Visualizzazione post con etichetta #elenaferrante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #elenaferrante. Mostra tutti i post

venerdì 10 luglio 2026

STORIA DEL NUOVO COGNOME di ELENA FERRANTE

TITOLO: Storia del nuovo cognome
AUTORE: Elena Ferrante
EDITORE: Edizioni E/O
PAGINE: 480
PREZZO: € 22
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: Italia e specialmente Napoli tra gli anni '50 e '60



Storia del nuovo cognome – Secondo volume della saga de L’amica Geniale attenzione possibili spoiler sul volume precedente

La saga dell’amica geniale è un libro (una serie di libri) molto amati ed apprezzati che penso abbiamo letto praticamente tutti e manco solo io. Se non li conoscete mollate tutto e andate a recuperarli perché ne vale davvero la pena e lo dice una persona che era partita a dir poco scettica: si vedevano ovunque, poi è arrivata la serie tv e poi anche un grapic novel e alla fine mi sono decisa a leggerla anche io e per fortuna.

Veniamo al 2° volume che riprende esattamente da dove terminava il 1° quindi dal matrimonio di Lila.

Seguiamo le ragazze negli anni dell’adolescenza e della primissima giovinezza, anni che le due amiche vivranno in modo molto diverso.

Anzitutto leggere, continuare la saga è un po’ come tornare a casa e ritrovare due amiche, ma anche ritornare al proprio quartiere o meglio rione perché i protagonisti sono tanti oltre alle due principali.

L’amicizia tra Lila e Lenù è forte, duratura, sincera, indispensabile ma anche molto tormentata, direi quasi passionale, c’è anche una sorta di odio talvolta e ci sono periodi di lontananza e distacco.

Entrambe sono forti e spesso non filtrano i propri sentimenti ferendo (più o meno volontariamente) l’altra; soprattutto Lila (o perlomeno questo è quello che ho percepito io, poi va detto anche la voce narrante è Lenù) è molto “verace” attacca come arma di difesa, attacca, sminuisce, denigra, ferisce al solo scopo di lenire la propria sofferenza e il proprio malessere. Ma in fondo non possono fare a meno una dell’altra, il loro rapporto per quanto travagliato è autentico e sincero.

Questo secondo volume libro è ricco di colpi di scena e fondamentale è l’estate che le ragazze passano a Ischia.

Lenù è molto brava ma non si sente mai all’altezza, ha sempre paura di sbagliare e di mostrare di essere in qualche modo un impostore, in fondo le manca una cultura di base: non si leggono giornali e non si è interessarti alla politica e agli affari del mondo in casa sua, lei sa tanto ma ciò che è libro di scuola. Ciò non toglie che sia molto brava, si diploma e poi si laurea in lettere alla normale di Pisa e si dedica alla scrittura. Sicuramente un grandissimo passo in avanti del resto sogna da sempre di lasciare il rione e glielo auguro con tutto il cuore. Nel rione le ragazze ambiscono al matrimonio possibilmente un buon matrimonio (e come si misura il buon matrimonio? con le cose che si possono comprare!).

Lila che non ha potuto studiare (non ha potuto fare nemmeno le scuole medie) perché il padre si è opposto, si è sposata a 16 anni e nonostante l’agiatezza, il bellissimo appartamento nuovo tutto pieno di confort e lusso, deciderà di lavorare nella salumeria di suo marito. Ma la vita è tutt’altro che facile e felice, anche se apparentemente ha fatto – appunto – un buon matrimonio: le cose si mettono male già la prima notte di nozze!  Succedono tante cose nella vita di Lila, anche per lei è fondamentale la famosa estate a Ischia che porta parecchi strascichi.  Lila mostra un grandissimo coraggio e una grandissima determinazione, è scostante e infelice, è caparbia ma non si venderà mai soprattutto ai Solara. Nei momenti di agiatezza è anche molto generosa con gli altri e con l’amica Lenù.

Sicuramente il mondo narrato, il mondo del rione, della periferia è un mondo fatto di violenza e ignoranza e anche di frustrazione e sopraffazione dove il più forte si rifà sul più debole a cascata (ad esempio il marito picchia la moglie, la moglie picchia i figli, i figli maggiori tiranneggiano quelli più piccoli e così via).

