AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 136
PREZZO: € 15
GENERE: letteratura italiana
LUOGHI VISITATI: lago di Como anni '80
Vivida mon amour è un racconto piacevole, di intrattenimento con qualche colpo di scena.
Avevo aspettative basse soprattutto per alcuni commenti che avevo letto in giro, però io non l’ho trovato così “male” sicuramente non sarà tra i miei preferiti dell’autore (penso a La premiata ditta sorelle Ficcadenti e Zia Antonia sapeva di menta) c’è da dire anche che questo è un racconto, è più breve ed è molto più introspettivo che descrittivo e ‘investigativo’ come gli altri.
Scritto in prima persona voce narrante è un giovane medico, neolaureato che si innamora perdutamente di una ragazza a una festa.
Lui è medico condotto “supplente”, piuttosto goffo, impacciato ma molto perseverante; lei è una ragazza bellissima che ama divertirsi forse un po’ “fredda” ma sicura di sé. Seguiamo il corteggiamento che dura dei mesi, è una strada lunga e in salita tra incomprensioni, problematiche varie e anche tanta freddezza di Vivida. L’ambientazione è sempre il lago di Como in questo caso degli anni ’80 (è scritto sulla quarta di copertina per questo lo so, altrimenti avrei detto anche prima). Non mancano i colpi di scena.
“Finita per l’ennesima volta, e senza nemmeno essere cominciata. Chiunque si sarebbe arreso e pure io mi convinsi che fosse la cosa più logica. Dovevo elaborare il lutto di quell’insuccesso e seppellirlo, proprio come si fa con i morti.”
È anche divertente, noi seguiamo solo il ragazzo - di cui non conosciamo neanche il nome (o almeno io non me lo sono segnato) – il nostro protagonista e voce narrante, è scritto in prima persona quindi conosciamo solo il suo punto di vista. Ci sono volte in cui ho avuto voglia di scuoterlo, dirgli lascia perdere, cerca un'altra ragazza, ma lui persevera, nonostante i problemi che incontra in primo luogo il nome di lei: lui non lo capisce la prima volta e non avendo modo di sentire qualcun altro chiamarla va per tentativi anche piuttosto goffi. Il protagonista ci parla d’amore e di innamoramento dal suo punto di vista per lui è la Storia d’amore della sua vita: solo leggendo scopriremo se è davvero così oppure no.
Sicuramente non è un capolavoro della letteratura (e come detto per me e per ora) nemmeno della produzione di Vitali ma è un racconto che fa il suo, ci intrattiene e ci diverte, ci fa vivere una storia d’amore in un periodo molto diverso dal nostro dove l’unico mezzo di comunicazione erano le telefonate oppure il vedersi di persona, ma non c’era internet per controllare l’apertura dei locali ad esempio.
“Il buon vecchio telefono, quello con il disco rotante. Oggetto in cui l’inventore ha trasfuso saggezza. Perché ci vuole tempo per fare il numero, una cifra alla volta, ognuna che completa il tragitto sul disco in un tempo diverso. E durante quel tempo nascono un sacco di dubbi sull’utilità, sull’opportunità della telefonata, su cosa dire, su cosa rispondere, e si immaginano un ventaglio di possibilità: benefiche domande ti assediano convincendoti infine a temporeggiare e rimandare o a tirare dritto.”
Io lo consiglio se cercate una storia di intrattenimento magari d’amore e che sappia stupirvi.
Fatemi sapere nei commenti se lo avete letto.
