AUTORE: Elena Ferrante
EDITORE: Edizioni E/O
PAGINE: 480
PREZZO: € 22
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: Italia e specialmente Napoli tra gli anni '50 e '60
Storia del nuovo cognome – Secondo volume della saga de
L’amica Geniale attenzione possibili spoiler sul volume precedente
La saga dell’amica geniale è un libro (una serie di libri)
molto amati ed apprezzati che penso abbiamo letto praticamente tutti e manco
solo io. Se non li conoscete mollate tutto e andate a recuperarli perché ne
vale davvero la pena e lo dice una persona che era partita a dir poco scettica:
si vedevano ovunque, poi è arrivata la serie tv e poi anche un grapic novel e
alla fine mi sono decisa a leggerla anche io e per fortuna.
Veniamo al 2° volume che riprende esattamente da dove
terminava il 1° quindi dal matrimonio di Lila.
Seguiamo le ragazze negli anni dell’adolescenza e della
primissima giovinezza, anni che le due amiche vivranno in modo molto diverso.
Anzitutto leggere, continuare la saga è un po’ come tornare
a casa e ritrovare due amiche, ma anche ritornare al proprio quartiere o meglio
rione perché i protagonisti sono tanti oltre alle due principali.
L’amicizia tra Lila e Lenù è forte, duratura, sincera,
indispensabile ma anche molto tormentata, direi quasi passionale, c’è anche una
sorta di odio talvolta e ci sono periodi di lontananza e distacco.
Entrambe sono forti e spesso non filtrano i propri
sentimenti ferendo (più o meno volontariamente) l’altra; soprattutto Lila (o
perlomeno questo è quello che ho percepito io, poi va detto anche la voce
narrante è Lenù) è molto “verace” attacca come arma di difesa, attacca,
sminuisce, denigra, ferisce al solo scopo di lenire la propria sofferenza e il
proprio malessere. Ma in fondo non possono fare a meno una dell’altra, il loro
rapporto per quanto travagliato è autentico e sincero.
Questo secondo volume libro è ricco di colpi di scena e
fondamentale è l’estate che le ragazze passano a Ischia.
Lenù è molto brava ma non si sente mai all’altezza, ha
sempre paura di sbagliare e di mostrare di essere in qualche modo un impostore,
in fondo le manca una cultura di base: non si leggono giornali e non si è
interessarti alla politica e agli affari del mondo in casa sua, lei sa tanto ma
ciò che è libro di scuola. Ciò non toglie che sia molto brava, si diploma e poi
si laurea in lettere alla normale di Pisa e si dedica alla scrittura.
Sicuramente un grandissimo passo in avanti del resto sogna da sempre di lasciare
il rione e glielo auguro con tutto il cuore. Nel rione le ragazze ambiscono al
matrimonio possibilmente un buon matrimonio (e come si misura il buon
matrimonio? con le cose che si possono comprare!).
Lila che non ha potuto studiare (non ha potuto fare nemmeno
le scuole medie) perché il padre si è opposto, si è sposata a 16 anni e
nonostante l’agiatezza, il bellissimo appartamento nuovo tutto pieno di confort
e lusso, deciderà di lavorare nella salumeria di suo marito. Ma la vita è
tutt’altro che facile e felice, anche se apparentemente ha fatto – appunto – un
buon matrimonio: le cose si mettono male già la prima notte di nozze! Succedono tante cose nella vita di Lila, anche
per lei è fondamentale la famosa estate a Ischia che porta parecchi
strascichi. Lila mostra un grandissimo
coraggio e una grandissima determinazione, è scostante e infelice, è caparbia
ma non si venderà mai soprattutto ai Solara. Nei momenti di agiatezza è anche
molto generosa con gli altri e con l’amica Lenù.
Sicuramente il mondo narrato, il mondo del rione, della
periferia è un mondo fatto di violenza e ignoranza e anche di frustrazione e
sopraffazione dove il più forte si rifà sul più debole a cascata (ad esempio il
marito picchia la moglie, la moglie picchia i figli, i figli maggiori
tiranneggiano quelli più piccoli e così via).
Una cosa che fa male è l’odio tra donne, le donne non sono
capaci di sorellanza: un esempio dopo il viaggio di nozze è palese che Stefano
picchi la moglie e molte donne pensano sia giusto (già in generale) e che fosse
ora e tempo che qualcuno limitasse/contenesse o se vogliamo desse una lezione a
Lila, la riportasse al suo ruolo (cosa che in realtà non accadrà mai). Manca la
solidarietà, ogni occasione è buona per sparlare e ferire.
Sono molto curiosa di andare avanti a leggere e vedere come
si sviluppano le vite e le vicende di Lenù e Lila ma anche di tutti gli altri.
È un modo per vivere da dentro anche la storia dell’Italia e non solo, qui
siamo all’incirca negli anni 60.