Una cosa che fa male è l’odio tra donne, le donne non sono capaci di sorellanza: un esempio dopo il viaggio di nozze è palese che Stefano picchi la moglie e molte donne pensano sia giusto (già in generale) e che fosse ora e tempo che qualcuno limitasse/contenesse o se vogliamo desse una lezione a Lila, la riportasse al suo ruolo (cosa che in realtà non accadrà mai). Manca la solidarietà, ogni occasione è buona per sparlare e ferire.

Sono molto curiosa di andare avanti a leggere e vedere come si sviluppano le vite e le vicende di Lenù e Lila ma anche di tutti gli altri. È un modo per vivere da dentro anche la storia dell’Italia e non solo, qui siamo all’incirca negli anni 60.


venerdì 24 maggio 2024

L' AMICA GENIALE (vol. 1) - ELENA FERRANTE

TITOLO: L'amica geniale
AUTORE: Elena Ferrante
EDITORE: E/O
PAGINE: 400
PREZZO:€ 19
GENERE: letteratura italiana, saga 
LUOGHI VISITATI: Napoli immediato secondo dopoguerra
acquistabile su amazon: qui (link affiliato)





Mancavo solo io, penso l’abbiamo letto tutti. Questo libro, o meglio questa storia perché è una quadrilogia è accompagnata da un grandissimo hype e io generalmente in questi casi aspetto, però per L’amica geniale l’hype non è mai diminuito vuoi per la trasposizione televisiva, vuoi per il mistero che per svariato tempo ha circondato la sua autrice (Elena Ferrante è uno pseudonimo e non si sapeva chi si celasse dietro, tra l’altro mi pare che ora si sa tutto ma non ricordo…). Inoltre snobbavo proprio la storia, un libro italiano ambientato nell’immediato dopoguerra, con delle bambine per protagoniste, poi tanto clamore: no non mi va di leggerlo… Una mattina (due anni fa in questo periodo) vedo che è uscita anche la grapich novel oltre alla serie tv e mi dico basta ora voglio leggere anche io L’amica geniale, compro il libro, lo leggo e me ne innamoro pazzamente. Era un periodo che dormivo pochissimo per via di Giulia (non che ora…) rinunciavo a quelle poche ore di sonno pur di leggere!

Pur avendolo adorato non sono ancora andata avanti perché mi trovo in quella strana situazione in cui da un lato vorresti leggere tutta la storia per vedere come va avanti e cosa succede, dall’altro però non lo voglio finire mi piace pensare che c’è questa storia che mi aspetta. Capita anche a voi?

Veniamo al libro che è meglio.

Un romanzo di formazione e di crescita, un romanzo che racconta un’amicizia forte, importante ma anche turbolenta. Le vicende sono narrate in prima persona da Lenù che racconta la sua amicizia con Lila, si incontrano da bambine e diventano amiche, un amicizia che durerà tutta la vita. Siamo a Napoli in un quartiere popolare nell’immediato dopoguerra, (povertà, precariato, malavita e degrado) in questo primo volume si raccontano una decina d’anni.

“Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ogni giorno, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta, crescevamo con l’obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi. Certo, a me sarebbero piaciuti i modi gentili che predicavano la maestra e il parroco, ma sentivo che quei modi non erano adatti al nostro rione, anche se eri femmina. Le donne combattevano tra loro più degli uomini, si prendevano per i capelli, si facevano male. Far male era una malattia.”

 Il libro inizia col botto, un prologo fantastico (e per quel che ho letto io finora molto originale): una donna – Lenù – si mette al pc e scrive tutto ciò che ricorda della sua vita con l’amica Lila, ma perché lo fa? Perché Lila a 66 anni scompare volontariamente cancellando ogni traccia dise e quindi l’amica per ripicca, per dispetto, per impedirle di scomparire si mette a scrivere la loro storia! (Mettersi a scrivere in cosegenza della scomparsa di una persona cara non è cosa nuova, ma farlo per impedire a questa persona di cancellare le proprie tracce sì). Già da qui la voglia di leggere la storia e capire perché Lila a un certo punto scompare è tantissima, come scoprire tutta la loro amicizia.

