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venerdì 21 agosto 2026

UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARÒ MAI PIÙ di DAVID FOSTER WALLACE

TITOLO: Una cosa divertente che non farò mai più
AUTORE: David Foster Wallace   traduzione di: Gabriella D'Angelo e Francesco Piccolo
EDITORE: Minimun Fax
PAGINE: 151
PREZZO: € 15
GENERE: letteratura americana, memoir, reportage
LUOGHI VISITATI: crociera extralusso ai Caraibi 






Questo racconto o meglio questo reportage non mi ha convinto del tutto. Non metto in dubbio la validità della scrittura e che questa sia sintomatica o esemplificativa del genio di David Foster Wallace. Ma personale alla lunga mi ha un po’ annoiato, ho faticato a portarlo a termine. Mi spiego subito: sicuramente interessante leggere il reportage/resoconto di uno scrittore della sua esperienza di una crociera extra lusso nei Caraibi che ha avuto luogo tra l’11 e il 18 marzo del 1995. Quello che io contesto è che alla lunga forza un po’ la mano, io ci ho visto il voler essere sarcastico a tutti i costi.

All’inizio è divertente, ironico e sarcastico però quanto tutto deve necessariamente essere sarcastico diventa anche un po’ noioso, un po’ tirato: ho visto la ricerca del ‘sarcasmo’ e del ‘divertente’ a tutti i costi. Non ho apprezzato nemmeno il fatto che critica le esperienze senza essere mai sceso dalla nave e passa il tempo a descrivere in modo ironico come ci fosse un cameriere personale per la stanza che rimette tutto in ordine ogni guaio/disastro che lui combina ma al tempo stesso è praticamente invisibile, è divertente la prima volta ma alla terza o quarta volta che ritorni su questo aspetto mi annoi punto.

Ci sono sicuramente dei pregi in particolare ho colto che lo sguardo di fondo è lucido e irriverente, racconta verità “scomode” legate al consumismo e al divertimento consumistico della società americana (e non solo). Se devo fare un bilancio per me prevalgono i no, i contro, ho faticato a finirlo pur essendo breve secondo me è troppo lungo.

“E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell’aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull’aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato.”

Vi aspetto nei commenti per sapere se lo avete letto e se vi è piaciuto.