in lettere alla normale di Pisa e si dedica alla scrittura. Sicuramente un grandissimo passo in avanti del resto sogna da sempre di lasciare il rione e glielo auguro con tutto il cuore. Nel rione le ragazze ambiscono al matrimonio possibilmente un buon matrimonio (e come si misura il buon matrimonio? con le cose che si possono comprare!).

Lila che non ha potuto studiare (non ha potuto fare nemmeno le scuole medie) perché il padre si è opposto, si è sposata a 16 anni e nonostante l’agiatezza, il bellissimo appartamento nuovo tutto pieno di confort e lusso, deciderà di lavorare nella salumeria di suo marito. Ma la vita è tutt’altro che facile e felice, anche se apparentemente ha fatto – appunto – un buon matrimonio: le cose si mettono male già la prima notte di nozze!  Succedono tante cose nella vita di Lila, anche per lei è fondamentale la famosa estate a Ischia che porta parecchi strascichi.  Lila mostra un grandissimo coraggio e una grandissima determinazione, è scostante e infelice, è caparbia ma non si venderà mai soprattutto ai Solara. Nei momenti di agiatezza è anche molto generosa con gli altri e con l’amica Lenù.

Sicuramente il mondo narrato, il mondo del rione, della periferia è un mondo fatto di violenza e ignoranza e anche di frustrazione e sopraffazione dove il più forte si rifà sul più debole a cascata (ad esempio il marito picchia la moglie, la moglie picchia i figli, i figli maggiori tiranneggiano quelli più piccoli e così via).

Una cosa che fa male è l’odio tra donne, le donne non sono capaci di sorellanza: un esempio dopo il viaggio di nozze è palese che Stefano picchi la moglie e molte donne pensano sia giusto (già in generale) e che fosse ora e tempo che qualcuno limitasse/contenesse o se vogliamo desse una lezione a Lila, la riportasse al suo ruolo (cosa che in realtà non accadrà mai). Manca la solidarietà, ogni occasione è buona per sparlare e ferire.

Sono molto curiosa di andare avanti a leggere e vedere come si sviluppano le vite e le vicende di Lenù e Lila ma anche di tutti gli altri. È un modo per vivere da dentro anche la storia dell’Italia e non solo, qui siamo all’incirca negli anni 60.