“«È bello» mormorai, «parlare con gli altri».
«Sì, ma solo se quando parli c’è qualcuno che risponde».
Mi sentii in petto uno sbuffo di gioia. Che richiesta c’era in quella bella frase? Mi stava dicendo che voleva parlare soltanto con me perché non prendevo per buono tutto quello che le usciva di bocca ma le rispondevo? Mi stava dicendo che soltanto io sapevo star dietro alle cose che le passavano per la testa?
Sì. E me lo stava dicendo con un tono che non le conoscevo, fievole, sebbene come al solito brusco. […] Ne ragionammo. Avevamo dodici anni, ma camminammo a lungo per le vie bollenti del rione, tra la polvere e le mosche che si lasciavano alla spalle i vecchi camion di passaggio, come due vecchiette che fanno il punto delle loro vite piene di delusioni e si tengono strette l’una all’altra. Nessuno ci capiva, solo noi due – pensavo – ci capivamo. Noi, insieme, soltanto noi, sapevamo come la cappa che gravava sul rione da sempre, cioè fin da quando avevamo memoria […] C’era qualcosa di insostenibile nelle cose, nelle persone, nelle palazzine, nelle strade, che solo reinventando tutto come in un gioco diventava accettabile. L’essenziale, però, era saper giocare e io e lei, io e lei soltanto, sapevamo farlo.”
 


 Per quanto riguarda la trama Lila e Lenù si incontrano sui banchi delle elementari, vivono nello stesso palazzo e iniziano a frequentarsi diventando amiche, un’amicizia che durerà tutta la vita. Come detto il periodo narrato copre circa una decina d’anni ci sono gli anni delle elementari, poi la crescita i primi amori e le diverse esperienze che fanno. Anzitutto scolastiche perché Lila non può proseguire la scuola oltre la quinta elementare per problemi economici e dovrà andare a lavorare nel negozio di calzolaio del padre, mentre Lenù (da qui l’appellativo di amica geniale) va alle medie e al liceo, ovviamente anche le frequentazioni sono diverse, gli impegni non permettono loro di passare tutto il tempo assieme ma spesso riescono a vedersi e uscire assieme ai coetanei del rione (un agglomerato molto interessante di personaggi secondari).

“Fu durante quel percorso verso via Orazio che cominciai a sentirmi in modo chiaro un’estranea resa infelice dalla mia stessa estraneità. Ero cresciuta con quei ragazzi, ritenevo normali i loro comportamenti, la loro lingua violenta era la mia. Ma seguivo anche quotidianamente, ormai da sei anni, un percorso di cui loro ignoravano tutto e che io invece affrontavo in modo così brillante da risultare la più capace. Con loro non potevo usare niente di ciò che imparavo ogni giorno, dovevo contenermi, in qualche modo autodegradarmi. Ciò che ero a scuola, lì ero obbligata a metterlo tra parentesi o a usarlo a tradimento, per intimidirli. Mi chiesi cosa ci facevo in quell’auto. C’erano i miei amici, certo, […] stavamo andando alla festa […]. Ma proprio quella festa ratificava che Lila, l’unica persona che sentivo ancora necessaria malgrado le nostre vite divergenti, non ci apparteneva più, e venendo meno lei, ogni mediazione tra me e quei giovani, quell’auto in corsa per quelle strade, si era esaurita.”

Io mi sono focalizzata soprattutto sulle due protagoniste. Entrambe le ragazze sono molto intelligenti e portate allo studio ma hanno possibilità diverse, Lila arriva alle elementari che sa già leggere, scrivere e fare di conto senza che nessuno glielo abbia mai insegnato, studierà da autodidatta greco e latino perché li studia Lenù al liceo e darà ripetizioni all’amica ma come detto non può proseguire. Le due amiche sono molto diverse anche caratterialmente Lila è definita una bambina cattiva, è esplosiva, coraggiosa e determinata mentre Lenù è più mite, timida e sognatrice; hanno in comune la voglia di emanciparsi e lasciare il rione e la povertà, seguiranno (per tante ragioni) vie diverse.

Il finale di questo libro è un cliffhanger pazzesco!

Il libro non è solo una storia di amicizia ma anche un modo per approcciarsi a una parte della nostra storia perché con le vicende di Lila e Lenù ripercorriamo anche la storia dell’Italia a partire dal secondo dopoguerra con un affresco in particolare su Napoli e in generale della nostra società (ruolo della donna ma anche alla figura del o della maestra, aspettative, criminalità, politica).

Voglio continuare la lettura non solo di questa quadrilogia ma di tutti i libri di Elena Ferrante.

Fatemi sapere se avete letto la storia dell’amica geniale vi aspetto nei commenti.