venerdì 27 marzo 2026

PINK POST. ANTOLOGIA DI FUMETTO FEMMINISTA a cura di ELISABETTA SEDDA

TITOLO: Pink Post. Antologia di fumetto femminista
AUTORE: a cura di Elisabetta Sedda
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 128
PREZZO: € 18
GENERE: letteratura italiana, grapich novel, letteratura femminista

Oggi parliamo di Pink Post. Antologia del fumetto femminista a cura di Elisabetta Sedda.

Come dice il sottotitolo siamo in presenza di una raccolta di grapich novel, un’antologia dove vengono raccolte nove storie grafiche di nove artiste diverse che con la propria sensibilità e mano ci raccontano a modo loro una tematica particolare. Tutti i temi sono tutti legali alla “donna” il corpo, la mente, l’istinto femminile, il piacere, la femminilità, l’essere donna e tutte le relative conseguenza, cosa succede in caso di abuso oppure quando hai il coraggio di scegliere te stessa, oppure ancora l’assenza di sorellanza.

È necessaria una precisazione importante io non sono una conoscitrice di fumetti o grapich novel e ne leggo pochissimi quindi non ho le capacità e l’esperienza per parlare (“giudicare”) ma mi baso esclusivamente sul gusto personale che in materia si sta appena appena formando.

Una lettura molto interessante e ottima anche per conoscere nuove fumettiste.

L’opera come detto è una raccolta e quindi è necessariamente eterogenea poiché abbiamo nove artiste che hanno anzitutto un diverso stile grafico e narrativo e poi naturalmente interpretano il tema assegnato a modo loro. Ma al contempo è anche un’opera coesa perché le tematiche corrispondono ad altrettanti capitoli e ogni capitolo segue la medesima struttura: abbiamo una citazione, una breve introduzione/spiegazione del tema e del fumetto e una brevissima biografia dell’autrice e poi segue appunto il fumetto.

E all’inizio troviamo un’interessante prefazione di Michela Murgia che analizza anche la narrazione del femminile in letteratura e in generale nella società.

“Per questo avere o non avere la possibilità di generare una narrazione di sé è la condizione più politica che c’è. Quando si dice che la storia la scrivono i vincitori si pensa subito alle guerre, agli sconfitti e ai troiani, alla visione militare delle cose. […] Lo sapeva perfettamente Alison Bechdel quando disegnò la famosa striscia da cui si originano i tre parametri del test*** che prende il suo nome: la storia delle donne esiste solo se ce ne sono almeno due, hanno un nome proprio e parlano tra loro di qualcosa che non siano i maschi. […] per cominciare a esistere nel nostro stesso immaginario abbiamo dovuto diventare capaci di sognarci fuori dai sogni degli uomini e cambiare completamente di prospettiva, consapevoli del fatto che per secoli ci siamo guardate l’un l’altra vedendo solo quello che avrebbe visto un uomo. Questo fanno le narrazioni: ti impongono lo sguardo sulla realtà e anche se gli occhi rimangono i tuoi, i parametri con cui osservi non ti appartengono più. […] Il risultato è che, a forza di leggere di noi stesse una storia sola, per troppo tempo ci siamo convinte che nella vita il nostro perché fosse in realtà un per chi.”

***Test di Bechdel: è un metodo utilizzato per valutare l’impatto dei personaggi femminili nelle trame delle opere di finzione

Lettura interessante anche per approfondire tematiche femministe e aprire gli occhi, anche i nostri perché spesso ignoriamo e non applichiamo la sorellanza!

Tra i miei preferiti I, VII e VIII.

Di seguito vi parlo brevemente dei 9 grapich novel senza spoiler:

 

Capitolo I – Corpo di donna – Centimetri di Sara Menetti:

Corpo di donna è dedicato in particolare alla gravidanza, che è forse il passaggio che maggiormente cambia non solo la vita ma anche il corpo di una donna. Come dice il titolo oggetto di narrazione sono i centimetri aspetto che permea e condiziona continuamente la vita delle donne dalla lunghezza di capelli e di gonne e pantaloni alle dimensioni del corpo.

Una narrazione per immagini molto bella, delicata ma efficace, i toni sono il nero e il giallo con il testo che segue un doppio binario a fondo nero per la narrazione generale e bianco per le vignette delle singole tavole.

