venerdì 26 giugno 2026

VIVIDA MON AMOUR di ANDREA VITALI

TITOLO: Vivida Mon Amour
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 136
PREZZO: € 15
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: lago di Como anni '80




Vivida mon amour è un racconto piacevole, di intrattenimento con qualche colpo di scena.

Avevo aspettative basse soprattutto per alcuni commenti che avevo letto in giro, però io non l’ho trovato così “male” sicuramente non sarà tra i miei preferiti dell’autore (penso a La premiata ditta sorelle Ficcadenti e Zia Antonia sapeva di menta) c’è da dire anche che questo è un racconto, è più breve ed è molto più introspettivo che descrittivo e ‘investigativo’ come gli altri.

Scritto in prima persona voce narrante è un giovane medico, neolaureato che si innamora perdutamente di una ragazza a una festa.

Lui è medico condotto “supplente”, piuttosto goffo, impacciato ma molto perseverante; lei è una ragazza bellissima che ama divertirsi forse un po’ “fredda” ma sicura di sé. Seguiamo il corteggiamento che dura dei mesi, è una strada lunga e in salita tra incomprensioni, problematiche varie e anche tanta freddezza di Vivida. L’ambientazione è sempre il lago di Como in questo caso degli anni ’80 (è scritto sulla quarta di copertina per questo lo so, altrimenti avrei detto anche prima). Non mancano i colpi di scena.

“Finita per l’ennesima volta, e senza nemmeno essere cominciata. Chiunque si sarebbe arreso e pure io mi convinsi che fosse la cosa più logica. Dovevo elaborare il lutto di quell’insuccesso e seppellirlo, proprio come si fa con i morti.”

È anche divertente, noi seguiamo solo il ragazzo - di cui non conosciamo neanche il nome (o almeno io non me lo sono segnato) – il nostro protagonista e voce narrante, è scritto in prima persona quindi conosciamo solo il suo punto di vista. Ci sono volte in cui ho avuto voglia di scuoterlo, dirgli lascia perdere, cerca un'altra ragazza, ma lui persevera, nonostante i problemi che incontra in primo luogo il nome di lei: lui non lo capisce la prima volta e non avendo modo di sentire qualcun altro chiamarla va per tentativi anche piuttosto goffi. Il protagonista ci parla d’amore e di innamoramento dal suo punto di vista per lui è la Storia d’amore della sua vita: solo leggendo scopriremo se è davvero così oppure no.

Sicuramente non è un capolavoro della letteratura (e come detto per me e per ora) nemmeno della produzione di Vitali ma è un racconto che fa il suo, ci intrattiene e ci diverte, ci fa vivere una storia d’amore in un periodo molto diverso dal nostro dove l’unico mezzo di comunicazione erano le telefonate oppure il vedersi di persona, ma non c’era internet per controllare l’apertura dei locali ad esempio.

“Il buon vecchio telefono, quello con il disco rotante. Oggetto in cui l’inventore ha trasfuso saggezza. Perché ci vuole tempo per fare il numero, una cifra alla volta, ognuna che completa il tragitto sul disco in un tempo diverso. E durante quel tempo nascono un sacco di dubbi sull’utilità, sull’opportunità della telefonata, su cosa dire, su cosa rispondere, e si immaginano un ventaglio di possibilità: benefiche domande ti assediano convincendoti infine a temporeggiare e rimandare o a tirare dritto.” 

Io lo consiglio se cercate una storia di intrattenimento magari d’amore e che sappia stupirvi.

Fatemi sapere nei commenti se lo avete letto.


venerdì 12 giugno 2026

FERROVIE DEL MESSICO di GIAN MARCO GRIFFI

TITOLO: Ferrovie del Messico
AUTORE: Gian Marco Griffi
EDITORE: Laurana Editore
PAGINE: 824
PREZZO: € 22
GENERE: letteratura italiana, libro enciclopedico
LUOGHI VISITATI: principalmente Asti 1944







“Se c’era una cosa che mi piaceva dell’essere un soldato semplice, quella cosa era che in ogni circostanza c’era sempre qualcuno di grado superiore pronto a dirti quel che andava fatto, anche se quel che andava fatto, nove volte su dieci, era un’inutile perdita di tempo. Eppure con gli anni mi ero reso conto che perdere tempo era precisamente ciò che desideravo. Guardare la vita scorrere come una pelle d’acqua sopra  le pietre lisce del tempo che accade, del mondo che marcia senza bisogno alcuno dell’intervento di Magetti Francesco.”

Ferrovie del Messico di Gianmarco Griffi è un libro pazzesco e difficile da recensire. È un libro enciclopedico e citazionista, un libro pieno di avventure più o meno assurde, con tantissime “digressioni” capitoli dedicati a qualcosa di diverso dalla storia del nostro protagonista, talvolta sembrano capitoli buttati li a casaccio quasi, ti chiedi che centra? Dove vi vuol portare?

Partiamo dall’inizio e cioè dalla base del libro, dalla nostra storia e dal nostro protagonista: siamo ad Asti nel 1944 a (Fran)Cesco Magetti, milite della guardia repubblicana ferroviaria (più per caso che per convinzione) è stato assegnato un compito a quanto pare fondamentale per le sorti della seconda guerra mondiale: tracciare o se vogliamo ricostruire la mappa delle ferrovie del Messico, l’ordine arriva dall’alto, molto in alto e a cascata di ufficio in ufficio è arriva a Magetti. Da qui iniziano una serie di avventure rocambolesche e pazzesche perché da qualche parte deve iniziare a disegnare la mappa e così va alla biblioteca e poi al cimitero e poi da un samoano.

Ma queste avventure sono intervallate con capitoli dove i protagonisti sono altri.

È un libro “difficile” e lo dico tra virgolette perché è sicuramente un libro che richiede impegno, attenzione e pazienza (tanta pazienza) perché ci troviamo di fronte a capitoli che almeno apparentemente non centrano nulla ad esempio ce n’è uno dedicato a una fabbrica di colori a Dresda (e non è una fabbrica normale) oppure uno dove Hitler si taglia i baffi (!). È un libro che parla davvero di tantissime cose (come dico all’inizio è enciclopedico) si parla dell’Italia delle seconda guerra mondiale, della vita nella Repubblica di Salò, di partigiani, di amore, di leggende e miti nordici, di guerre d’indipendenza latino-americane, perfino di insetti.

Abbiamo una narrazione tragicomica e picaresca, che sa essere anche molto divertente e spassosa ma al tempo stesso anche profonda e tocca tematiche importanti.  

È un libro che può spaventare per la mole e per le digressioni e lungaggini varie che sono belle numerose ma anche se all’inizio sembra senza senso poi alla fine tutto acquisisce un perché e ti trovi a dire wow, cosa ho appena letto. Infatti il libro ha avuto un successo strepitoso soprattutto grazie al passaparola di librai e lettori.

Il romanzo si divide in due parti, la seconda è tipo una facciata o una riga o un paragrafo (controllare) dove si rimanda a un seguito, che inutile dirlo non vedo l’ora di leggerlo. Mi è parso di capire che il seguito sia Digressioni uscito nel 2025.

A me è piaciuto molto e non posso fare altro che consigliarlo.

Vi aspetto nei commenti per sapere se lo avete letto.