 

Capitolo II – La mente e il sogno – Würstelini Dream di Alice Socal

Storia un po’ caotica che racconta tanto e niente: siamo nella testa della disegnatrice ma anche fuori, vengono trattati tanti temi come il cibo, il desiderio, l’affetto, la gravidanza, il desiderio di maternità, creatività e necessità di apprezzamento altrui soprattutto sui social. Si ispira un po’ alla teoria freudiana sulle donne e la loro invidia per il pene maschile.

Da un punto di vista grafico mi ha fatto pensare a un fumetto giapponese (spero di rendere l’idea anche se non ne so praticamente nulla né di fumetti né tantomeno di fumetti giapponesi) molto colorato con la presenza di questi tipo würstel o vermicelli (che imitano la forma fallica) che guardano, giudicano e commentano.

 

Capitolo III – L’istinto femminile – Pensiero di donna di Margherita Morotti

È un fumetto molto concettuale (forse quello che mi è piaciuto meno): rappresenta un gioco di bambini, un fortino dove per essere ammessi/entrare è richiesto avere ‘pensiero di donna’ e da qui mille interpretazioni e sfaccettature.

 

Capitolo IV – L’occhio giudicante – Occhio per occhio di Sara Pavan

È una storia che mostra come spesso le donne siano le prime nemiche delle donne. Abbiamo due donne, due professioniste una veterinaria e una poliziotta, che per una serie di vicissitudini si incontrano in ambito professionale, ma fin da subito noi vediamo che a predominare è il meccanismo del giudizio verso l’altra donna, anziché la sorellanza.

 

Capitolo V – La bocca – Un fatto privato di Alice Milani

La bocca dell’argomento è quell’organo che molto spesso usiamo a sproposito per giudicare, per dire sciocchezze ma che invece non usiamo per far sentire la nostra voce soprattutto quando siamo donne e abbiamo ragione, abbiamo un fatto grave da denunciare, ma preferiamo dimenticare perché sappiamo già che cosa uscirà dalla bocca degli altri e quindi la cosa più semplice è far finta di niente. La violenza sulle donne è un fatto privato un fatto da dimenticare perché diversamente incappiamo in tante bocche che invece di denunciare il fatto e/o sostenerci ci colpevolizzano. Come nella storia narrata quando l’unico modo che hai di parlare di una violenza subita è con una sconosciuta anni dopo liquidando la cosa come un tuo errore, una tua imprudenza.

 

Capitolo VI – Il cuore- Piezz’e’ core di La Tram

Una protagonista coraggiosa che ha avuto la forza di scegliere sé stessa e il proprio benessere anziché quello di un uomo e quello della madre perché lasciando il quasi marito ha deluso le aspettative materne, e pur consapevole delle conseguenze ha avuto la forza e il coraggio di fare la scelta che sentiva più giusta per sé.

 

Capitolo VII – Gli organi femminili – Destino anatomico di Silvia Rocchi

Molto immaginifico perché permette un viaggio nei luoghi comuni e falsi miti sulla sessualità femminile. La donna deve essere sempre sottomessa e se cerca risposte oppure peggio (è sarcasmo) addirittura la propria felicità finisce male, tanto che la protagonista viene fatta rinchiudere in manicomio dal marito (pratica piuttosto diffusa in passato). Una storia dolceamara e commovente ma anche un grande insegnamento, con una lettera della protagonista alle nipoti e pronipoti dove racconta la sua storia e le invita ad essere consapevoli di sé! Probabilmente il mio preferito.

Capitolo VIII – Il piacere – Mea Vulva di Cristina Portolano

La visione in grapich novel della prima descrizione del piacere femminile che risale a una monaca benedettina medievale proclamata santa. Molto interessante. Predominano il blu e il giallo senape. Viene fornita una visione lucida di un qualcosa di estremamente naturale che però nella declinazione femminile è mal visto se non condannato.

 

Capitolo IX – La femminilità – Ave di FumettiBrutti

Una sorta di monologo dove una donna racconta l’essere donna, “l’essere femmina” partendo da cosa le è stato detto/insegnato dalle amichette. È anche questo un grapich novel abbastanza concettuale dove il colore predominante è l’azzurro.

 

Fatemi sapere se lo avete letto ed eventualmente cos’altro mi consigliate di queste autrici.


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